Stai sfogliando l'archivio mensile di ottobre 2008.
Rifletto su alcune cose, così a valanga e senza senso.
1. E’ possibile insegnare l’ironia / il senso dell’umorismo? Ci sono persone che proprio no, non ce la fanno. Non capiscono. Tu fai una battuta e loro non colgono il nesso, quindi non ridono. Io credo che se c’è terreno fertile, l’ironia si possa insegnare. Certo, non puoi andare avanti tutta la vita a dire ad uno: “questo faceva ridere perché toma non voleva dire roma e quindi visto che..“, sarebbe una palla. Ma diciamo dopo due, tre spiegazioni, uno potrebbe emanciparsi nell’ironia ed iniziare a mettere il naso sul vasto mondo di questa eccelsa arte, l’unica peraltro che ci consente di sopravvivere senza impazzire.
Ma poi mi chiedo: è quindi necessario avere quel “terreno fertile”? Voglio dire, ci sono persone che sono negate per l’ironia, mai la capiranno e mai sapranno farla?
Lascio per il momento stare il caso di due persone con codici ironici completamente diversi, per cui vicendevolmente non si fanno ridere a vicenda, appunto. Mi è capitato di persona, e vi assicuro che è l’esperienza peggiore. (ma anche su questo sarebbe interessante discutere: esiste quindi un concetto relativo di ironia? o l’ironia è universale e quindi esiste un’ironia “giusta” ed una “sbagliata“?)
2. Amo quelli di Google. Soprattutto per le piccole cose di cui ti accorgi senza saperlo, un giorno, d’improvviso. Come quando, solerte, cancelli i messaggi nella cartella Antispam e alla fine Google ti dice:
Evviva, qui non c’è traccia di spam!
Per pochi istanti mi sento a Mountain View e sono felicissima. O come quando ti accorgi che su Google Chrome – il nuovo browser di Google per i non addetti – e apri la finestrella delle Opzioni e ti trovi al terzo tab:
Roba da smanettoni
Cioè, voglio dire, arrivare ad essere così fighi da fare dell’understatement e dell’essere alla mano una cifra della tua identità aziendale credo sia il massimo. La liberazione dalla cerimonia che il lavoro impone sempre.
3. Le stelline per votare sui blog/ aggregatori di video / foto etc. (vedi youtube, flickr etc.). Questo è il dilemma più grande. Faccio un esempio: vedo su youtube un video il cui contenuto mi fa raccapriccio, o non condivido assolutamente (è il caso del video in cui Fede fa il mafioso e dice che Saviano, sì insomma, Saviano fa troppo rumore e che in fondo se lo merita di stare sotto scorta…) e quindi vorrei dargli tipo -15stelline ma poi c’è la valutazione sul fatto che qualcuno abbia denunciato il fatto, e questo ne +15stelline. Ecco, da questo dilemma non riesco ad uscire. Dovrei fare una media ponderata?
Hallelujah
original, Leonard Cohen
cover, Jeff Buckley
Dal Blog collettivo “Milano – I milanesi ammazzano alla domenica” (di RadioPopolare), leggo, copio, incollo e diffondo:
milano o del mio perpetuo incanto
da Adolis
To Us, Que.Viva.Siempre.Milano!
Adoro Milano, la mia città e caro luogo natio. E’ qui che ho aperto gli occhi, per la prima volta. E ove ho trascorso la maggior parte della mia vita.
Giro per Milano in bicicletta, quando si gela per il freddo, e quando si “gronda” per il caldo. Vivo dunque, come in un continuo “camerabike”; fatto di volti (senza carpirne le espressioni – ahimè sono tremendamente miope), vie e voci.
Milano è bella perché ha una storia feroce, qui sono nate e morte rivoluzione; è meravigliosa perchè gelida e struggente.
Per me Milano è una passione – una questione d’affezione naturale.
Milano è la mia città, nessun “camerata verde”, potrà metter parola su questo.
Milano sarà la mia città: presto la lascerò! Perché per quanto adoro questo luogo, Odio questo paese. L’italia é un paese di razzisti isterici. Siamo ancora ai tempi di “faccetta neGra”. Qui non c’è nessuna possibilità di fare una vita “normale”, per gli stranieri.
Per i “destrorsi” noi neri siamo sub-umani; per quelli di sinistra (i più ipocriti) siamo delle piccole ‘bestioline’ senza testa-e-senza senno.
Dopo la laurea in Storia, me ne andrò di corsa. IO VOGLIO VIVERE E MORIRE DA ERITREA E NON DA EXTRACOMUNITARIA!!
P.S. Sono nata e cresciuta a Milano, ma vivo con un fottutissimo permesso di soggiorno (attualmente in rinnovo da 8 mesi) a scadenza semestrale!!!!
«Sia chiaro, non stiamo qui a scaldare la sedia, se dobbiamo galleggiare, allora meglio tornarcene a casa, visto che di case ne abbiano tante e sapremmo anche come divertirci…» Silvio Berlusconi (Corriere della Sera, 3/10/08)
C’è un film che non andrò a vedere. Questo film è “Miracolo a Sant’Anna”, di Spike Lee. Quel poco che ho letto e visto mi ha già fatto accapponare la pelle tre volte e inizia il mal di pancia, quello delle volte che vorresti non dover ascoltare o vivere determinate cose. Per anni Sant’Anna è stata dietro alle mie spalle, e sin da bambina sapevo che cosa era successo lì. Io rispetto Spike Lee, ma insomma mettere bocca su un argomento come quello, anche se solo tangenzialmente, è davvero folle. Il regista, riprendendo il libro da cui è tratto il film, sostiene la tesi secondo cui la strage fu causata dal tradimento di un partigiano, Rodolfo, spia dei tedeschi che, per soldi, rivelò alle SS dove trovare il suo capitano. Non trovandolo, alle SS punirono la popolazione che non voleva collaborare non sapendone il nascondiglio. Come se noi in Italia avessimo bisogno di ancora un po’ di revisionismo in più…Giorgio Bocca cerca di rispondere a Spike Lee in un articolo su Repubblica, ma lo fa con la stanca consapevolezza di chi sa che i tempi sono cambiati e che la visione collettiva su determinati eventi è oramai distorta. La strage di Sant’Anna è una delle più atroci del periodo dell’occupazione tedesca in Italia. Vennero uccise 560 persone, con una furia indescrivibile. Sul sito ufficiale si legge:
Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.
Ecco io, al di là di tutto, quel film davvero non lo andrò a vedere.

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