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Questo è il video promozionale di una interessante iniziativa del partito socialista scozzese: rendere i mezzi pubblici scozzesi gratuiti. L’esempio citato è quello della città di Hasselt, in Belgio, dove il traffico è stato eliminato verso la fine degli anni ‘90 con l’introduzione di un sistema di trasporti pubblici completamente gratuito. Secondo i socialisti scozzesi, il traporto pubblico gratuito sarebbe una delle più forti azioni “ecologiche” che si possano mettere in atto, portando ad una riduzione sostanziale dell’uso delle automobili e dell’emissione di CO2 in ambiente urbano.
Prima di introdurre il servizio gratuito, ad Hasselt (70,000 residenti, più 300,000 pendolari) c’erano pochi mezzi pubblici e poco utilizzati. Poche linee, con una frequenza bassissima. Il Comune, in collaborazione con l’azienda dei trasporti De Lijn, si pose l’obiettivo di moltiplicare di 4 volte il numero di passeggeri in tre anni. Era il 1996. Da quando è stato introdotto, il numero di passeggeri è 10 volte superiore (da 331,551 a 3,200,000). Il 37% degli utilizzatori è un “nuovo utente”, di cui un 16% er un vecchio automobilista. Il numero delle linee è passato da quattro a nove e i mezzi hanno iniziato a passare con un ritmo di 15 minuti nei momenti di picco e di 30′ in situazione normale. Ma quanto sarà costato, vi chiederee voi. Beh, ad Hasselt avevano fatto i conti: per migliorare gli spostamenti urbani avrebbero dovuto costruire una nuova tangenziale: rendere i mezzi pubblcii gratuiti era semplicemente più economico. Nel 1998, il servizio costava 22,63 euro per nucleo familiare (all’anno). Da allora, il servizio gratuito ha migliorato ed aumentato il commercio in città, e il Comune è riuscito persino a diminiure le tasse.
L’esempio di Hasselt in Belgio non è l’unico. Nella regione di Bruxelles e in tutti i Paesi Bassi i mezzi pubblici sono gratuiti per gli studenti. In Belgio i trasporti locali e regionali (bus, tram, metro) (dalle 9 del mattino in poi) sono gratis anche per gli anziani, i disabili e i bambini.
Ora, non che io immagini una cosa simile a Milano o in Italia, no certo, sarebbe una follia…..o no?
Per chi volesse approfondire (in pdf):
“Subsidies in public transport”, European Transport (2006)

L’altra mattina ascoltavo Lifegate, e sono stata catturata da una “pillola” ambientalista sulla moria di api che sta avvenendo in America, Africa ed Europa (e in Italia). “The voice of Lifegate” ha intervistato quelli di Apitalia, quelli di Federchimica e anche un professore di Apidologia dell’Università di Milano. Durante il servizio in sottofondo una di quelle musiche apolattiche che ti fan venire voglia di morire subito senza aspettare l’epilogo peggiore. Ma non è questo il punto. Il punto è che ad un certo punto “la voce” ha detto:
Einstein un giorno disse: “Se spariscono le api, all’umanità restano quattro anni di vita”. Niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più uomini.
Io sono un “spot on the ass”*, lo so, e proprio per questo sono andata alla matta ricerca e disperatissima di questa catastrofica profezia einsteiniana. Non perché io dubiti che le api stiano morendo. Ma se senti una frase così, detta da Einstein, fa un effetto centuplicato. Perché Einstein ha questa aura mistica di scienziato-santone, e se lui l’ha detto allora siamo davvero nella merda. Un po’, insomma, come le rane che piovevano dal cielo nella scena finale di Magnolia*, la profezia della moria di api mi scatena terrore e incomprensione.
Il problema è che Einstein non l’ha mai detto, o perlomeno nessuno è in grado di fornire una citazione contestualizzata. Sembra che la “voce” abbia iniziato a circolare nel 1994, “disseminata” dagli apicoltori preoccupati per le difficoltà e l’effettivo indebolimento delle specie. Ma io mi chiedo però: prima di citare Einstein in radio e sul sito, Lifegate una controllatina non la poteva dare?
Update: Ho contattato nientemeno che gli “Albert Einstein Archives” a Gerusalemme, Israele, i quali hanno immediatamente confermato che la citazione in questione non è verificata. Ecco cosa mi scrivono : “the authenticity of this statement cannot be verified. There is every indication that Einstein never made such a statement. The archivists at the Albert Einstein Archives in Jerusalem can neither find any comparable remarks on ecological subjects in his writings, nor does such a precise prognostication of four years regarding human survival correspond to Einstein’s approach.“
Riferimenti: “Einstein on Bees“, Urban Legends Reference Pages
* = brufolo sul culo
* Anche se in Magnolia avevano un significato catartico. Il riferimento è biblico (”At 11,1-18″). Racconta Pietro: “Io mi trovavo nella città di Giaffa e vidi in estasi una visione: un oggetto, simile a una grande tovaglia, scendeva come calato dal cielo per i quattro capi e giunse fino a me. Fissandolo con attenzione, vidi in esso quadrupedi, fiere e rettili della terra e uccelli del cielo. E sentii una voce che mi diceva: Pietro, alzati, uccidi e mangia! Risposi: Non sia mai, Signore, poiché nulla di profano e di immondo è entrato mai nella mia bocca. Ribatté nuovamente la voce dal cielo: Ciò che Dio ha purificato, tu non considerarlo profano. Questo avvenne per tre volte e poi tutto fu risollevato di nuovo nel cielo”.
Il modo in cui vengono riportate le questioni scientifiche in Italia la dice lunga sul nostro di (non) procedere nella catena dell’evoluzione umana verso sorti migliori e progressive. Oggi mi sono imbattuta in questo splendido esemplare di articolo scientifico su Repubblica, a firma di Elena Dusi, dal titolo: “”Resuscita” la tigre della Tasmania. Ma adesso è nel corpo di un topo”.
Già dall’attacco capisci che si tratterà di un articolo serio quanto i servizi del TG2 sulla moda mare estate con annessa musichetta del cazzo in sottofondo: “All’idea che fosse estinta nessuno si era rassegnato. Ma nemmeno si poteva immaginare che la Tigre della Tasmania sarebbe tornata a vivere nel corpo di un topo“. Più avanti la giornalista si sbizzarisce: “Anche se è presto per sentire il suo ruggito…” (ruggito? quale ruggito? trattasi di marsupiale - tipo canguro - e non di un felino. Il nome “tigre” è stato dato per colpa del mantello, e basta. Inoltre è difficile supporre che verso faccia un animale estinto…) e prosegue “Per resuscitarlo hanno preso in prestito il corpo di alcuni topi di laboratorio e con un intervento di ingegneria genetica i ricercatori delle università del Texas e di Melbourne hanno creato una chimera. Baffi di topo e scheletro di tigre.“. Baffi di topo e scheletro di tigre? Ma che diavolo…? Oltre a sembrare fantasscienze è pure inesatto, visto che lei stessa, due righe sotto afferma: “è il primo caso di una specie estinta che torna a vivere, sia pure in piccola parte e senza modificare la morfologia del roditore-chimera“. Quindi nessuno scheletro di tigre. Semmai, come spiegato altrove, una proteina della tigre della tasmania (la proteina col2a1) sembra conservare la medesima funzionalità nel topo transgenico. Ancora più avanti si legge: “Il 9 settembre 1936 in una gabbia del museo di Hobart moriva Benjamin l’ultimo esemplare (una femmina)“. Due inesattezze in una riga: la data non è il 9 ma il 7 di settembre e la determinazione dle sesso dell’animale è del tutto incerta (per entrambe le affermazioni si può leggere questo approfondimento). E poi si arriva al grand finale, in cui la giornalista dispiega tutte le sue capacità narrative:
Ma l’ultima tigre libera era stata abbattuta da un colpo di fucile già nel 1930. Lì per lì non la rimpiansero in molti e i cacciatori assillati dal suo fantasma continuano a segnalare tigri attorno ai recinti delle pecore. Gli allarmi lanciati ogni anno sono una decina nonostante l’estinzione dichiarata nel 1986. E tre anni fa la rivista australiana Bulletin promise un milione di dollari a chi fosse riuscito a fotografare un esemplare vivo. Senza pensare che sarebbe stato più facile clonarne uno morto.
Ecco a voi un compendio di inesattezze e notiziuole romanzate ad uso e consumo di una platea di stolti. Non è vero che “non la rimpiansero in molti” visto che già dal 1901 c’era un movimento per la protezione delle specie - soprattutto perché non si iniziavano più a trovare esemplari da spedire in Occidente per le collezioni private - che per difficoltà politiche solo nel 1936 divento ufficiale, con l’introduzione della protezione delle specie da parte del Governo della Tasmania, il 10 luglio 1936, 59 giorni prima che l’ultimo esemplare certificato di Thylacine (questo il nome ufficiale) morisse in cattività. Non è vero che “i cacciatori assillati dal suo fantasma continuano a segnalare tigri attorno ai recinti delle pecore” : gli “avvistamenti” sono di zoologi, turisti, e altri che sperano di trovare ancora un esemplare vivente. Inoltre, anche la storia sulle tigri della tasmania “assalitrici” di bestiame non è accreditata: su wikipedia si legge che “Throughout the 20th century, the Thylacine was often characterised as primarily a blood drinker, but little reference is now made to this trait; its popularity seems to have originated from a single second-hand account. European settlers believed the Thylacine to have preyed upon farmers’ sheep and poultry.”.
La BBC offre, ovviamente - che te lo dico a fà? - un resoconto più serio della cosa, evidenziando anche i rilevanti dettagli scientifici della notizia, che da noi invece vengono come al solito offuscati dagli aspetti più “goliardici” e “divertenti”, un po’ alla “ma guarda te come sono buffi questi animali e questi pazzi scienziati”. Più che un articolo di Repubblica, sembra una rubrica su Topolino. Arridatece Piero Angela.
L’immagine del Thylacinus cynocephalus è tratta da Wikipedia.
Rubare (pornografia). Succede che sul sito di Storace appaiano delle immagini scottanti di un rapporto omosex con Berlusconi. Tutta colpa del furto di Storace. Qui potete leggere la storia dell’infame vicenda (in inglese).
La cruda verità. Marconi inventò la radio a Pontecchio, ma andò a fondare la sua impresa a Londra. Meucci inventò il telefono negli Usa. Armani, Versace? Guardiamo ai ruolini d’assunzione, piuttosto: l’anno scorso le imprese italiane hanno offerto solo il 9 per cento dei nuovi posti a figure professionali altamente qualificate. Il mito del genio solitario ci sta facendo del male. Ci rende pigri, inattivi, in attesa che l’intelligentone ci piova addosso dal cielo. Ai paesi in ascesa impetuosa non importa nulla della “caccia al talento” individuale e straordinario, da pescare già fatto “come una perla nel guscio dell’ostrica”: producono invece ottimi, anonimi, compatti, efficienti staff. Negli Usa vanno forte ingegneri biomedici, elettronici e ambientali: da noi, en attendant un Galileo o un Brunelleschi, la categoria professionale in maggiore espansione è quella dei commessi e degli impiegati. E un milione di laureati s’accontenta di lavori che avrebbe potuto fare senza laurea.
Michele Smargiassi su La Repubblica, a proposito del libro di Irene Tinagli, Talento da svendere, Einaudi.
Latte versato. Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. D’altronde, se candidi Rutelli.
Sabor Argentino. Tralasciando il fatto che se abbiamo bisogno di queste cose vuol dire che siamo alla frutta, economicamente, volevo segnalare che esiste un numero a cui inviare un SMS per sapere i prezzi di vari prodotti alimentari (qui il sito). L’iniziativa ha avuto successo, ed era un’idea del Ministero delle Politiche Agricole. Quello del vecchio Governo, quando c’erano gli altri, per intenderci. Quello che non facevano niente e sono tutti uguali. Il numero è 47947
Ecco arrivare nuovamente l’”emergenza stupri”. Ancora una volta, dei tragici e drammatici fatti di cronaca vengono usati, strumentalizzati ad uso e consumo di campagne politiche nazionali e locali per invocare “mano forte” contro gli immigrati. [...] L’attenzione viene spostata tutta sul tema della sicurezza quindi, di conseguenza, l’immigrazione, i romeni, i clandestini, mettendo malamente e volontariamente tutto nello stesso calderone. Cercando di fare più confusione possibile, come in una gara a chi inebetisce di più il pubblico davanti allo schermo o ad un giornale. Tratto da “Sulla pelle delle donne“, di Milena Zappon
Si fa tanto parlare di sicurezza, in questi giorni. Prima delle elezioni, perché c’erano le elezioni. Dopo le elezioni, perché ci sono i ballottaggi. Dopo i ballottaggi, perché non si avranno altre idee e quando la gente è stanca e impoverita ha sempre paura, e la sicurezza è un “evergreen”.
Se devo dare un occhio alla mia esperienza personale, devo dire che questa “emergenza sicurezza” io non l’ho vista. Non è cambiato molto da - diciamo - 10 anni a questa parte. Devi sempre fare attenzione in certe zone, la sera è meglio andare in giro in compagnia, etc. Niente di nuovo sotto il sole. Però ci sono dei paradossi. Negli ultimi giorni, per due volte, mi sono trovata in situazioni imbarazzanti. Read the rest of this entry »
Air France se ne va.
“Ora saranno soddisfatti. I “difensori della nazione” e i “paladini dell’occupazione”. Il Pdl che ha appena vinto le elezioni e il sindacato che ha appena perso la faccia. Il ritiro di Air France significa la fine dell’Alitalia e certifica la sconfitta dell’Italia”.
Alitalia, i nomi dei colpevoli, di Massimo Giannini, La Repubblica.
l’Unità 16.4.08
Consigli utili
Come sopravvivere allla coppia B&B
di Roberto Cotroneo
In qualche modo bisognerà farcela. Da qualche parte una possibilità c’è. Per tutti quelli che martedì 15 aprile, come in un romanzo di Kafka, si sono svegliati, e si sono accorti, in un momento, che da ieri, l’Italia sarà di nuovo berlusconiana c’è bisogno di una terapia di sostegno, di un appoggio, di una ragione. Molti vagano increduli, altri sfogliano nervosamente vecchi giornali per ricordarsi com’era solo due anni fa, altri ancora credono che con questa maggioranza “stabile” nessuno ce la farà, perché gli anni potrebbero essere cinque, non uno di meno, e si dovrebbe camminare nella valle del regno di Berlusconi fino al 2013.
Fino al 2013 con Bossi e Cicchitto, con Fini e Maroni, con la Carfagna e Bondi, con Borghezio e Calderoli. Fino al 2013 con Gasparri, con Alemanno, con Lombardo. Fino al 2013 tutti là appassionatamente, o magari anche no, magari anche a litigare ogni tre minuti, ma certi che questa volta il potere se lo tengono stretto e si governa fino alla fine. E se qualcosa va fatto, allora non bastano palliativi facili. E ci sono una serie di strategie che si possono adottare da subito.
Afoni. Mi incurisisce pensare a tutti coloro che si sono astenuti (o hanno rifiutato la scheda) per dimostrare la loro irriducibile diversità e individualità a fronte di una (supposta) omologazione politica ritenuta eccessiva, il famoso “Veltrusconismo”. Che cosa penseranno adesso? Saranno soddisfatti? Dopo 24 ore in cui il dato dell’astensione è stato tenuto sott’occhio, ecco sparire qualsiasi discorso in merito. Il PDL ha vinto, con larghi margini d’azione, e governerà. Chi si è astenuto ha preferito non mescolarsi. Eppure la sua azione rimarrà senza voce, muta, senza definizioni. L’azione rivoluzionaria (come da più parti definita) o il semplica “atto dimostrativo” si rivelano come un numero sui tabelloni che poi tutti dimenticano, in brevissimo tempo. Berlusconi e la Lega e AN hanno vinto, e governeranno di nuovo, per la terza (TERZA) volta. E adesso vedremo se è vero, come dicevano gli astensionisti incazzati, che Berlusconi o Veltroni, in fondo è la stessa cosa.
Etere(o). Prepariamoci ad un Presidente del Consiglio invisibile. Berlusconi è vecchio, e sa che non è una buona cosa, e se ne vergogna. Incredibile infatti che abbia commentato la vittoria solo via telefono (vedi Video a Porta a Porta), mentre sullo sfondo scorrono immagini di lui imbalsamato in questa immagine gommosa senza tempo, un cyborg senza definizione temporale. E in televisione, invece, manda tutti i suoi piccoli replicanti.
Da leggere. L’analisi di Edmondo Berselli su Repubblica di oggi: “L’antagonismo ex parlamentare“.
Speranze. “Mentre si muoveva con la strada sporca davanti e quella pulita dietro, gli venivano spesso in testa grandi pensieri. Pensieri senza parole, pensieri difficili da comunicare, come un determinato profumo del quale si ha un vago ricordo o come un colore visto in sogno. - Vedi, Momo - le diceva, per esempio - è così: certe volte si ha davanti una strada lunghissima. Si crede che è troppo lunga, che mai si potrà finire, uno pensa. - Guardò un pò in silenzio davanti a sè e poi proseguì:- E allora si comincia a fare in fretta. E sempre più in fretta. E ogni volta che alzi gli occhi vedi che la strada non è diventata di meno. E ti sforzi ancora di più e ti viene la paura e alla fine resti senza fiato, e non ce la fai più e la strada sta sempre là, davanti. Non è così che si deve fare.- Pensò ancora un poco poi seguitò: - Non si può mai pensare alla strada tutta in una volta, tutta intera. Capisci? Si deve soltanto pensare al prossimo passo, al prossimo respiro, al prossimo colpo di scopa. Sempre e soltanto al gesto che viene dopo.-” (Da “Momo” di Micheal Ende).
“Sul volto dell’innominato si vedevano, per dir così, passare i pensieri, come, in un’ora burrascosa, le nuvole trascorrono dinanzi alla faccia del sole, alternando ogni momento una luce arrabbiata e un freddo buio. L’animo, ancor tutto inebriato dalle soavi parole di Federigo, e come rifatto e ringiovanito nella nuova vita, s’elevava a quell’idee di misericordia, di perdono e d’amore; poi ricadeva sotto il peso del terribile passato. Correva con ansietà a cercare quali fossero le iniquità riparabili, cosa si potesse troncare a mezzo, quali i rimedi più espedienti e più sicuri, come scioglier tanti nodi, che fare di tanti complici: era uno sbalordimento a pensarci. A quella stessa spedizione, ch’era la più facile e così vicina al termine, andava con un’impazienza mista d’angoscia, pensando che intanto quella creatura pativa, Dio sa quanto, e che lui, il quale pure si struggeva di liberarla, era lui che la teneva intanto a patire. Dove c’eran due strade, il lettighiero si voltava, per saper quale dovesse prendere: l’innominato gliel’indicava con la mano, e insieme accennava di far presto”.
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. 23
Piazze vuote, urne piene. E viceversa?
A tre giorni dal voto si inasprisce lo scontro. “Irrealistica” l’ipotesi di un pareggio, dice Berlusconi, “al Senato abbiamo tre milioni di voti in più”. Replica Veltroni: “Anche una maggioranza risicata di un voto è maggioranza. Chi vince, governa. E niente inciuci”. E in serata, in piazza Duomo, arrivano in circa 100 mila per ascoltarlo. Berlusconi, invece, è sul palco al Colosseo con Fini e Alemanno. Gli organizzatori parlano di 30 mila presenze ma sembrano meno. Francesco Storace sentenzia: “E’ stato un flop, forse erano andati a sentire il comizio di Dini…”.
da Repubblica.it, Pd-Pdl, Lo scontro si fa più duro. “Berlusconi bullo, cerca la rissa”
Gentile diettore
le scrivo sui molti indecisi che ancora ci sono. purtroppo sono tutti elettori storici della sinistra italiana. bisogna che le dica la verità. più delusi da bertinotti che da weltroni. forse perché la loro vicenda
esistenziale si innerva di più dentro nella storia o l’immaginario del movimento operaio. è molto difficile
riuscire a convincerli a votare. io che ho fatto. ormai da qualche anno, una scelta per l’ulivo, ed oggi, per il partito democratico, pur avendo un pensiero molto radicale, faccio molto fatica a convincerli. Eppure sono loro, e sono tanti, a dover essere convinti da qui al 13. perché aprile non sia il più crudele dei mesi. io credo che walter weltroni dovrebbe rivolgersi direttamente a loro. e proporgli, non so, un voto d’onore (nel senso ovviamente più sano e più bello della parola) magari da giurare sulle ceneri di gramsci.
domenico scalzo
Per carità, lasciamo il culto dei salmoni ai sogni della Mussolini. Che votino come vogliono o che non votino, purché naturalmente si rendano conto che l’astensionismo, il delusionismo, il vaffanculismo sono oggi sentimenti che colpiscono soprattuto il potenziale elettorato veltroniano. Se a loro va bene un governo controllato alla Lega, che sarà la vera vincintrice delle elezioni e terrà il cosiddetto PdL per il guinzaglio dopo avere concesso a Silviolo la sola residenza che non può comperarsi, cioè il Quirinale, lo facciano pure. Basta saperlo prima e poi non fare le verginelle sorprese.
Non mi scappa da ridere
Buongiorno Zucconi.
Voteremo Veltroni per evitare Berlusconi, ma avanza il dubbio che il primo esista in funzione del secondo, e la cosa è stancante. Come sono stati questi ultimi due anni per Berlusconi, con la sinistra al governo? I suoi fatturati? I suoi problemi con la giustizia? Dobbiamo credere (ancora) che quella sinistra sarà la garante di un’equa legge sul conflitto di interessi? A me spaventano i bi-poteri, che tutto amalgamano verso il centro. Lei è spaventato dagli arcobaleni che piacciono (?) alle destre estreme: a me sembra che , mentre Walter e Silvio fanno il duetto sulle troppe tasse, altri abbiano almeno il coraggio di parlare della mafia che ha raggiunto la stanza dei bottoni. Siamo tutti contenti che l’alternativa a Berlusconi sia un partito sempre più berlusconizzato? Inutile dire che mi farà piacere la sua risposta ironica. La apprezzerò. Ma probabilmente c’è molto poco da ridere e, probabilmente, continuerò a votare a sinistra.
Arialdo Martini
E a essere governato dalla destra.
(V.Zucconi, Chi vota sperando, Repubblica.it)

Su Facebook l’omonimo gruppo ha fatto centinaia di iscritti in pochissimo tempo. Leggo dalla nonciclopedia:
Il SUV, detto anche “gippone” o s.u.v.d.i.m.e.r.d.a., è l’acronimo per Stronzo che Utilizza un Veicolo. sta a indicare un’automobile molto utile ai fini dello spreco di lamiera e dell’abbondanza di inquinamento urbano.
Inaspettatamente fecero molto successo negli Stati Uniti, dove, si sa, tutto è più grande. Nonostante gli sforzi dell’ingegneria genetica però il guidatore non riusciva a essere più grande e quindi ci fu l’annoso problema del “non riesco ad arrivare ai pedali”. L’inghippo fu risolto brillantemente in seguito, con l’invenzione dei McDonald.
I SUV si diffusero in America, dove la tassa di circolazione costa meno se vai in giro con un autotreno che se prendi la bicicletta.
Segue spiegazione antropologica dell’invenzione del suddetto mezzo:
I SUV (in inglese: Stupid Useless Vehicle) vennero introdotti nel mercato come ausilio sanitario per guidatori ipodotati con il complesso del pene piccolo o con gravi patologie di disfunzioni erettili. Compreso nel prezzo veniva fornita una bomboletta spray di finto fango. Così per fare figura.
(La vignetta è da Tom the dancing Bug)
Paolo Flores d’Arcais ha dichiarato che voterà per il PD, “trascurando l’anima”, per evitare 12 anni di governo e di Presidenza della Repubblica di Berlusconi (La Repubblica 26/3/2008). Nel Lazio in particolare, se una parte degli elettori della Sinistra Arcobaleno seguisse il suo esempio, si potrebbero accrescere le probabilità di vittoria del PD, con un premio regionale di 15 senatori contro gli 8 del PDL, e questo senza impedire alla Sinistra Arcobaleno di superare comunque la soglia dell’8%. Se questo accadesse in tutte le regioni nelle quali il superamento dell’8% da parte della Sinistra Arcobaleno è garantito da un largo margine, come appunto nel Lazio, il vantaggio sarebbe evidente. La Sinistra Arcobaleno potrebbe poi essere compensata dal PD su altri fronti, ma soprattutto godrebbe del vantaggio indicato da Flores D’Arcais.
Giacomo Spila
Roma
La Sinistra poli pseudo para comunista con Pecoraro seduto sulla canna dela bicicletta ha più paura di Veltroni che di Berlusconi, che le garantirebbe, per i prossimi anni, la comoda e storica posizione di poter strepitare contro, senza assumersi responsabilità. Osservi contro chi stanno facendo campagna.
Mi costerno nel leggere delle nuove strategie antiterroristiche americane. Sembra infatti che il “Center for Terrorism and Intelligence Studies” - praticamente l’ufficio dove lavora Jack Bauer, no? - stia studiando World of Warcraft per indovinare le prossime mosse dei terroristi. In particolare - e qui mi addentro in un’epopea maschil-geek da cui non so se riuscirò ad uscire sana&salva - gli esperti antiterrorismo studiano le tattiche di gioco delle “gilde, libere associazioni di giocatori, nei cosiddetti Massive Multiplayer Online Role-Playing Game (mmorpg)”. Secondo Charles P. Blair, uno dei dirigenti del centro, “l’aspetto più importante di World of Warcraft è che coinvolge persone reali capaci di prendere decisioni indipendenti in una realtà con delle regole ben precise”. Illuminante.
Per avere un assaggio di come si creino strategie e come agiscano le gilda, ho recuperato la puntata “Make Love not Warcraft” di Southpark (solo la prima parte: se volete vederla tutta (e lo consiglio caldamente), su comedycentral c’è la puntata intera).
PS. Per gli ignoranti senza speranza che non lo sanno, Jack Bauer è il protagonista della serie TV americana “24“, una delle famose addictive series che mi hanno tenuto compagnia negli ultimi tempi.
Incitata dal narcisismo di giaq, vi segnalo che ultimamente sto iniziando a dialogare con illustri interlocutori. Dopo essere stata citata da f.- con relativo picco di visite -, ho scoperto che i miei interventi sono stati pubblicati da Zuc, ma soprattutto da Wuming, con titolo dedicato! Ora mi ritiro godendomi questo momento di inaspettata notorietà. Proud geek Martowskaja.
“A lie gets halfway around the world before the truth has a chance to get its pants on.”
Winston Churchill
- Sono a casa, malata. Peccato. In ufficio avevo raccolto tutta la documentazione per dimostrare l’esistenza della doppia iniezione e per sviluppare il prototipo della macchina solare. Sarà per la prossima volta.
- Zuc ha trovato la definizione perfetta per Berlusconi e Fini: “Stanlio e Odio“.
- Sempre dalle lettere di Zuc, ecco spiegata da un lettore in modo magistrale la composizione chimica del PDL e il suo rapporto col fascismo:
Perché stupirsi della sincerità di Ciarrapico, che ammette con candore di far parte di quella vastissima schiera di italiani che si sentono “fascisti”? Per questa gente il termine indica non tanto un’ideologia, un progetto, una nostalgica utopia, ma un atteggiamento, un modo di porsi di fronte alle cose che è diventato ormai caratteristica antropologica di una parte della società. …. perché stupirsi che Berlusconi abbia ingaggiato Ciarrapico? Il PDL è questo, è formato non da fascisti, ma da anarco-liberisti, che del fascismo apprezzano il linguaggio, la sfrontatezza, l’iperbole, la smargiassata, lo sberleffo volgare. Non è in pericolo la democrazia, ma l’estetica della politica (estetica in senso filosofico), o no? (Maurizio Spanghero)
- In Germania vendono il caffè di farro (sempre che Dinkel voglia dire farro). Io lo bevo.
- Questo film è da vedere in italiano - o con i sottotitoli. Di sicuro non in tedesco, come feci.
- Sabato qui suonano i Giardini di Mirò. Nella locandina vengono definiti “the epic italian post-rock band“. Epic???
- Se tutto ve bene, la prossima settimana sarò a Dresda a trovare la Kommuniska.
A chi me dà da magnà
Caro direttore,
non che lo faccia spesso ma ieri sera ho guardato qualche minuto del tg2. Primo servizio dedicato al centro destra: il solito bel discorso autocelebrativo di berlusconi, un minutino dedicato al pacatissimo fini, qualcosa in meno al simpatico autore della porcellum. Tutto pulito, perfetto, bandiere, primi piani, immagini ferme, parole scandite. Si passa al PD e subito un accorato attacco della bonino preannunciato due volte, dal conduttore e nello stesso servizio, si arriva poi alla questione liste e si vede un cupo ufficio con vetri opacizzati, poi Veltroni da Vespa, immagini di sbieco, addirittura Vespa che controbatte alle affermazioni dell’ex sindaco di Roma, la risposta di Veltroni sfuma con la fine del servizio. Le accuse di Casini sono riferite dal giornalista, quelle della destra restano sullo sfondo. Si passa al servizio sui simboli elettorali presentati e li succede un fatto inspiegabile: il video mostra una mano intenta a sfogliare delle schede con i simboli, la mano si interrompe sul simbolo del pdl e non riesce ad andare oltre, prova e riprova ma il simbolo resta li in primo piano. Sappiamo tutti chi è il direttopre del tg2* e non c’è da aspettarsi imparzialità da gente come lui ma se il primo servizio usa la vecchia tecnica del “tutto tranquillo dalle parti di berlusconi, tutto un casino dall’altra parte”, nel secondo servizio arriviamo al subliminale. Cos’altro dobbiamo aspettarci?
Alberto Simone - Roma
Che il direttore di quel TG conservi il posto anche con il prossimo governo Berlusconi. Semplice.
(sempre Zuc)
* ndr L’attuale direttore del TG2 è Mauro Mazza, ex giornalista de “Il Secolo d’Italia“, nominato nel 2002, celebre nei meandri della rete e non solo per un criticatissimo editoriale contro Beppe Grillo.
Chi sa tace, chi non sa parla
Caro direttore,
Anche io sono un nuovo padre, con una figlia di un anno. Di fronte ad una dichiarazione come quella dei coniugi di varese, non posso che ribellarmi. Non tanto per l’aborto, ma quanto per le motivazioni. Difficoltà economiche? Allora, iniziamo. Vestitini: acquistati pochissimo, la maggior parte sono usati e vengono da parenti e amici. Salute: fortunatamente buona, quel poco che abbiamo preso è stato di provenienza omeopatica, più sano ed economico. Latte: mia moglie ha stretto i denti (all’inizio) ed ha all’attato fino a quasi un anno, poi era lei (la moglie) a non voler più smettere. Pappe: mai comprata una, abbiamo usato solo verdure di stagione, niente carne, un po’ di pesce, e una valangata di cereali. Pannolini: direttamente in fabbrica. Visite: pediatra non privata, bravissima ed in gamba. Culla e affini: come per i vestiti, tutto di recupero. Che vi posso dire? Scrivetemi, chiedete, diventiamo amici, se posso fare qualcosa per aiutarvi, sarò ben felice di farlo. Quanto può essere disperata una coppia che decide questo? Non lo so.
Paolo Meraviglia
paolo.meraviglia( at )fastwebnet.itNeanche io lo so e per questo devo rispettarli.
Always from here .
UN PAESE LONTANO LONTANO
Caro Direttore,
Un popolo con coscienza politica osserva le azioni dei propri rappresentanti politici e manifesta la sua reazione attraverso il voto. Il centro destra Italiano, si è rifiutato di contribuire alla ideazione ed implementazione di una legge elettorale decente che permetta al paese di essere governato stabilmente dalla prossima legislatura, qualunque essa sia. Il popolo Italiano, che a detta di tutti i suoi rappresentanti fino a qualche mese fa voleva una nuova legge elettorale, come reagirà alla decisone della destra? Io credo che in altri paesi pagherebbe lo scotto alle elezioni.
Cordialmente
Fulvio Allegretti
Oxford
In altri Paesi.
PRIMAVERA DI BELLEZZA
Ho visto in Rete il filmato del comizio di Berlusconi prima delle elezioni dell’aprile 2001; non lo avevo mai visto prima. Silvio Berlusconi ringrazia la folla intervenuta al comizio, dice “lunedì vinceremo perché non siamo dei coglioni!” e molti che facendo il saluto romano gridano “duce, duce”. Davvero un filmato molto educativo e significativo. Credo in nessuna democrazia al mondo degna di tal nome il leader di uno schieramento politico si sia mai permesso di dare pubblicamente, e senza nessuna conseguenza sul piano legale, dei coglioni agli elettori di un altro schieramento. In quanto al saluto romano ed agli inneggiamenti al duce in quel contesto dapprima mi è venuto da ridere per coloro che avevano dato una pessima immagine di se, ma poi ho sentito uno spiacevole brivido lungo la schiena al pensiero di quello che potrebbe accadere dopo il 14 aprile prossimo.
Silvio ZanchetSto ripassando il testo di “Giovinezza”, non mi coglioneranno di sorpresa.
(Come sempre, lui)
Quanto mi fa ridere.
Dimmi chi sei
Gent. mo Direttore
Ho letto ieri che Veltroni intende inserire nelle proprie liste rappresentanti del mondo lavorativo e della media e piccola imprenditoria; io ho scritto allo stesso Veltroni, tramite il sito del PD, che sarebbe utile inserire anche coloro che fanno parte di altre categorie lavorative dipendenti, quali insegnanti, militari ecc.., che potrebbero, essendo presi dalla base, dare contributi importanti per risolvere tanti problemi. Suggerirei anche, e lo faccio tramite Lei, che le suddette liste vengano, con largo anticipo, pubblicate e pubblicizzate con brevi curriculum vitae dei candidati, in maniera tale da aggirare, almeno in parte, l’assurdità della attuale legge (legge?) elettorale. Che ne pensa? Cordiali saluti
Francesco Pillai
Che è un’ottima idea, dunque probabilmente non sarà realizzata.
(dalle Lettere al Direttore di Repubblica.it)
Dalle “Lettere al Direttore” di Repubblica.it
Risponde Vittorio Zucconi.
MALAPENSA
Caro Direttore
Alitalia perde fantastiliardi di euro e a mezza bocca i vertici hanno detto che la maggior parte delle perdite è di Malpensa. Saranno i continui furti , sarà che ogni volta raggiungere Malpensa è un viaggio messa cosi fra Torino e Milano , sarà che l’aeroporto è brutto e offre poco ( non dico London Heatrow ma almeno Stansead ! ) Non so perché so , solo che li noi ci si perde pozzi di soldi. In un mondo adulto la SEA si sarebbe gettata a cercare altri possibili aviolinee , abbassando i loro prezzi , giurando per la fine dei furti e di rendere Malpensa l’aeroporto più attraente d’Europa. Possibile che da noi si pensi solo a dividere la striminsita torta che abbiamo per le mani , sempre più piccola , sempre più secca e cattiva e mai a farla lievitare e far si che diventando più grande ci sia una fetta per tutti. Non mi capacito. Questione settentrionale si , ma solo perché i comportamenti clientalari e assistiti sono gli stessi della questione meridionale . Ho paura che stavolta nun ja famo , no, nun ja potemo fa. Lo stellone famoso è diventato un buco nero.
Fabio Rubeo
Il vecchio che avanza (di Barbara Spinelli)
Un omaggio a Prodi e la fotografia sconsolata di un tempo che si preannuncia oscuro. Da La Stampa, 27 gennaio 2008
Basterebbe fare una semplice operazione aritmetica - due più due uguale quattro, ad esempio - per fugare parecchi equivoci sulla caduta di Prodi e vedere l’Italia così come s’accampa davanti a chi sa vedere: nello stesso momento in cui il governo di centro sinistra è sfiduciato in una delle due Camere, l’opposizione che si prepara a tornare al potere fa quadrato attorno a personaggi del ceto politico o dell’amministrazione condannati dalla giustizia: attorno al governatore della Sicilia Cuffaro, condannato a 5 anni per favoreggiamento a mafiosi e interdetto in perpetuo dai pubblici uffici; attorno a Contrada, condannato definitivamente a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; attorno a chiunque chieda che il politico o l’alto funzionario dello Stato non sia, come ogni cittadino, imputabile quando infrange la legge. Cuffaro ieri si è dimesso ma Casini insiste ad accusare gli «sciacalli» che avrebbero screditato un’onesta persona.
Questa è l’evidenza matematica che abbiamo di fronte: nell’Italia che sta richiamando Berlusconi ai comandi non ci si fida di Prodi ma ci si fida di Cuffaro, di Contrada, di Dell’Utri, (…)

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