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Dal Blog collettivo “Milano – I milanesi ammazzano alla domenica” (di RadioPopolare), leggo, copio, incollo e diffondo:
milano o del mio perpetuo incanto
da Adolis
To Us, Que.Viva.Siempre.Milano!
Adoro Milano, la mia città e caro luogo natio. E’ qui che ho aperto gli occhi, per la prima volta. E ove ho trascorso la maggior parte della mia vita.
Giro per Milano in bicicletta, quando si gela per il freddo, e quando si “gronda” per il caldo. Vivo dunque, come in un continuo “camerabike”; fatto di volti (senza carpirne le espressioni – ahimè sono tremendamente miope), vie e voci.
Milano è bella perché ha una storia feroce, qui sono nate e morte rivoluzione; è meravigliosa perchè gelida e struggente.
Per me Milano è una passione – una questione d’affezione naturale.
Milano è la mia città, nessun “camerata verde”, potrà metter parola su questo.
Milano sarà la mia città: presto la lascerò! Perché per quanto adoro questo luogo, Odio questo paese. L’italia é un paese di razzisti isterici. Siamo ancora ai tempi di “faccetta neGra”. Qui non c’è nessuna possibilità di fare una vita “normale”, per gli stranieri.
Per i “destrorsi” noi neri siamo sub-umani; per quelli di sinistra (i più ipocriti) siamo delle piccole ‘bestioline’ senza testa-e-senza senno.
Dopo la laurea in Storia, me ne andrò di corsa. IO VOGLIO VIVERE E MORIRE DA ERITREA E NON DA EXTRACOMUNITARIA!!
P.S. Sono nata e cresciuta a Milano, ma vivo con un fottutissimo permesso di soggiorno (attualmente in rinnovo da 8 mesi) a scadenza semestrale!!!!
C’è un film che non andrò a vedere. Questo film è “Miracolo a Sant’Anna”, di Spike Lee. Quel poco che ho letto e visto mi ha già fatto accapponare la pelle tre volte e inizia il mal di pancia, quello delle volte che vorresti non dover ascoltare o vivere determinate cose. Per anni Sant’Anna è stata dietro alle mie spalle, e sin da bambina sapevo che cosa era successo lì. Io rispetto Spike Lee, ma insomma mettere bocca su un argomento come quello, anche se solo tangenzialmente, è davvero folle. Il regista, riprendendo il libro da cui è tratto il film, sostiene la tesi secondo cui la strage fu causata dal tradimento di un partigiano, Rodolfo, spia dei tedeschi che, per soldi, rivelò alle SS dove trovare il suo capitano. Non trovandolo, alle SS punirono la popolazione che non voleva collaborare non sapendone il nascondiglio. Come se noi in Italia avessimo bisogno di ancora un po’ di revisionismo in più…Giorgio Bocca cerca di rispondere a Spike Lee in un articolo su Repubblica, ma lo fa con la stanca consapevolezza di chi sa che i tempi sono cambiati e che la visione collettiva su determinati eventi è oramai distorta. La strage di Sant’Anna è una delle più atroci del periodo dell’occupazione tedesca in Italia. Vennero uccise 560 persone, con una furia indescrivibile. Sul sito ufficiale si legge:
Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.
Ecco io, al di là di tutto, quel film davvero non lo andrò a vedere.
Essere italiano è come avere un fratello idiota: gli vuoi bene ma ogni volta che gli fai un sorriso lui ti sputa in faccia.
(merigge, da un commento di un utente ad un articolo sul blog di Stella e Rizzo: “Io, americano, pugliese, pubblicitario…e indignato“)
Non sono razzisti, dicono. Neanche noi. Io non credo nella pena di morte, e neanche la legge del taglione mi fa gridare di gioia. Epperò io per quei due che hanno ammazzato di botte un ragazzo nero perché aveva rubato dei biscotti (sembra al grido di “sporchi negri vi ammazziamo”) proporrei una serie di esperienze gratificanti:
1. Grazie ad un’operazione Micheal Jackson al contrario, tingergli la pelle di nero. Appena terminata la dolorosa operazione, dargli un mano un bel cesto di accendini e braccaletti e lasciarli in piazza del duomo, un mese, in gennaio, con un unico cambio di vestiti. Compito: vendere la merce. Paga: a giornata (10 euro al giorno). Penalità: se non vendi niente, niente paga. Se vendi per meno di 20 euro, metà della paga. Nessun vitto, se lo dovranno comprare con la loro paga. Inoltre, dovranno riuscire a mettere da parte il 30% delle loro revenue a fine settimana da mandare ai genitori del ragazzo ucciso. Se falliscono, ripetono il mese successivo. Così, fino a completamento dell’esercizio.
2. Grazie ad un’operazione Luxuria, farli travestire e apparire in tutto e per tutto donne. Dopodiché spedirli in un paese oscurantista che ha una pessima opinione delle donne, farli andare in giro per vedere che cosa succede. Compito: sopravvivere. Paga: nessuna. Penalità: se indossano il burqa, devono sposare in decime nozze un locale. Vitto: da trovare in loco. Soldi: 50 euro di partenza.
3. Grazie ad un’operazione Caritas al contrario, privarli del cibo per qualche settimana. Dopodiché portarli in una via piena di pasticcerie. Compito: riuscire a sopravvivere. Penalità: vietato usare soldi. Vitto: nessuno. Alloggio: vicino alla panchina, in piazza, durante la settimana dell’esperimento. Punizione: se mentre qualcuno li sta ammazzando di botte essi invocano pietà – concedergliela.
Ora, io lo so, o lo immagino, che l’esperimento del CERN è un’evento epocale, e che quindi merita rispetto e attenzione. Ma noi in Italia, come al solito, la buttiamo subito in vacca ed ESAGERIAMO. Vai su Repubblica, Corriere, la Stampa e vedi titoli cubitali, espressioni deliranti (“alla caccia della particella di Dio”, “il giorno del Big Bang”, “fine del mondo”, “così avverrà l’Apocalisse”, e così via) e tutti non fanno che parlare di questo. Alle volte ho l’impressione che il nostro Paese non sia altro che un grosso paese. Date un occhio alle prime pagine dei diversi giornali, italiani e stranieri, e fatevene un opinione voi stessi. All’estero è una tra le notizie, data con rigore giornalistico, in quarta o quinta posizione. Sobri, pacati, intelligenti. Da noi, la fiera della cazzata. E poi ci chiediamo perché Berlusconi è al governo da 6500 anni.
Touché.
Che sciocca…e dire che c’è pure dietro una bella campagna di viral marketing per degli auricolari per cellulare. No comment. Nel frattempo però avevo già fatto l’esperimento a casa, che è andato più o meno così:
Da stamane mi chiedo come mai ci sia questa differenza di trattamento tra i due turisti olandesi accampati in tenda nella periferia romana – aggrediti e violentata la donna – con i due turisti tedeschi accampati in tenda a Torre Annunziata (Napoli) – aggrediti e violentata la donna. Le storie sono identiche: nel primo caso, però, gli aggressori sono dei pastori rumeni, nel secondo dei ragazzini minorenni italiani, uno dei quali sembra essere un figlio di un boss della mala locale. I due turisti olandesi hanno ricevuto un “trattamento d’onore”. Della loro faccenda parlano tutti, il ministro dell’Interno Maroni che parla di espulsione immediata per i rumeni, inasprimento delle pene, certezza della pena, etc. etc. Ne parla Alemanno, e ne parlano quelli che criticano Alemanno. Il Sindaco voleva pure andare a trovare la donna ricoverata all’Ospedale a Roma. Invece dei due tedeschi non parla (quasi) nessuno. Nessun clamore, nessuna polemica. Nessun “intervento dall’alto”. La ragazza tedesca ed il suo fidanzato sono ripartiti quasi subito per la Germania, abbandonati dalle istituzioni, e non se ne capisce il perché. Si legge sul sito di Repubblica (del Mezzogiorno, neanche in nazionale…):
La donna, insieme al fidanzato David, laureando in meteorologia, è ripartita in aereo per Rostock, lanciando accuse anche nei confronti dll’ospedale di Castellammare di Stabia nel quale la giovane era stata ricoverata per le prime cure. I medici non avevano riscontrato alcuna traccia di violenza sessuale.
Genova, tarda ora serale, fermata dell’autobus. Io – a donna che aspetta l’autobus lì vicino -: ” Mi scusi, sa se si possono comprare i biglietti sull’autobus?” Lei: “sì, a quest’ora sì! Costano due euro, però..(anziché 1,20 euro)…Ma vi conviene farli…la sera passano spesso i controllori!”. Bene, fiduciose, aspettiamo il bus. Arriva, il bus, saliamo: “Salve, vorremmo fare tre biglietti”. “Ah no, mi dispiace, li ho finiti”. “Ah”, “Ah”, “Ah” – facciamo noi tre. V.:”Beh, se arriva il controllore glielo dice lei che noi eravamo in buona fede?”. Autista: ” Sì, glielo dico, glielo dico…”, borbotta. Non capisco il malumore. Ma poi spiega (in accento genovese che non so ripetere): “E’ che non si capisce niente. Quando ne compro tanti poi è capace che mi rimangano per due mesi, e insomma, son soldi…”. Burp. Cosa? Io: “Ma scusi, in che senso? Li dovete commprare voi con i vostri soldi? Autista: “Eh sì, li compriamo noi e li rivendiamo”. E io: “Ma non ha senso!”. A quel punto interviene la signora di prima, che con fare di chi la sa lunga mi spiega: “Sì che ha senso…è che loro non potrebbero vendere i biglietti, ma visto che c’è sempre questo problema (un piccolo problema da niente, ovvero che è impossibile comrpare un biglietto dopo le 20 – ndr) per fare un servizio gli autisti si sono messi a vendere i biglietti”. Scendo dall’autobus confusa chiedendomi perché da noi anche una semplice azione abbastanza prevedibile, del tipo “comprare i biglietti del bus alla sera“, debba diventare una tragicommedia dai toni grotteschi. Ma, purtroppo, non riesco più a sorriderne pensando a quanto siamo buffi.
(e siccome noi arriviamo sempre con 30 anni di ritardo, magari le faremo anche queste benedette centrali, per poi renderci conto che non aveva alcun senso e che sarà stata una spesa – immensa e inutile – e verranno fuori sicuramente casini. Siamo nel 2008, ma noi ragioniamo come se fossimo un paese nel pieno del boom economico degli anni ’80…)







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