Bisognerebbe avere una lente di ingradimento al contrario, per poter vedere quello che sta accadendo in Italia con il filtro del tempo. Non so dare esempi concreti (ce ne sono troppi) dati o misure, ma è una sensazione pervasiva che mi rende sospettosa, mi fa spaventare e mi preoccupa.
E’ l’indifferenza e l’ignoranza della maggiorparte delle persone rispetto a quello che accade intorno. E’ la composizione del Parlamento e il blocco politico e di rappresentanza che conosciamo bene. E’ l’assenza della sinistra – non solo nel Palazzo – ma anche tra la gente, nella reatà. E’ l’assenza, ancora prima di una sinistra, di una alternativa politica praticabile, di un desiderio di rappresentanza, della fiducia. E’ il continuo logorio a cui è sottoposta la nostra democrazia, che ora per la prima volta faccio davvero fatica a chiamare tale con convinzione. Ieri ho visto calpestate la dignità e il rispetto, e ne sono tuttora schifata.
Ieri sera su canale 5 hanno trasmesso il Grande Fratello. Mentana oggi, in segno di protesta, si è dimesso: non era d’accordo con le scelte della rete. Eppure il Grande Fratello ha vinto, stravinto per ascolti. Questa cosa del Grande Fratello, è davvero spettacolare. Forse, in un Paese Normale, in un qualsiasi altro paese occidentale, tutta questa storia avrebbe avuto una storia differente, una storia dimessa fatta di discussioni – anche aspre -, dibattiti parlamentari, leggi, sentenze etc. Questa storia, in un altro paese, non sarebbe durata 17 anni. In un altro paese, non sarebbe divenuto argomento di dibattito nazinoale, non avrebbero permesso che chiunque dicesse la sua ed ognuno applicasse o cercasse di applicare il suo piccolo potere, la sua piccola potestà per imporre la sua parziale e individuale visione del mondo, fottendosene del vivere comune, del concetto di civiltà e di stato di diritto, di legge e di libero arbitrio sulle questioni private. In questo altro paese, quindi, non sarebbe stato necessario interrompere una trasmissione idiota in segno di rispetto. Ma nel nostro Paese, nel paese dove la televisione è strumento militante e di milizia, che forma e deforma le opinioni e crea movimenti e stimola consensi o riprovazione colletiva, la televisione che è proprietà del presidente del consiglio, lo stesso che ha dato dell’assassino al capo dello stato, lo stesso che voleva impedire per legge quello che la stess legge aveva stabilito, in questo paese, trasmettere il Grande Fratello nella sera in cui Eluana è morta è stata l’ultime e grandissima provocazione e insulto che si potesse ricevere. E di questo dovrebbero rispondere tutti coloro i quali nei giorni passati, e tuttora, accusano quanti di noi sostenevano il Presidente Napolitano e la famiglia Englaro (nonché il diritto e la Costituzione) di essere dei portatori di morte illiberali.
Che poi, questi sedicenti moralizzatori liberali attuano il magnifico miracolo di realizzare l’ossimoro perfetto. Proclamano la libertà e l’assenza dello Stato – che non impicci i commerci, gli smerci, i mercanteggi – ma proclamano la presenza asfissiante dello stesso in tutte quelle questioni che dovrebbero essere puramente private – la vita, la morte, la procreazione, l’asilo, la cura del corpo – . Io non ho altre parole per definire questo che fascismo.
(Pierpaolo Pasolini intervistato da Enzo Biagi, 1971)

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