Va bene, dai, ci provo. Provo a spulciare i programma del PD (Partito Democratico) – qui in slide – e del PDL (Popolo della Libertà) e della Sinistra Arcobaleno alla vigilia delle elezioni. Ho letto qualche stralcio di agenzia e mi sono incurisita. E perché non partire proprio dall’Università e Ricerca?
Il PD
In estrema sintesi, il PD punta ad una più estesa autonomia finanziaria e gestionale degli atenei con l’introduzione di sistemi di valutazione dell’utilizzo delle risorse, l’apertura all’estero (possibilità di assumere docenti stranieri liberamente, supporto economico maggiore per gli studenti Erasmus bisognosi), l’introduzione dei prestiti d’onore da restituire col reddito di lavoro dopo gli studi, il potenziamento delle rete dei Politecnici “dorsale tecnologica del paese”. Un aspetto interessante è quello della riduzione del numero delle sedi universitarie (oggi uno sproposito) favorendo la specializzazione (non tutto dappertutto, ma il meglio solo in alcune). Sulla ricerca “per giovani leader scientifici, che prevede il finanziamento di 250mila euro l’anno a favore dei progetti ‘eccellenti’”. Ecco nel dettaglio le proposte per l’Università e Ricerca del PD:
- Riduzione del numero di sedi universitarie
- Promozione della specializzazione [delle sedi universitarie] in poche discipline, per raggiungere livelli di eccellenza
- Esaltare l’autonomia finanziaria delle Università, introducendo forme sistematiche di valutazione efficace dell’utilizzo di risorse, incentivi e disincentivi, aumentando la competizione tra gli atenei. [...] portare in 10 anni il trasferimento pubblico per l’università e la ricerca al livello dei Paesi più attivi e vitali nell’economia globale, ma far sì che una quota crescente, fino ad arrivare almeno 30%, sia trasferita tramite valutazione, avvalendosi dell’Agenzia Nazionale della Valutazione dell’Università e della Ricerca istituita dal Governo Prodi
- [riconoscere] effettiva autonomia agli atenei e promuovere la loro internazionalizzazione, per rompere chiusure baronali e portare l’università italiana nel novero dell’eccellenza mondiale
- [prevedere] la possibilità di utilizzo del regime privatistico per i docenti nuovi assunti, agendo contemporaneamente per un rinnovamento del corpo docente universitario che abbatta l’incertezza dei lunghi precariati
- Libertà agli atenei di assumere personale docente italiano e straniero, di darsi il sistema di governo che ritiene più adeguato, di stabilire le norme per l’ammissione degli studenti, di fissare liberamente le rette
- Più concorrenza dal lato della domanda e borse di studio spendibili in qualsiasi università
- Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d’onore, la cui restituzione potrebbe essere collegata ai redditi conseguiti dopo la conclusione degli studi
- Indirizzare il ruolo delle fondazioni bancarie verso la formazione di capitale umano
- Potenziamento della rete di Politecnici, che funzioni da dorsale tecnologica del Paese
- Progettazione e realizzazione di una grande università telematica pubblica
- ERASMUS effettivamente accessibili a tutti gli studenti universitari italiani, sostenendo con adeguate borse di studio coloro che provengono da famiglie non abbienti
- Creazione di un programma gestito da un’agenzia indipendente per selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro nel decennio).
Il PDL
Nel programma del PDL si parla di Università al punto 4 del programma, “I Servizi ai Cittadini”. Il PDL propone solo quattro punti programmatici. Alcuni progetti sono un po’ ambigui, come la “trasformazione delle università in Fondazioni associative aperte ai contributi dei territori, della societàcivile e delle imprese” (forse un sistema all’americana? privatizzazione dell’Università?) o come la “creazione dei Fondi dei fondi” (what???). Ma ecco le proposte:
- libera, graduale e progressiva trasformazione delle Università in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della società civile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio
- rafforzamento della competizione tra atenei, premiando qualità risultati
- realizzazione dei “Fondi dei fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia
- inserimento graduale e progressivo della detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica.
La Sinistra Arcobaleno
Come immaginavo, la SA ha dato maggiore importanza ad Università e Ricerca, con tantissime e dettagliate proposte. Molte sono interessanti (la grande università del Mediterraneo, risorse alle università del Sud, borse di dottorato per tutti, più posti di lavoro fissi, più aiuti allo studio, testi di studio in comodato d’uso o in regime di “copyleft”), ma non molto realistiche, dal momento che non è spiegato con quali soldi potrebbero essere finanziate (anzi, al contrario: si propone il blocco ad ogni aumento delle tasse universitarie). Inoltre, a differenza del PD, si vuole ridurre l’autonomia degli Atenei e la loro concorrenza reciproca. Ma ecco i punti:
- realizzare una grande università del mediterraneo con sede nel Mezzogiorno
- fornire adeguate risorse alle strutture universitarie ed agli istituti di ricerca siti nelle aree meridionali, anche in previsione della loro riqualificazione
- riforma partecipata della governance universitaria che respinga una concezione economicistica e competitiva dell’autonomia
- revisione dei percorsi didattici che si opponga alla parcellizzazione dei saperi e alla professionalizzazione precoce. Il sistema delle lauree su due livelli va rivisto
- Più risorse per aumentare le borse [dottorali], per assicurarle a tutti i dottorandi
- Investire risorse per le assunzioni in ruolo e riformare quelle a tempo determinato
- Dare seguito legislativo all’idea di un ruolo unico dei docenti, articolato in tre fasce
- Rivedere il tetto minimo per l’assegnazione delle provvidenze pubbliche, elevandolo verso una soglia di almeno 20.000 Euro, introducendo un meccanismo di progressività della borsa in relazione al reddito e alla composizione del nucleo familiare
- Impedire ulteriori aumenti delle tasse universitarie
- I materiali didattici devono essere consultabili e scaricabili gratuitamente nei siti delle università in formato copyleft per arginare i costi sociali delle spese di formazione
- Investimenti straordinari per il comodato d’ uso gratuito dei libri di testo
- Carta dei diritti per gli studenti che fanno stage
- Abolizione progressiva dei corsi di laurea a numero chiuso [...]
Per la ricerca:
- Arrivare a destinare il 2% del PIL alla ricerca
- Investire sulla stabilizzazione e il reclutamento di giovani ricercatori e tecnici, incrementando da subito di almeno 20.000 unità l’attuale dotazione di ruolo
- Rifinanziamento sia dei bilanci ordinari degli Enti, sia di quei canali che sostengono direttamente la ricerca di base e quella applicata
- Gli Enti devono operare in piena autonomia statutaria, rispondendo agli indirizzi generali indicati dal Governo, sostanzialmente attraverso il Piano Nazionale della Ricerca
- Definire uno “Statuto della ricerca” e un adeguato status giuridico per i ricercatori che ne valorizzi l’effettiva attività scientifica e/o tecnologica e una politica di assunzioni a tempo indeterminato di giovani ricercatori
- Incentivare lo sviluppo di una nuova imprenditoria che punti sull’innovazione tecnologica [...] garantendo l’apertura di credito e agevolazioni fiscali a giovani di adeguata preparazione tecnico-scientifica
- Attivare, tenendole almeno inizialmente sotto il controllo dello Stato e degli Enti Locali, strutture destinate allo sviluppo tecnologico in settori utili alla ralizzazione di dispositivi che possano contribuire alla soluzione di problemi di interesse generale (energie alternative, smaltimento di rifiuti, traffico, sanità, ecc.). Gli attuali “Poli scientifico-tecnologici” dovrebbero quindi essere ripensati in questa ottica.

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Aprile 3, 2008 a 6:23 pm
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