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Lo so che è imbarazzante da ammettere, ma credo di essere riuscita solo ieri a capire il significato della celeberrima canzone di Phil Collins “Another day in paradise“. Come nel caso dell’altrettanto famosa “Every Breath You Take“, non una canzone d’amore, ma una canzone politica. È interessante capire queste cose dopo tipo 17 anni che ascolti lo stesso pezzo, vero?
Vorrei non vorrei vorrei parlare di Casini, ma cerco di resistere, di non dire nulla, in fondo perché rovinarsi il fegato lo stomaco e i nervi con loro? E poi - subitaneo - un pensiero successivo. Loro vogliono andare a votare subito perché sanno che così ci sarà un forte astensionismo a sinistra. Ma poi penso. Nulla, no, mi devo fermare. La salute prima di tutto.
Il vecchio che avanza (di Barbara Spinelli)
Un omaggio a Prodi e la fotografia sconsolata di un tempo che si preannuncia oscuro. Da La Stampa, 27 gennaio 2008

Basterebbe fare una semplice operazione aritmetica - due più due uguale quattro, ad esempio - per fugare parecchi equivoci sulla caduta di Prodi e vedere l’Italia così come s’accampa davanti a chi sa vedere: nello stesso momento in cui il governo di centro sinistra è sfiduciato in una delle due Camere, l’opposizione che si prepara a tornare al potere fa quadrato attorno a personaggi del ceto politico o dell’amministrazione condannati dalla giustizia: attorno al governatore della Sicilia Cuffaro, condannato a 5 anni per favoreggiamento a mafiosi e interdetto in perpetuo dai pubblici uffici; attorno a Contrada, condannato definitivamente a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; attorno a chiunque chieda che il politico o l’alto funzionario dello Stato non sia, come ogni cittadino, imputabile quando infrange la legge. Cuffaro ieri si è dimesso ma Casini insiste ad accusare gli «sciacalli» che avrebbero screditato un’onesta persona.
Questa è l’evidenza matematica che abbiamo di fronte: nell’Italia che sta richiamando Berlusconi ai comandi non ci si fida di Prodi ma ci si fida di Cuffaro, di Contrada, di Dell’Utri, (…)

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Ingresso

Con questa insegna trovata su Facebook, che niente dice della Germania, ma molto dell’Italia ecco che inizio un breve aggiornamento sulla mia situazione. Sembra si sia trovato finalmente il posto dove fare la festa e magno cum gaudio è un posto molto carino (anche se adesso subentrano tutta una serie di paranoie del tipo, ma che impianto sonoro avremo, ma dobbiamo portare le luci ma la sala basterà etc. etc.). La voce della festa sta girando tra amici e colleghi e amici di amici e amici di colleghi. Nonché a sconosciuti, grazie ai flyer di mia produzione che - stampati e fotocopiati in un super cheap bianco e nero - si stanno diffondendo nella piccola città di Friburgo. Party

La notte si va a letto sempre tardi, tanto che la mia nuova (e temporanea) abitazione è stata soprannominata La Casa Dell’Insonnia. E si va a letto tardi non perchissàqualemotivo, ma solo perché letteralmente non si riesce ad andare a dormire prima. Venerdì scorso c’erano gli Enon in concerto in un posto stranissimo che si chiama Mensa Bar, mernsa.jpgpraticamente il bar della mensa universitaria che però organizza anche concerti e serate a tema. Li ho persi. Ho appena scoperto che il 15 marzo, sempre al Mensa Bar, suoneranno niente popò di meno che i Giardini di Mirò. Ma chi l’avrebbe mai detto! In generale, comunque, ci sono molti più concerti interessanti nella vicina Svizzera (tra Zurigo e Basilea) e nella vicina Francia (Strasburgo e Mouhlosue). I tedeschi hanno gusti particolari in quanto a musica. Molto particolari. Ad esempio ho scoperto che per loro l’accezione “rock” ha tutto un significato diverso che da noi. Mi è capitato di sentirmi dire “Hey, fai attenzione, quello è un posto rock” , detto in un modo che implicava timore, o soggezione. Non so se ho veramente voglia di capire che cosa è rock per i tedeschi.

Sabato sono stata a Basilea, per la prima volta, e - a parte il freddo assolutamente fastidioso - è stato interessante. Pur avendo meno abitanti di Friburgo sembra una città più grande e cosmopolita. Gente in skateboard, in rollerblade, meno biciclette, pazzi, gente vestita strana, molti bar belli (ho fatto alcune foto, le metterò qui su prima o poi). E al Kunstmuseum Basel c’era la mostra di Andreas Gursky (fino al 24 Febbraio). Eccezionale.

Ultima nota, un mistero e un avvertimento insieme. Sappiate che fuori dall’Italia nessuno, dico nessuno, fa la cioccolata calda come da noi. Qui e in Svizzera se chiedi la cioccolata ti portano una specie di latte&nesquik, e fa abbastanza schifo. Da dove arrivi la nostra fantastica cioccolata densa, è un mistero.

Un grazie a Giacomo da cui ho preso ispirazione grazie al suo blasfemissimo video (e solo adesso mi rendo conto di aver usato la stessa musica)

Musica: Henry Purcell, The Queen’s Funeral March for Four Trumpets

Munny

Che pensavate, che solo in Italia ci stava la munnezza? Oggi andando in cerca della sala da affittare in una zona periferica di Friburgo, mi sono trovata davanti lo spettacolo della munnezza tedesca per strada. Come resistere a qualche scatto!

Munny2Munny3

E sempre sulla stessa strada un cartello del tipico e consueto Mercatino delle Pulci (Flohmarkt) che solitamente ti fa pensare “che bello, andiamo a dare un’occhio” mentre a me in questo momento mi fa solo venire il prurito alle braccia…

Flohe

E per finire, visto che non si può pensare e scrivere sempre del e sul basso, ecco un’immagine che allieterà i trepidanti spiriti. Qui a Friburgo, Germania, a due passi dalla Svizzera verde, a due passi dalle Alpi innevate, ecco qui c’è gente che ha già l’allergia dai pollini (discorso sentito in un negozio tra un uomo e una donna). E al mercato vendono già le primule.

Ehi, siamo a GENNAIO.

Primule

Lying in the secluded wine-rich south western corner of Germany, Freiburg is a very laid back, beautiful university city. Known throughout Germany for its university, good weather (snow in Winter and seemingly endless sunny days in Summer), vineyards and soccer club, Freiburg is a desired town among Germans to live in. Due to its secluded location in the “Dreiländereck” (Three countries corner) and fairly removed from any other larger German cities, the mentality in Freiburg has often more in common with Alsace in France and Switzerland. Locals often go shopping to France and Switzerland for their respective native products and go to museums and theaters in Basel or Zurich. Everything above Frankfurt is “North Germany” and very far away. Hence, there is a strong local patriotism, which shows in the anthem of Baden (the former independent state) being sung more often than the national anthem and there being a semi-serious despising of the neighbours to the east, the Swabians. Freiburg also sees itself as the California of Germany. (grassetto mio).

Il resto delle informazioni su Freiburg sono su Wikitravel (che neanche sapevo esistesse).

In Germania all’1.30 di mattina alla radio dicono “buon giorno” e non “buona notte/serata”. Tutto ciò deve avere un significato che non riesco a cogliere.

Il prossimo passo è la festa che stiamo cercando di organizzare per il week end di Carnevale, per salutare alcune stagiste che presto se ne andranno. L’impresa appare ardua, ma non impossibile. Ci sono diverse sale che si possono affittare - tipo sale di studentati o cose del genere - . Il posto migliore e più carino sarebbe una sala nel seminterrato del bellissimo Café Atlantik (nella foto). La quota DJ è già a 3: un collega canadese - che tende a mettere camicioni quadrettati come se fossimo in pieni anni ‘90 e la cui selezione musicale si intona ai camicioni -, me - che non metto musica da secoli, non ho collegamenti a luoghi di condivisione astrale e quindi non sono assolutamente aggiornata (oltre ad avere il simpatico problema che Windows Vista non legge il mio vecchio disco esterno contenente circa 50 GB di musica) e un ragazzo tedesco che ogni tanto fa il DJ a feste di amici, locali, etc e che a giudicare dalle 4 (quattro) colonnine porta CD uguali a quelle di due miei amici bolognesi (from IKEA, of course) e di 2 (due) librerie completamente piene di CD, potrebbe rivelarsi una splendida sorpresa. Sabato sera eravamo da lui a cena e ha tirato fuori chicche del calibro di Albano & Romina con Felicità (scontata), “I like Chopin” di (dei?) Gazebo (vedi sotto) e “Catch the Fox” di Stefano Zandri, in arte Dan Harrow. Che, a guisa e misura di tutto il nostro splendore italico, scelse questo nome per l’assonanza con la parola “denaro”.

Devo assolutamente trovare altre chicche musicali per non sfigurare, altrimenti finirà con il successo del dj tedesco grazie alla divertente italo disco e io fallirò mettendo gli Einzurstende Neubauten. E il canadese, dimenticavo, suonerà Smells Like Teen Spirit verso le 4 di mattina a pista ormai vuote.

I like Chopin (Gazebo, 1983)

Fuori dall’Italia, in Francia o Germania, Spagna o Inghilterra, esiste certo una nuova consapevolezza dell’importanza delle religioni (le parole e le esperienze personali di Sarkozy e Blair lo testimoniano), ma i mutamenti avvengono in contesti radicalmente diversi: in nessuno di questi Paesi la Chiesa ha il peso, il tempo di parola che ha in Italia. Venerdì, su questo giornale, Giacomo Galeazzi ha spiegato bene lo spazio abnorme che le viene dato: da quando è Papa, Benedetto XVI ha avuto un tempo d’antenna superiore a quello del premier e del Capo dello Stato, e appena inferiore a quello di tutti i ministri messi insieme. Non solo: la Chiesa cattolica ha il 99,8% dello spazio dell’informazione religiosa, lasciando briciole a altre fedi. Il vittimismo è storia senza sostanza. La Chiesa italiana non è imbavagliata ma piuttosto sovraesposta. L’idea che esistano comportamenti etici su cui lo Stato non può autonomamente legiferare perché appartenenti alla legge naturale, dunque iscritti dalla mano creatrice di Dio nella stessa natura umana, dunque interpretabili e tutelabili solo dalla Chiesa, è idea diffusa. Chi contesta il diritto della Chiesa a imporre i suoi veti su famiglia, unioni di fatto, aborto, testamento biologico, ricerca biologica, è una minoranza.

È questa situazione che ha finito col generare rabbia gridata, e stupida perché perdente. Ma rabbia che comunque non nasce dal nulla. Ogni evento ha una storia, un tempo lungo in cui è iscritto ed è maturato: ha cause che dispiegano effetti, non è istante che fluttua nell’etere come piuma ed è infilabile in ogni tipo di racconto.

da “L’adunata di Roma”, di Barbara Spinelli.
L’imprudenza politica della Chiesa” è il sottotitolo di questa lucida analisi della principessa del giornalismo italiano. Da la Stampa, 20 gennaio 2008

In questi giorni sto seriamente pensando di cercare una bella chiesa nel fitto della foresta nera per andare a farmi un esorcismo, che magari contestualemnte tolga pure il malocchio. In questi giorni, se pure lontana dall’Italia, mi ero appassionata alla vicenda del Papa alla Sapienza. Oggi ho trovato questa chicca che non si può tacere oltre. Buon Ascolto.

csi-petersen481.jpgIeri sera con la mia collega-supporter-ospitante di questi giorni, siamo tornate nella mia nuova e già vecchia casa per fare un sopralluogo scientifico sul luogo del misfatto. Guanti bianchi monouso, spray igienizzante e pila duracel (che avevo comprato quando volevo fare la DJ…no comment). Risultato: ho visto qualcosa di molto piccolo saltare sul pavimento, ho recuperato briciole e pallini bianchi di ogni tipo che nel delirio ossessivo erano tutti uova, escrementi, e altre schifezze. Me ne sono andata con brividi fortissimi alla schiena e un senso di nausea. Il panico si è già un po’ diffuso in casa e ho finito per essere io a tranquillizzare i vecchi coinquilini. Cose dell’altro mondo.

Domani sera a Basilea (70 Km da Friburgo) ci sarà la Museumsnacht (info in inglese), praticamente il corrispettivo delle nostre notti bianche. Non è ancora chiaro se ci andrò - viste le recenti tribolazioni - ma il programma è allettante. 32 musei e 8 centri di cultura rimarranno aperti dalle 6 del pomeriggio alle 2 di notte. Dalle 5 del pomeriggio tutti i mezzi pubblici saranno gratuiti e dalle 2 di notte inizia l’ “afterhour” e si entra gratuitamente in alcuni locali. Ad ogni modo, tra i vari musei basilieri (!?!?!) interessanti sono il museo Tinguely (che era il marito di Niki de Saint Phalle), uno spazio di 3mila mq progettato dal ticinese Mario Botta, e soprattutto la Foundation Bayeler, progettata nientepopo’dimenoche da Renzo Piano

Il famoso gallerista Ernst Beyeler per oltre quarant’anni ha alimentato le collezioni di molti grandi musei e ha stupito i visitatori della sua galleria con mostre mozzafiato. Quasi tutti i grandi dell’arte dell’ultimo secolo sono andati in scena nelle sale della Galerie Beyeler in Bäumleingasse. Un occhio di riguardo è stato rivolto a Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger, Paul Klee, Wassily Kandinsky, Piet Mondrian, Jean Arp, Max Ernst, Joan Miró, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet, Francis Bacon, Mark Rothko e Roy Lichtenstein. Di tutti questi autori, e di molti loro colleghi, è riuscito a trattenere o ad acquistare per sè varie opere fondamentali. Renzo Piano ha disegnato per lui una autentica “perla”! Basso, discreto, ben armonizzato con il luogo, l’edificio mira a stabilire un perfetto equilibrio tra le opere collocate all’interno e l’ambiente esterno, dove la luce gioca il ruolo fondamentale. Gli spazi interni guardano a tratti verso l’esterno, consentendo suggestive relazioni tra opere e natura. (da Artdreamguide)

Il video che ho postato è apparso sulle televisioni svizzere. È in tedesco. O meglio, quella specie appartenente alla famiglia del tedesco, sottospecie svizzera. Caratteristiche: incomprensibile.

Qui con le colleghe ci stiamo informando su dove andare per Carnevale. Abbandonata l’idea di Colonia, per distanza e complicazione, stiamo pensando di rimanere in zona Friburgo. Il capo di una mia collega, 100% tetesco, e pure indigeno, le ha consigliato una cittadina nel cuore della Foresta Nera. Sembra che lì le persone si travestino da diavoli e streghe con maschere intagliate nel legno e colorate a mano, che a vederle - persino in foto - fanno davvero impressione.

“A metà febbraio 2007, il Fasnet, considerato in tutto il Baden-Württemberg la Quinta Stagione, le città e cittadine della Foresta Nera, lungo le rive del Lago di Costanza e nel Giura Svevo si trasformano nel regno di diavoli e demoni, streghe e buffoni.
Infatti, a differenza delle celebrazioni in altre parti della Germania, come in Renania o in Baviera, il Carnevale Svevo-Alemanno viene festeggiato secondo antiche usanze e si presenta più rituale e legato alle figure della tradizione popolare. Le strade e piazze si riempiono di stravaganti personaggi, spesso spaventosi, pronti a scacciare gli spiriti maligni dell’inverno con i loro volti coperti da ricche maschere in legno dipinte a mano, di modello e foggia diversi da città a città.

Non so se è solo una mia impressione ma nel video sembra che questi diavoli battano allegramente le persone che stanno intorno. Il capo della mia collega ha anche detto che le “pretty woman” non dovrebbero andare a questo Carnevale da sole, la sera. Che cosa accadrà mai? (to be continued)

Ma a voi piace Amy Winehouse? Continuo a chiedermelo e a chiederlo da qualche giorno. Nel senso. A parte il cognome. Come se mi chiamassi “Casa del vino” o “Viticoltore” di cognome. Vabbè. No, la musica, dico. A me piace. O no? Chissà perché, non riesco a decidermi.

Mi sono fatta una cultura, nelle ultime 24 ore, che neanche fossi andata a Micropolis, la città degli insetti. Le cimici da letto durante la guerra erano diffusissime. Per avere un’informazione completa e colorita si puà guardare qui. Ma il punto non è questo. Il fatto è che. Uno va dall’altra parte del mondo. Dove poca igiene. Dove chissà cosa c’è nelle paludi. E non ti sedere per terra. E non mangiare frutta e verdura freschi. E, e, e. E non segui raccomandazioni. E va tutto bene. E torni dove tutto funziona, zivile paese di Cermania. E trovi le cimici da letto. E scopri come basti poco, pochissimo, per rivoluzionare qualsiasi priorità, qualsiasi necessità. La casa, signori miei, la casa è importante!