Le ore passano e si accumulano in giorni e notti, ma il mio umore non accenna a migliorare. Mi stupisco di come tanti siano brevemente tornati ad una normalità, rimettendosi con allegria nei binari dell’esistenza, perché gli avvenimenti recenti dal mio punto di vista hanno molto poco del normale e sento come profondamente sbagliata la tendenza alla rimozione e all’accantonamento dei problemi. 

Negli ultimi giorni si sono svelati dei nervi scoperti particolarmente gravi, e a nulla serve vedere tutto scorrere “come se niente fosse”. Segnalo la testimonianza di Massimo Ottolenghi (Torino 1915), decano dell’Ordine degli avvocati di Torino. “Un fascismo senza divisa” è il titolo del post, e credo doveroso non passarlo sotto silenzio.

Situazione triste e allarmante quella in cui versa il nostro Paese: sono angoscianti le analogie con le vicende che io, testimone ultranovantenne, ho già vissuto sotto il fascismo, e che oggi non posso e non devo tacere.
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