You are currently browsing the category archive for the 'tivi cine muziki' category.
Non ho molto tempo e in questo periodo l’umore altalenante non consente le consuete due parole veloci veloci. Ma non potevo non rilevare il fatto che Nicola Conte (prima foto) e Gianni Alemanno (seconda foto) si assomoigliano in modo incredibile. Ieri concerto di Nicola Conte al Blue Note, carino, ma niente di speciale, mi piaceva di più Jet Sound e il live che ho in mp3, chissà come mai. Presentava la serata Nick the Nightfly di Radio Monte Carlo, e lì la domanda arriva subitanea: ma l’accuento amuericano nuon ti passa nueanche doupo truenta enni che vivi in itali?
“The question is…who cares!“. Fantastico video dal primo episodio dei Muppet Show. Nello sketch una delle più famose versioni della canzone scritta da Piero Umiliani, autore italiano di colonne sonore negli anni ‘70.
Anno 1976. Info qui.
Continua la serie dei video elettorali (qui la prima e la seconda puntata). Questa volta si tratta del video di Mirko Brambati detto il Bramba, un misterioso politico padano candidato in Puglia - il quale dimostra di conoscere molto bene il territorio e i suoi punti di forza.
Ogni estate vengo giu ed è sempre un primo amore:
…Il barocco dei trulli nel foggiano…
…Il sapore della puccia barese…
…O il sacro: San Nicola da Taranto o piuttosto San Pio da Brindisi…
…E la natura! Le grotte di Barletta su a Lecce nella Foresta Umbra…
Lo spot in realtà è un teaser creato per la campagna elettorale del Partito Democratico pugliese. Nel prossimo video infatti viene “svelato” l’arcano , con lo slogan “Berlusconi sta con la Lega Nord, noi stiamo con la Puglia“. Nel video, l’uomo seduto al tavolo di cucina con indosso la provocatoria camicia verde altri non è che il carismatico Michele Emiliano , attuale sindaco democratico di Bari, già famoso per aver utilizzato i video in modo del tutto originale per la sua campagna elettorale nel 2004). La regia è di Pippo Mezzapesa. Grazie ad Andrea per la segnalazione.
Si chiama Eddie Izzard , ed è s t r e p i t o s o.
From his “Glorius” tour, Eddie discusses his love hate relationship with computers and how they will eventually end the world.
L’avrete sentita, vostro malgrado magari, ma l’avrete sentita. Stranamente - visto il personaggio - quella di Silvio è l’unica senza video. Mentre anche il buon vecchio Obama ne ha uno di tutto rispetto, Yes we can e ne esiste una parodia strepitosa per MacCain , john.he.is.
Ma adesso anche il PD e uolter hanno il loro video musicale, I’m PD. E par condicio fu fatta.
(grazie ad A. per la segnalazione)
Mi costerno nel leggere delle nuove strategie antiterroristiche americane. Sembra infatti che il “Center for Terrorism and Intelligence Studies” - praticamente l’ufficio dove lavora Jack Bauer, no? - stia studiando World of Warcraft per indovinare le prossime mosse dei terroristi. In particolare - e qui mi addentro in un’epopea maschil-geek da cui non so se riuscirò ad uscire sana&salva - gli esperti antiterrorismo studiano le tattiche di gioco delle “gilde, libere associazioni di giocatori, nei cosiddetti Massive Multiplayer Online Role-Playing Game (mmorpg)”. Secondo Charles P. Blair, uno dei dirigenti del centro, “l’aspetto più importante di World of Warcraft è che coinvolge persone reali capaci di prendere decisioni indipendenti in una realtà con delle regole ben precise”. Illuminante.
Per avere un assaggio di come si creino strategie e come agiscano le gilda, ho recuperato la puntata “Make Love not Warcraft” di Southpark (solo la prima parte: se volete vederla tutta (e lo consiglio caldamente), su comedycentral c’è la puntata intera).
PS. Per gli ignoranti senza speranza che non lo sanno, Jack Bauer è il protagonista della serie TV americana “24“, una delle famose addictive series che mi hanno tenuto compagnia negli ultimi tempi.
Ho quasi finito i miei impegni in Friburghia.
Io adoro i trailer. Adoro anche le animazioni all’inizio dei film al cinema, tipo quelle della Dolby Sorround, con suoni iperbolici e effetti 3D. C’era un tempo che mi chiedevo: ma che figata fare di lavoro le animazioni prima dei film! Stupendo. Ma è un altro discorso. Read the rest of this entry »
A chi me dà da magnà
Caro direttore,
non che lo faccia spesso ma ieri sera ho guardato qualche minuto del tg2. Primo servizio dedicato al centro destra: il solito bel discorso autocelebrativo di berlusconi, un minutino dedicato al pacatissimo fini, qualcosa in meno al simpatico autore della porcellum. Tutto pulito, perfetto, bandiere, primi piani, immagini ferme, parole scandite. Si passa al PD e subito un accorato attacco della bonino preannunciato due volte, dal conduttore e nello stesso servizio, si arriva poi alla questione liste e si vede un cupo ufficio con vetri opacizzati, poi Veltroni da Vespa, immagini di sbieco, addirittura Vespa che controbatte alle affermazioni dell’ex sindaco di Roma, la risposta di Veltroni sfuma con la fine del servizio. Le accuse di Casini sono riferite dal giornalista, quelle della destra restano sullo sfondo. Si passa al servizio sui simboli elettorali presentati e li succede un fatto inspiegabile: il video mostra una mano intenta a sfogliare delle schede con i simboli, la mano si interrompe sul simbolo del pdl e non riesce ad andare oltre, prova e riprova ma il simbolo resta li in primo piano. Sappiamo tutti chi è il direttopre del tg2* e non c’è da aspettarsi imparzialità da gente come lui ma se il primo servizio usa la vecchia tecnica del “tutto tranquillo dalle parti di berlusconi, tutto un casino dall’altra parte”, nel secondo servizio arriviamo al subliminale. Cos’altro dobbiamo aspettarci?
Alberto Simone - Roma
Che il direttore di quel TG conservi il posto anche con il prossimo governo Berlusconi. Semplice.
(sempre Zuc)
* ndr L’attuale direttore del TG2 è Mauro Mazza, ex giornalista de “Il Secolo d’Italia“, nominato nel 2002, celebre nei meandri della rete e non solo per un criticatissimo editoriale contro Beppe Grillo.
- Ho dimenticato la macchina fotografica in Italia, ma fidatevi: qui nevica.
- Venerdì abbiamo la session II del Party che abbiamo organizzato a Febbraio. La sottoscritta ancora una volta giocherà a fare la DJ con mezzi impropri e quasi ridicoli. Speriamo solo passi l’influenza.
- Ma la Bonino e l’accordo dei 9 eletti tanto al chilo? Su, via, per cortesia, non fatemi passare quella specie di sottile entusiasmo che avevo… E poi, dico io, ma che è? Siamo al mercato?
- Zuc credo sia in vacanza, ma continua a rispondere alle letterine. Anche se - sarà colpevole la molle indolenza tipica di ogni momento di relax - non è grintoso come al solito.
- Ho trovato la mia ultima droga televisiva, con mio enorme stupore, gradimento e preoccupazione. “Damages“, la serie TV con Glenn Close, tramsessa dal 24 luglio 2007 su FX negli USA e dall’inizio del 2008 anche nel Regno Unito, in Francia e in altri paesi. Glenn Close è Patty Hewes, un avvocato potente e senza scrupoli appassionata di cause collettive contro le cattive mega corporation (qualcosa sulla scia del caso Enron…o Parmalat). Il ritmo è forsennato, capisco la metà delle cose in inglese (un inglese velocissimo e pieno di termini oscuri), ma il plot è super avvincente, pieno di intrighi, manipolazioni, strategie e misteri. La storia e i personaggi richiamano da vicino quelli di “Il diavolo veste Prada”, ma in versione più acida e cattiva. Glenn Close (nella serie, Patty Hewes) è bellissima, mentre Rose Byrne, che interpreta la sua giovane (e naif) associata Ellen Parsons, non è all’altezza della sua più anziana - e brava - collega. Ah!, voglio sposare uno screenwriter di serie TV americane…
Promo del documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero. La scheda del film qui.
Ci siamo chiesti come sia possibile che nel 2007, in Italia, si possa vivere così…
Il problema dei rifiuti investe meccanismi ampi e complessi che riguardano la politica, l’economia, la criminalità, la salute pubblica e che interessano non solo la Campania, ma l’intero Paese .
Noi in qualche modo abbiamo cercato di raccontarlo, partendo da Acerra, Qualiano, Giugliano, Villaricca, comuni a 25 km da Napoli…
C’era un tempo in cui non passavo tutte le mie notti a bucarmi gli occhi davanti al computer. È tutta colpa della wireless - un miracolo che osservo con devozione come se fosse cosa divina - e di Dexter. Non avrei mai immaginato che mi sarei appassionata alla storia di un serial killer. Ogni tanto - infatti - le immagini di tutto quel sangue e quegli attrezzi e le urla sono un po’ disturbanti. Soprattutto alle 2 di notte quando poi ti devi svegliare presto. Eppure, sono incollata.
Anche se. Ho finito la prima serie. E niente, non c’è niente da fare. La seconda serie - per ora - è BRUTTA. Ho letto su wikipedia che la seconda serie non segue più il romanzo da cui è stata tratta la prima (Darkly Dreaming Dexter di Jeff Lindsay ) e probabilmente è questo il motivo. Improvvisamente tutta l’atmosfera da brivido, il senso di spaesamento, l’incantamento vengono soppiantati da risatine a denti stretti per qualche battutina all’americana, un senso di spaesamento (degli sceneggiatori) e l’incartamento della storia.
È che in TV - come nella vita - proprio non si riesce ad accettare che le cose belle abbiano una fine.



Commenti Recenti