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Oddio, oggi ci sono troppe cose di cui parlare.

  • Dresda. Dresda è una città bellissima. La gente non va a dormire con le galline come qui a Friburgo (qui l’unica eccezione sono gli studenti ventenni brufolati) e sembra di stare in una città seria, con le strade grandi, i musei, le mostre e i locali bellissimi. Dresda mi è piaciuta, nonostante il fatto che sembra ci siano neonazi (personalmente ho solo visto una sera sulla Strassenbahn un gruppo di teste rasate ubriache che, una volta giù dal tram, hanno festeggiato l’impresa urlando “Sig, heil!“). Ma, neonazi a parte, i dresdiani (?) sono molto cortesi, niente a che vedere con Friburgo. Ah, e uno scoop. Sapete quei semafori, quelli che tutti dicono che sono un simbolo di Berlino Est? Ebbene, non ci sono solo lì, ma anche a Dresda. Gli Ampelmännchen (lett. omini del semaforo) erano sui semafori di tutta la DDR e oggi son uno dei simboli maggiori del fenomeno della Ostalgie - la nostalgia per la vita ai tempi della Germania dell’Est.
  • Zombie(s). «Il solo [oltre a Berlusconi, ndr] che ha avuto il coraggio o la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen». Parola di Goffredo Bettini, coordinatore del PD.
  • Diossina ‘ncoppa. La storia delle mozzarelle avvelenate è incredibile. Ma possibile che il problema lo debbano porre i coreani e i giapponesi? Ho capito che si parla di un giro d’affari enorme, ma cazzo, alla salute nostra chi ci pensa? Ma in Campania, all’idea che la storia dei rifiuti abbandonati poteva avere anche queste ripercussioni non ci avevano pensato? Oddio, io non lo so se ce la faccio a tornare in Italia, ho già mal di stomaco…
  • Chissenefrega. Da Repubblica.it, tra le notizie in Primo piano: “I cugini vip di Hillary e Obama. La Jolie per lei, Brad Pitt per lui“. A parte che la notizia è davvero irrilevante, ma perché i giornalisti da noi si permettono di dare del tu a tutti?
  • Razionalità. Ne parlerò con più calma, per ora solo un nome: Mancur Olson.
  • A buon rendere. Se qualcuno di voi ha mai avuto problemi con la Volkswagen Polo 1.4 – problemi di malfunzionamento, ai dischi, ai freni, di assistenza – insomma qualsiasi dubbio sull’affidabilità della Volskwagen Polo 1.4 provate a vedere cosa ne pensa giaq.
  • Dimenticavo. C’è qualcuno là fuori che vince concorsi di fotografia e nessuno si commuove. Crudeli.

Nella foto, la Semperoperplatz, una delle piazze più famose di Dresda fotografata da Stuck in Custom.

dv2_f.jpgTutto è iniziato storto, con i cavi di connessione tra il mixer e le casse messi a rovescio e mixer che non funziona, io che maledico il Signore in italiano davanti al vecchio del locale che – bianco come un cencio – continua a cercare di connettere due prese maschio tra di loro e continua a ripetere “irrietiert ich bin irritiert“. Ma poi il cameriere spagnolo sistema tutto.

Arrivo un po’ in ritardo con M. , dopo già due bottiglie di bianco in 4 e la cena a base di grünkern. Attimi di panico: non c’èpulman-piccolo.jpg abbastanza gente. Ma poi, come in un film dei Vanzina, arriva il pulman degli Anconetani, studenti di ingegneria in visita ai pannelli solari friburghesi traghettati dalla buona A. – già loro guida in città – verso la.nostra festa. In un attimo, sala piena, code al bancone, e la classica parlata cuscì risuonava nello scantinato.

Festa riuscita! Cose da ricordare: io che mi offendo perché alla mia festa non mi fanno fare abbastanza la DJ, uno degli anconetani che sembrava Johnatan del Grande Fratello che chiede hip hop o roba così perché lui ha partecipato alle selezioni di Amici e deve “ballare”, le mutande stese su un filo da bucato in mezzo alla sala, discutere con due georgiani del limonare-copia.jpgperché italiani georgiani una fazza una razza, scoprire con stupore e ammirazione che si può vivere di scultura, non pagare i drinks perchè oramai sei amica del barista, chiudere la cassa già a mezzanotte ma, soprattutto, Maria che corre urlando “Axxxx hx lxxxxxxx!!!

Una cosa bella che c’è qui sono i prezzi. La vita costa mediamente meno che in Italia. Ci sono un sacco di modi per risparmiare. Ieri sera, ad esempio, eravamo qui . Ogni sera ci sono tre piatti (di cui uno vegetariano) che costano meno di 5 euro. Ma cose del tipo bistecca galattica con patate e insalata. In più c’è l’happy hour. Per cui puoi mangiare un secondo + una birra media per 7 euro. E non è un’eccezione, è pieno di posti così. Insomma, qui i posti che sono poco costosi sono un vantaggio, e c’è come una concorrenza tra i locali per offrire cose buone (perché sono davvero buone) ad un prezzo abbordabile. Quando penso a Milano e ai suoi cocktail a 9 euro, ai ristoranti con il coperto (qui non esiste,  ovviamente) a 2,50 euro, ai pranzi di lavoro al bar dove con meno di 8 euro non mangi neanche un panino, mi chiedo: perché?

Qui è tornato il freddo. Non so in Italia. Il cielo è bianchiccio, ma ti dirò, fa quasi piacere. Ieri serata a casa, si son bevute chissà quante bottiglie. Stamattina, porto le bottiglie alla campana del vetro. E scopro che qui non c’è LA campana del vetro, ma LE campane del vetro. Vetro bianco, vetro verde, vetro marrone. Hai capito ‘sti tedeschi? Altro che munnezza per strada…

Cristo, mi sto abituando a queste cose…

Ok, seguo il consiglio di Dr G. e torno a parlare un pochino della piccola Friburgo. Con ritardo spropositato, here you are, il video del Carnevale a Elzach (vedi dopo), piccolo borgo a mezz’ora da Freiburg. Era domenica 3 Febbraio. Nel video purtroppo si vede molto scuro, l’ho girato con la mia macchinetta fotografica. Ma fate conto. Una strada in mezzo al paese. Sin dal pomeriggio decine e decine di uomini alti e grossi travestiti di rosso (un costume simile a Babbo Natale) con in testa delle maschere intagliate nel legno, tutte diverse, che rappresentano diavoli, uomini deformi o bestie infernali – chiamati Schuttig. Leggi il seguito di questo post »

Il rumore dei passi; la finestra del bagno aperta; una seggiola che cade sul pavimento: tutto era un pretesto per accendere l’ennesimo litigio tra Raffaella e la coppia del piano terreno.

Ok, lo so che non c’è paragone possibile. Ma leggendo la cronaca del processo agli assassini di Erba non riesco ad evitare di pensare – con brividi a doppia mandata – a “Gino” – nome fittizio – il vicino della casa friburghese (casa #4, adesso sono nella #5) il quale era solito fare rumori stranissimi ad orari impensabili e soprattutto rompeva le balle per qualsiasi cosa. Tipo che lavorava la notte come guardiano e al ritorno intorno alle 7 del mattino la prima cosa che faceva era aprire la botola che portava al sottotetto e andare a trafficarci sopra per dieci minuti. Tipo che se avevamo un paio di amici – :) – a cena lui veniva a bussare per lamentarsi che sbattevamo troppo forte le porte. Profilo dell’uomo: sui 37 anni, single, di professione guardiano notturno. Ma dico io…avevo appena finito di non dormire per colpa di insettolandia che mi dovevo beccare lo psicopatico. So, what’s next?

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