Stai sfogliando l'archivio mensile di agosto 2008.

Link: www.goodmagazine.com

Da stamane mi chiedo come mai ci sia questa differenza di trattamento tra i due turisti olandesi accampati in tenda nella periferia romana – aggrediti e violentata la donna – con i due turisti tedeschi accampati in tenda a Torre Annunziata (Napoli) – aggrediti e violentata la donna. Le storie sono identiche: nel primo caso, però, gli aggressori sono dei pastori rumeni, nel secondo dei ragazzini minorenni italiani, uno dei quali sembra essere un figlio di un boss della mala locale. I due turisti olandesi hanno ricevuto un “trattamento d’onore”. Della loro faccenda parlano tutti, il ministro dell’Interno Maroni che parla di espulsione immediata per i rumeni, inasprimento delle pene, certezza della pena, etc. etc. Ne parla Alemanno, e ne parlano quelli che criticano Alemanno. Il Sindaco voleva pure andare a trovare la donna ricoverata all’Ospedale a Roma. Invece dei due tedeschi non parla (quasi) nessuno. Nessun clamore, nessuna polemica. Nessun “intervento dall’alto”. La ragazza tedesca ed il suo fidanzato sono ripartiti quasi subito per la Germania, abbandonati dalle istituzioni, e non se ne capisce il perché. Si legge sul sito di Repubblica (del Mezzogiorno, neanche in nazionale…):

La donna, insieme al fidanzato David, laureando in meteorologia, è ripartita in aereo per Rostock, lanciando accuse anche nei confronti dll’ospedale di Castellammare di Stabia nel quale la giovane era stata ricoverata per le prime cure. I medici non avevano riscontrato alcuna traccia di violenza sessuale.

Stare sul trampolino dei 10 mt alle Olimpiadi di Pechino.

Premettendo che se fosse per me tutti dovremmo usare i mezzi pubblici, la bicicletta o le nostre gambe, se proprio non possiamo fare a meno di avere un auto – ma abbiamo a cuore un minimo la qualità dell’ambiente (e dell’aria) il passo successivo è essere in grado di scegliere l’auto migliore, la più ecologica e possibilmente quella non troppo costosa. In questi mesi sono diventata quasi un’esperta, e dall’alto della mia esperienza consiglio dunque di dare un occhio al sito Autoambiente, davvero una miniera di informazioni sull’ecomobilità.

Grazie ad un sistema di ricerca per filtri è possibile trovare l’auto più adatta alle proprie esigenze. Oppure si può dare un occhio alla classifica delle auto in base alle emissioni di CO2. Interessante il fatto poi che mettano anche il prezzo di riferimento dell’auto, così da rendere il tutto più realistico, e utile. Infine, ci sono tutte le prove auto dei vari modelli ecologici, con una “Ecopagella” finale in punti-quadrifoglio.

Ma come scegliere un’auto ecologica? Sempre da Autoambiente ecco alcuni consigli (scaricabili in pdf):

1. Considerate le proprie esigenze di mobilità (numero di possti, grandezza del bagagliaio, autonomia, etc)

2. Preferite le auto con minori emissioni (le elettriche sono le migliori, sempre però che la corrente sia prodotta con metodi poco inquinanti) e alimentate con carburanti “puliti” (come GPL o metano)

3. Le auto a gas (GPL o metano) oltre a contenere le emissioni di gas serra del 10- 20%, diminuiscono le fuoriuscite di monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2), benzene (C6H6), formaldeide (HCHO) e idrocarburi policiclici aromatici (PAH), incombusti (HC) e di particolato PM10. Queste auto sono efficienti ecologicamente, ma parzialmente penalizzate dalla ridotta diffusione di distributori sul territorio. Per approfondire, avevo già parlato della differenza tra auto a metano e gpl.

4. I modelli ibridi, infine, abbinano un motore termico (classico) con uno elettrico, permettendo ai propulsori di essere più piccoli e quindi meno inquinanti, mantenedo prestazioni confrontabili con quelle tradizionali.

Per avere altre informazioni, consigli, suggestioni, vi consiglio di dare un occhio alla sezione sui trasporti e la mobilità di Legambiente – Stop the Feever.

L’estate: un’idea, un’ipotenusa, un’impressione fuorviante.

[Bruno Martino, E la chiamano estate, 1965]

L’altroieri, lunedì 4 agosto, è stato demolito il centro sociale “Kasotto”, una struttura costruita al bordo della Darsena, sui Navigli. Soddisfazione da parte dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune:

Con l’operazione di oggi -ha detto- possiamo liberare i cittadini dall’illegalita’, dal degrado e dall’abusivismo che regnava indisturbato all’interno di questo prefabbricato. Ci sono purtroppo ancora molti spazi e luoghi resi invivibili da situazioni analoghe. Il compito dell’amministrazione comunale e’ cercare di restituirli ai milanesi nel minor tempo possibile“.

Pardon? Non credo di aver capito bene. Il centro sociale in questione era una specie di baracca a ridosso del muro di cinta della Darsena, stava in basso, proprio vicino all’acqua putrida che si è raccolta in un invaso, in ristrutturazione da anni, oramai un cantiere all’aria paerta, abitato solo da ratti e rifiuti. Dicono che il centro sociale era degrado. Degrado è la Darsena abbandonata a se stessa. Degrado è quell’immenso cartellone pubblciitario (chissà quanti soldi frutta, vero, tenerlo lì il più a lungo possibile…) di fronte ad un’area che potrebbe essere bellissima ma viene lasciata a se’ stessa. In quanto al rumore, chiunque sia mai andato sui Navigli sa benissimo quali sono i locali (privati, e “fighetti”) che “fanno rumore”, e scommetto che solo pochissimi si siano accorti di questo “Kasotto”, un centro sociale praticamente invisibile. Inoltre, nell’idea del Comune, bisogna “cercare di restituirli (questi spazi, ndr) ai milanesi nel minor tempo possibile“: la Darsena non è agibile, ad oggi, e i progetti del Comune prevedono…un parcheggio. Che figata.

Da quanto si legge tra le righe, nelle idee del Comune c’è quella di sgomberare tutti i centri sociali (“ci sono purtroppo ancora molti spazi e luoghi resi invivibili da situazioni analoghe” dice l’Assessore). Quindi a chi toccherà la prossima volta? Alla Stecca degli Artigiani un anno fa hanno sgomberato tutto con gran strombazzare e pubblicità, e  adesso è tutto chiuso ed abbandonato. Svuotano i posti creati dal basso per poi rivendere terreni e caseggiati ad alto prezzo, per la solita “Milano bene”, quella che paga e che quindi può fare casino e degrado, ucciedendo quel poco di spotaneità che ancora sopravvive in una città ingessata che della spontaneità ha paura.

Sul Corriere della Sera Armando Stella fa un parallelo tra la chiusura del kasotto e l’apertura, in settembre, di “Cuore Nero”, un centro sociale di Forza Nuova in zona Torchiera (Cimitero Maggiore). La questione politica rimane a fare da sfondo (inquietante) alle decisioni e alle azioni del Comune di Milano. A me qui interessa soprattutto il modo in cui queste cose vengono raccontate e spiegate ai cittadini, al di là delle attribuzioni politiche.

Se alla Darsena fra un mese riusciranno a costruire il famoso parcheggio, sarò almeno contenta – e penserò che questa demolizione almeno ad una cosa è servita. Temo però che questo non avverrà in tempi brevi, e la gente di Milano penserà che i suoi problemi derivino da quei quattro ragazzi che si riunivano in una baracca invisibile.

Foto | Affari Italiani

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