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Con questa insegna trovata su Facebook, che niente dice della Germania, ma molto dell’Italia ecco che inizio un breve aggiornamento sulla mia situazione. Sembra si sia trovato finalmente il posto dove fare la festa e magno cum gaudio è un posto molto carino (anche se adesso subentrano tutta una serie di paranoie del tipo, ma che impianto sonoro avremo, ma dobbiamo portare le luci ma la sala basterà etc. etc.). La voce della festa sta girando tra amici e colleghi e amici di amici e amici di colleghi. Nonché a sconosciuti, grazie ai flyer di mia produzione che – stampati e fotocopiati in un super cheap bianco e nero – si stanno diffondendo nella piccola città di Friburgo. 
La notte si va a letto sempre tardi, tanto che la mia nuova (e temporanea) abitazione è stata soprannominata La Casa Dell’Insonnia. E si va a letto tardi non perchissàqualemotivo, ma solo perché letteralmente non si riesce ad andare a dormire prima. Venerdì scorso c’erano gli Enon in concerto in un posto stranissimo che si chiama Mensa Bar,
praticamente il bar della mensa universitaria che però organizza anche concerti e serate a tema. Li ho persi. Ho appena scoperto che il 15 marzo, sempre al Mensa Bar, suoneranno niente popò di meno che i Giardini di Mirò. Ma chi l’avrebbe mai detto! In generale, comunque, ci sono molti più concerti interessanti nella vicina Svizzera (tra Zurigo e Basilea) e nella vicina Francia (Strasburgo e Mouhlosue). I tedeschi hanno gusti particolari in quanto a musica. Molto particolari. Ad esempio ho scoperto che per loro l’accezione “rock” ha tutto un significato diverso che da noi. Mi è capitato di sentirmi dire “Hey, fai attenzione, quello è un posto rock” , detto in un modo che implicava timore, o soggezione. Non so se ho veramente voglia di capire che cosa è rock per i tedeschi.
Sabato sono stata a Basilea, per la prima volta, e – a parte il freddo assolutamente fastidioso – è stato interessante. Pur avendo meno abitanti di Friburgo sembra una città più grande e cosmopolita. Gente in skateboard, in rollerblade, meno biciclette, pazzi, gente vestita strana, molti bar belli (ho fatto alcune foto, le metterò qui su prima o poi). E al Kunstmuseum Basel c’era la mostra di Andreas Gursky (fino al 24 Febbraio). Eccezionale.
Ultima nota, un mistero e un avvertimento insieme. Sappiate che fuori dall’Italia nessuno, dico nessuno, fa la cioccolata calda come da noi. Qui e in Svizzera se chiedi la cioccolata ti portano una specie di latte&nesquik, e fa abbastanza schifo. Da dove arrivi la nostra fantastica cioccolata densa, è un mistero.

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