Stai esplorando gli archivi giornalieri per febbraio 13, 2008.
Ho letto solo adesso l’ultimo numero di Giap – la newsletter di Wu Ming. Interessante l’editoriale: “Liberarsi della mentalità del ghetto“. Ho scritto a Giap alcune mie annotazioni che magari possono interessare anche qui.
Ciao a tutti,
ho molto apprezzato la vostra analisi del “ghetto” con riferimento alla situazione italiana. Mi trovo sostanzialmente d’accordo, e vorrei condividere con voi solo alcune note/pensieri: Leggi il seguito di questo post »
“Ma, se invece prestassero una parte dei loro (ancora) formidabili apparati per aiutare, su fronti opposti, Giuliano Ferrara e Marco Pannella a raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle loro liste solitarie, non renderebbero la prossima contesa più ricca, più colta, meno asfittica? I grandi partiti che finalmente si aggregano sui programmi secondo un ferreo schema bipolare con accanto due drappelli autonomi, uno radicale e un altro impegnato in una combattiva «lista per la vita », che tengono acceso il libero conflitto delle idee, che si battono sui valori e sui princìpi, fuori dalla prigione degli schieramenti: è così bizzarro immaginare che la politica italiana potrebbe ricavare qualche vantaggio da una campagna elettorale così nuova e sorprendente?”
Se volete farvi del male più a lungo potete leggere il resto dell’editoriale di Pierluigi Battista – uno dei quattro vicedirettori del Corriere della Sera. Per chi non lo sapesse, Battista è lui. (Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right…)
Solo in Italia il principale quotidiano nazionale può fare un articolo come questo. Ma è una notizia? Poi non lamentiamoci se siamo lo zimbello del mondo (perché lo siamo, oh sì che lo siamo).

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