Non ho molto tempo e in questo periodo l’umore altalenante non consente le consuete due parole veloci veloci. Ma non potevo non rilevare il fatto che Nicola Conte (prima foto) e Gianni Alemanno (seconda foto) si assomoigliano in modo incredibile. Ieri concerto di Nicola Conte al Blue Note, carino, ma niente di speciale, mi piaceva di più Jet Sound e il live che ho in mp3, chissà come mai. Presentava la serata Nick the Nightfly di Radio Monte Carlo, e lì la domanda arriva subitanea: ma l’accuento amuericano nuon ti passa nueanche doupo truenta enni che vivi in itali?
Rubare (pornografia). Succede che sul sito di Storace appaiano delle immagini scottanti di un rapporto omosex con Berlusconi. Tutta colpa del furto di Storace. Qui potete leggere la storia dell’infame vicenda (in inglese).
La cruda verità. Marconi inventò la radio a Pontecchio, ma andò a fondare la sua impresa a Londra. Meucci inventò il telefono negli Usa. Armani, Versace? Guardiamo ai ruolini d’assunzione, piuttosto: l’anno scorso le imprese italiane hanno offerto solo il 9 per cento dei nuovi posti a figure professionali altamente qualificate. Il mito del genio solitario ci sta facendo del male. Ci rende pigri, inattivi, in attesa che l’intelligentone ci piova addosso dal cielo. Ai paesi in ascesa impetuosa non importa nulla della “caccia al talento” individuale e straordinario, da pescare già fatto “come una perla nel guscio dell’ostrica”: producono invece ottimi, anonimi, compatti, efficienti staff. Negli Usa vanno forte ingegneri biomedici, elettronici e ambientali: da noi, en attendant un Galileo o un Brunelleschi, la categoria professionale in maggiore espansione è quella dei commessi e degli impiegati. E un milione di laureati s’accontenta di lavori che avrebbe potuto fare senza laurea.
Michele Smargiassi su La Repubblica, a proposito del libro di Irene Tinagli, Talento da svendere, Einaudi.
Latte versato. Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. D’altronde, se candidi Rutelli.
Sabor Argentino. Tralasciando il fatto che se abbiamo bisogno di queste cose vuol dire che siamo alla frutta, economicamente, volevo segnalare che esiste un numero a cui inviare un SMS per sapere i prezzi di vari prodotti alimentari (qui il sito). L’iniziativa ha avuto successo, ed era un’idea del Ministero delle Politiche Agricole. Quello del vecchio Governo, quando c’erano gli altri, per intenderci. Quello che non facevano niente e sono tutti uguali. Il numero è 47947
“The question is…who cares!“. Fantastico video dal primo episodio dei Muppet Show. Nello sketch una delle più famose versioni della canzone scritta da Piero Umiliani, autore italiano di colonne sonore negli anni ‘70.
Anno 1976. Info qui.
Ecco arrivare nuovamente l’”emergenza stupri”. Ancora una volta, dei tragici e drammatici fatti di cronaca vengono usati, strumentalizzati ad uso e consumo di campagne politiche nazionali e locali per invocare “mano forte” contro gli immigrati. [...] L’attenzione viene spostata tutta sul tema della sicurezza quindi, di conseguenza, l’immigrazione, i romeni, i clandestini, mettendo malamente e volontariamente tutto nello stesso calderone. Cercando di fare più confusione possibile, come in una gara a chi inebetisce di più il pubblico davanti allo schermo o ad un giornale. Tratto da “Sulla pelle delle donne“, di Milena Zappon
Si fa tanto parlare di sicurezza, in questi giorni. Prima delle elezioni, perché c’erano le elezioni. Dopo le elezioni, perché ci sono i ballottaggi. Dopo i ballottaggi, perché non si avranno altre idee e quando la gente è stanca e impoverita ha sempre paura, e la sicurezza è un “evergreen”.
Se devo dare un occhio alla mia esperienza personale, devo dire che questa “emergenza sicurezza” io non l’ho vista. Non è cambiato molto da - diciamo - 10 anni a questa parte. Devi sempre fare attenzione in certe zone, la sera è meglio andare in giro in compagnia, etc. Niente di nuovo sotto il sole. Però ci sono dei paradossi. Negli ultimi giorni, per due volte, mi sono trovata in situazioni imbarazzanti. Read the rest of this entry »
Non so quanti abbiano mai nella loro vita cercato lavoro. Intendo cercare lavoro sporcandosi le mani nei famosi siti di offerta di lavoro, cercando di districarsi tra le liane degli annunci per venditori, sales manager, export sales executive, venditori, e ancora venditori, alla caccia dell’unico - se esiste - unico vero posto di lavoro rimasto. Sembra che in Italia ci sia solo bisogno di venditori. Read the rest of this entry »
Air France se ne va.
“Ora saranno soddisfatti. I “difensori della nazione” e i “paladini dell’occupazione”. Il Pdl che ha appena vinto le elezioni e il sindacato che ha appena perso la faccia. Il ritiro di Air France significa la fine dell’Alitalia e certifica la sconfitta dell’Italia”.
Alitalia, i nomi dei colpevoli, di Massimo Giannini, La Repubblica.
Recorded: 1984. Altre info.
l’Unità 16.4.08
Consigli utili
Come sopravvivere allla coppia B&B
di Roberto Cotroneo
In qualche modo bisognerà farcela. Da qualche parte una possibilità c’è. Per tutti quelli che martedì 15 aprile, come in un romanzo di Kafka, si sono svegliati, e si sono accorti, in un momento, che da ieri, l’Italia sarà di nuovo berlusconiana c’è bisogno di una terapia di sostegno, di un appoggio, di una ragione. Molti vagano increduli, altri sfogliano nervosamente vecchi giornali per ricordarsi com’era solo due anni fa, altri ancora credono che con questa maggioranza “stabile” nessuno ce la farà, perché gli anni potrebbero essere cinque, non uno di meno, e si dovrebbe camminare nella valle del regno di Berlusconi fino al 2013.
Fino al 2013 con Bossi e Cicchitto, con Fini e Maroni, con la Carfagna e Bondi, con Borghezio e Calderoli. Fino al 2013 con Gasparri, con Alemanno, con Lombardo. Fino al 2013 tutti là appassionatamente, o magari anche no, magari anche a litigare ogni tre minuti, ma certi che questa volta il potere se lo tengono stretto e si governa fino alla fine. E se qualcosa va fatto, allora non bastano palliativi facili. E ci sono una serie di strategie che si possono adottare da subito.
A Milano fino a lunedì c’è il Salone del Mobile. L’anno scorso era stato divertente. Qust’anno, non so perché, ma non ho voglia di andarci.
A Milano nei prossimi giorni ci saranno un sacco di concerti e feste. Non so perché, ma non ho voglia di andarci.
A Milano c’è molta gente che sembra tranquilla e soddisfatta. Forse so perché.
A Milano, riposavano le (mentite) spoglie di Evita Peron. Chissà perché a Milano.
A Milano, la casa costa un occhio della testa.
A Milano, i milanesi ammazzano il sabato.
A Milano, ci sono dei bellissimi manifesti.


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