Questo è il video promozionale di una interessante iniziativa del partito socialista scozzese: rendere i mezzi pubblici scozzesi gratuiti. L’esempio citato è quello della città di Hasselt, in Belgio, dove il traffico è stato eliminato verso la fine degli anni ‘90 con l’introduzione di un sistema di trasporti pubblici completamente gratuito. Secondo i socialisti scozzesi, il traporto pubblico gratuito sarebbe una delle più forti azioni “ecologiche” che si possano mettere in atto, portando ad una riduzione sostanziale dell’uso delle automobili e dell’emissione di CO2 in ambiente urbano.
Prima di introdurre il servizio gratuito, ad Hasselt (70,000 residenti, più 300,000 pendolari) c’erano pochi mezzi pubblici e poco utilizzati. Poche linee, con una frequenza bassissima. Il Comune, in collaborazione con l’azienda dei trasporti De Lijn, si pose l’obiettivo di moltiplicare di 4 volte il numero di passeggeri in tre anni. Era il 1996. Da quando è stato introdotto, il numero di passeggeri è 10 volte superiore (da 331,551 a 3,200,000). Il 37% degli utilizzatori è un “nuovo utente”, di cui un 16% er un vecchio automobilista. Il numero delle linee è passato da quattro a nove e i mezzi hanno iniziato a passare con un ritmo di 15 minuti nei momenti di picco e di 30′ in situazione normale. Ma quanto sarà costato, vi chiederee voi. Beh, ad Hasselt avevano fatto i conti: per migliorare gli spostamenti urbani avrebbero dovuto costruire una nuova tangenziale: rendere i mezzi pubblcii gratuiti era semplicemente più economico. Nel 1998, il servizio costava 22,63 euro per nucleo familiare (all’anno). Da allora, il servizio gratuito ha migliorato ed aumentato il commercio in città, e il Comune è riuscito persino a diminiure le tasse.
L’esempio di Hasselt in Belgio non è l’unico. Nella regione di Bruxelles e in tutti i Paesi Bassi i mezzi pubblici sono gratuiti per gli studenti. In Belgio i trasporti locali e regionali (bus, tram, metro) (dalle 9 del mattino in poi) sono gratis anche per gli anziani, i disabili e i bambini.
Ora, non che io immagini una cosa simile a Milano o in Italia, no certo, sarebbe una follia…..o no?
Per chi volesse approfondire (in pdf):
“Subsidies in public transport”, European Transport (2006)

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