Stai sfogliando l'archivio mensile di gennaio 2009.
Se adesso si mette ad esternare anche lei siamo fottuti.
LA MOGLIE DEL PREMIER: «IL PD? ORA TUTTO MI SEMBRA PERDUTO»
«L’Italia impari da Obama a essere unita»
Veronica Lario: «Oggi da noi manca un’opposizione forte. Mio marito al governo per altri 10 anni»
Stamattina, verso le 7 del mattino, hanno sgomberato senza preavviso il COx18, storico centro sociale in zona Navigli. I poliziotti hanno fatto irruzione e sequestrato tutto. All’interno del cox c’è anche l’archivio Primo Moroni. La notizia è pessima, e davvero sconfortante.
Riporto da un commento apparso su Reppubblica in risposta alla notizia dello sgombero.
Io amo molto il Conchetta, l’ho sempre vissuto e sentito come un’ oasi di pace e divertimento (nel senso di divergere, uscire dal centro, dal conosciuto, dal dato) in una città banale e qualunquista, violenta nella sua costante propaganda al brutto-inutile( nella musica, nell’immaginario, nella cultura quindi).
Vorrei essere lì con voi tutti a combattere per un luogo che ho amato e amo, ma sono lontana.
Vorrei poter fare qualcosa, perchè la tristezza di un lutto si trasformi in energia vitale.
Io ci sono
Bruce Springsteen torna a cantare in Italia, ma evita Milano. D’altronde, i “residenti” – questa categoria barocca e rompicoglioni che ha a cuore solo il suo benessere stantio e muffoso, che aborre ogni forma di vita e di manifestazione di vitalità, tanto ha detto tanto ha fatto che sono quasi riusciti a incriminare il Boss per il “casino” fatto col suo concerto a San Siro. Bene, il Boss non tornerà più a Milano. Mondo 1 – Milano 0.
Watch Barack Obama Inauguration Online: Live Video from JCCIC, CN
Ecco alcuni indirizzi per poter vedere live streaming il discorso d’inaugurazione di Obama online:
Here are just a few places to watch the swearing-in ceremony and Inaugural address online:
//The Joint Congressional Committee on Inaugural Ceremonies (JCCIC) website. This live streaming video will be closed captioned. – http://inaugural.senate.gov/index.cfm
// CNN.com politics section
// MSNBC.MSN.com

C’è ancora qualcuno, e purtroppo non solo qualcuno, che là fuori ancora dubita del fatto che l’impatto delle attività umane sul pianeta terra stia creando qualche problema di adattamento e che possa, alla fine, creare condizioni non prevedibili e non sopportabili per l’umanità sulla terra. Prescindendo sul fatto che quest’ipotesi potrebbe avere anche un risultato catartico o perlomeno giustizialista (ti sei comportato male, beccati la punizione), e cercando di arrivare a soluzioni pacifiche e progressive, ho pensato di fare cosa utile segnalando alcuni link che forniscono materiali scientifiche a riprova e a sostegno delle teorie sul riscaldamento globale e i cambiamenti climatici.
- Effetto serra e cambiamenti climatici: evidenze scientifiche e normativa internazionale ( a cura della Scuola superiore dell’economia e delle finanze )
- Il riscaldamento globale (pdf), corsi di Ecologia presso il Politecnico di Milano
- L’ENEA per lo studio dei Cambiamenti Climatici e dei loro effetti
- Global Climate Change Evidence (NASA)
- Climate Change, Cumulative Evidence, and Ideology (post di tale Johnatan Adler sulla diatriba “ci credo, non ci credo”)
“Given my strong libertarian leanings, it would certainly be ideologically convenient if the evidence for a human contribution to climate change were less strong. Alas, I believe the preponderance of evidence strongly supports the claim that anthropogenic emissions are having an effect on the global climate, and that effect will increase as greenhouse gases accumulate in the atmosphere.” Johnatan Adler
Io consiglio la lettura del primo punto della Newsletter dei cattivacci di Wu Ming. Parlano di gaza, e trovo tutto molto condivisibile. (link: Cielo di piombo, Giap n.5 IX serie )
Più leggo e più ascolto, più mi faccio la convinzione che la questione là sia più o meno paragonabile al problema della pena di morte. Ovvero, la strategia che Israele ha (da sempre) adottato per risolvere il problema del difficile rapporto con Hamas, gli Hezbollah, e in generale contro la frangia armata dei palestinesi, è come quelli che sostengono la pena di morte. E quindi ci si potrebbe applicare la risposta di Beccaria, secondo cui “Il fine [della pena] non è altro che d’impedire al reo di far nuovi danni ai suoi concittadini e di rimuovere gli altri da farne degli eguali”. [...] . E ancora:
“Uno dei piú grandi freni dei delitti non è la crudeltà della pena ma l’infallibilità di essa, e per conseguenza la vigilanza dei magistrati, e quella severità di un giudice inesorabile che, per essere un’utile virtú, deve essere accompagnata da una dolce legislazione”.
La pena di morte definita da Beccaria “né utile, né necessaria” è proprio come la guerra di Israele: “né utile, né necessaria”.
