Io adoro i trailer. Adoro anche le animazioni all’inizio dei film al cinema, tipo quelle della Dolby Sorround, con suoni iperbolici e effetti 3D. C’era un tempo che mi chiedevo: ma che figata fare di lavoro le animazioni prima dei film! Stupendo. Ma è un altro discorso.
Quando vedo un trailer di un film non riesco a stare ferma sulla sedia, mi viene da alzarmi e andare da qualche parte - probabilmente al cinema - oppure spero che voltandomi tutto improvvisamente diventi come in un film , e ovviamente dovrebbe essere un film d’azione - ma con intrighi internazionali e molte trame nascoste.
Ora, a cosa dovrebbe servire un trailer? A farti venire la voglia di andare al cinema (1) e a farti capire mas o meno di che cosa parla il film (2). Prima di venire in Germania avevo notato la scocciante new wave traileristica italiana secondo cui il trailer doveva essere superfichissimo anche se poi il film faceva cacare. Mi ricordo persino di trailer che poi non avevano nulla a che fare col film. Da noi i trailer mentono e sono stupidamente iperbolici. Questo lo ritengo molto sbagliato. Non si buggera uno spettatore.
Ho scoperto - almeno così mi pare - che qui in Germania ci sia la tendenza opposta. I trailer sembrano durare quasi come mezzo film. E raccontano tutto. Cioè, non lo raccontano. Ma basta avere una media cultura cinematografica per dedurre tutta una serie di accadimenti, per cui sì, dai, alla fine hai capito cosa succederà.
Nel buio della sala cinematografica mi son dunque persa a pensare da che cosa derivi. Perché ci deve essere una relazione tra il popolo e i trailer al cinema. La mia spiegazione, abbastanza xenofoba, è che i tedeschi siano talmente angosciati dal caso e dal non-previsto che prima di decidere di andare a vedere un film debbono avere grosso modo già tutto chiaro in testa. Sia mai che venga sorpreso. Sia mai che veda cose che non voglio vedere o che non avevo programmato di vedere. La Germania funziona perché lo spazio lasciato all’imprevedibile è ridotto al minimo. Io, che sono italiana, ragiono all’opposto. Imprevedibile? Contrattempo? Cambio di programma? Ehi, venite, qui è casa vostra! Motivo per cui quando qui al cinema ci sono quelle due ore e mezzo di trailer prima del film è una lunga e costante imprecazion: “Ma noooooo, così so già tutto, scheiße!“

8 comments
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Marzo 14, 2008 a 11:27 am
abbo
Ma io ‘nfatti mi domando: ma te checcazzo ci stai a fare in Germania?? Perché ti affascina così tanto? Forse hai bisogno di avere le cose un po’ incasellate almeno nel mondo esterno??? …..ahahhaha
un bacio (come si dice un bacio in Crucco??)
ps. Maccio Capatonda 4 ever!!!
Marzo 14, 2008 a 12:02 pm
margottolina
Ein küß (leggi: ain quuss, con la bocca a culo di gallina sulla “u”).
La Germania è capitata per caso. In passato la sceglievo pure, pensa un po’!
Marzo 14, 2008 a 1:56 pm
margottolina
Abbo, ma perché hai privatizzato il tuo blog?
Marzo 15, 2008 a 11:49 am
giaq
perche’ cosi’ e’ piu competitivo sul mercato
Marzo 17, 2008 a 12:05 pm
abbo
margottolina (ma se usassi il tuo vero nome, invece che questo nick da 15enne???), io ti ho invitato, però ovviamente sul nick di splinder. vai a vedere.
(giaq, sei un genio!
)
Marzo 17, 2008 a 12:11 pm
margottolina
Abboriggeno - un nome un programma
- ormai il nome è quello e nun se po’ cambà!
Non ho capito cosa devo fare, sono entrata in splinder ma poi non c’è nessun messaggio..cmq…PERCHE è privato ora?? PERCHEEEEEEEE?
Marzo 17, 2008 a 3:09 pm
abbo
e il tuo perché lo è (quello di splinder)?
cmq è semplice: tampo fa ho scritto delle cose (vagamente) personali, cosa che non faccio quasi mai, ed è venuto fuori che alcune persone è meglio se non leggono. molto semplice. Cmq quei 3-4 gatti che erano i miei lettori di prima sono tutti invitati. Te compresa, my dear margottolina.
Marzo 17, 2008 a 3:13 pm
abbo
ah scusa, non si capiva, ma il mio se usassi il tuo vero nome invece di…? si riferiva a me, cioè: posso chiamarti col tuo nome vero invece che col nick, nei commenti qui????
(io adoro il congiuntivo, ma a volte fa casino)