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Sono felice e angosciata. Ho aperto zero per vedere che fare, causa visita di stupenda Y da Minsk-Rovereto-Trento-Friburgo e ho scoperto cose bellissime da fare tra stasera e domani vicino a Bergamo e a Lodi.

Sopratutto domani che fare? Don Turbolento+Offlaga Disco Pax o The Tunas+The Mojomatics?

Incendio a Milano?

Originally uploaded by magamargot

Ecco come appariva il cielo qualche minuto fa…non capisco quale sia la zona, credo comunque centrale. Per ora, nessuna notizia a riguardo. Nel momento in cui scrivo, però, il fumo è molto dimnuito, probabilmente l’incendio (se di incendio si è trattato) è stato spento.

(Update: ah, tutto spiegato)

Mi trovo davanti ad una difficoltà, in parte personale, in parte generale, filosofica direi. “Lavoro” nella comunicazione, è vero. La comunicazione è ciò che informa (nel senso che dà forma) al mondo di oggi, è vero. Incontri persone anche interessanti, intelligenti, di spessore. Queste persone lavorano nella comuncazione. Ma cos’è la comunicazione oggi? Spesso la comunicazione -  a parte quella giornalistica (una certa parte, epr lo meno), nel settore pubblico/istituzionale, nel mondo accademico etc. - è comunicazione di prodotto, è seduzione dei clienti, è occupazione dello spazio mentale / emozionale / visivo delle persone per promuovere, spingere, lanciare e in ultima analisi vendere dei prodotti. Ora, io, davanti a tutti questi tipi di lavoro (che oramai occupano una grande, grandissima fetta dell’esperienza comune) mi trovo davanti ad un dilemma. Lavori che hanno tutte le carte per essere interessanti. Lavori che ti possono permettere di avere una vita autonoma, di guadagnare, di “farti una vita”, in breve. Ma se questo tipo di “discorso soggiacente” non fa per me? Se io, in ultima analisi, non sono d’accordo con questo modo di fare/pensare/porre le cose? Se io non riesco ad abituarmi all’idea che il nostro mondo possa andare avanti solo grazie alla vendita e all’acquisto di beni, se io sono quindi filosoficamente e moralmente in disaccordo, come posso conciliare le esigenze della mia piccola vita (lavorare, guadagnare, abitare, amare, vivere, procreare) con quelle della mia grande vita (dare un senso alle cose che faccio e al mondo in cui vivo)? Io, in questo dilemma, mi perdo quotidianamente e non ne vengo mai a capo.

Mi piace un sacco questa cosa dei giornali “illusionisti”. Prima creano casi nazionali, notizie urlate a carattere 48 e poi, puffette, in meno di un paio di giorni, svaniscono nel nulla. A te rimane quella sensazione vaga come “di aver dimenticato qualcosa in casa”, ma che non riesci a definire. Finché non ti ricordi.

Io voglio sapere che fine hanno fatto:

1. La storia dell’incidente nella Centrale Nucleare in Slovenia (c’è stata fuoriuscita o no? le analisi sono state effettuate? se è pericolosa, perché è ancora in funzione? che dice l’Europa?)

2. I rifiuti in Campania (dove sono finiti? Il Governo ha risolto il porblema? Che dicono i napoletani? insomma, che sta succedendo?)

3. ALITALIA (non se ne parla davvero più: ma non era un’urgenza? Il Governo passato ha fatto un prestito-ponte: un sacco de sordi in mano ad un’azienda fallimentare. Ma adesso che accade? La cordata, mio dio, la cordata dov’è???)

4. La sinistra italiana: va bene che non sono stati eletti in Parlamento, ma insomma fino a qualche mese fa avevano il loro posto prenotato in ogni TG. Si può sapere cosa accade da quelle parti?

5. Il malore di Berlusconi: forse sono io che sono cecata, ma la notizia del “leggero malore ” di Berlusconi è davvero infrattata nelle pieghe dei giornali. D’altronde, ha pur sempre SETTANTADUE anni…ma non ama che il suo corpo (e i giornali) glielo (ce lo) ricordino.

Nickelback - Rockstar (2007)

Qualcuno sa come fare?

Improvvisamente, l’Inverno Scorso (2007)
Regia: Gustav Hofer, Luca Ragazzi

Michele Orsi, imprenditore napoletano è stato ucciso questa domenica a Casal del Principe (Caserta). Era uno dei dirigenti del consorzio Euro4 per lo smaltimento dei rifuti a Mondragone, sempre in provincia di Caserta. Non era un pentito, ma solo un “dichiarante”. “Il 17 giugno avrebbe dovuto testimoniare davanti al Gup Enrico Campoli nell’udienza preliminare che vede fra gli imputati l’ex presidente della Commissione di Vigilanza Rai Mario Landolfi. Un’udienza in calendario il 20 maggio, slittata per difetti di notifica. Forse allora Orsi avrebbe vuotato il sacco sui rapporti fra i clan e la politica e sarebbe assurto al rango di «superpentito», potendo così usufruire della protezione che invece gli è mancata l’altro ieri quando è sceso sotto casa a comprare un paio di bibite ai figli” (da “Il Tempo” di oggi). Ecco un estratto di alcune sue dichiarazioni di un anno fa (da Repubblica.it):

Il 5 luglio 2007, Orsi affermava: «Ci siamo sempre proposti di mantenere i migliori rapporti con i politici dando massima disponibilità nell´assumere dipendenti anche oltre quelle che erano le reali esigenze della società». E proseguiva: «Ci si è proposti di assecondare i politici “fin dove era possibile”, ritenendo che il limite fosse legato ai nostri interessi patrimoniali: per questo io e mio fratello non abbiamo mai inteso contribuire finanziariamente alle richieste dei politici». Sosteneva Michele Orsi che «le parti politiche principali che intendemmo soddisfare erano rappresentate da Landolfi e Cosentino. Ovviamente le assunzioni erano legate anche ad esigenze di voto in relazione alle periodiche elezioni». In un precedente interrogatorio, datato 15 giugno 2007, Orsi aveva sostenuto che «circa il 70 per cento delle assunzioni poi operate per la società Eco4 erano inutili, ed erano motivate per lo più da ragioni politico-elettorali, richieste da Valente, Cosentino e Landolfi». L´imprenditore parlava di «assunzioni non solo inutili ma sostanzialmente fittizie», e ricordava: «Durante la campagna elettorale del 2004 Raffaele Chianese, un uomo dell´onorevole Landolfi, mi chiese di offrire un contributo elettorale a quest´ultimo per la somma di 5 mila euro, cosa che feci personalmente consegnandola a casa sua a Mondragone».

Il resto dell’articolo di Repubblica si trova qui.

Ok, lo confesso, faccio outing. Spero così di esorcizzare la questione e liberarmi dalla dipendenza. Quasi ogni giorno, con indefessa costanza (e colpevole vergogna) io visito il sito www.dailymail.co.uk. E’ un ricettacolo di notizie e gossip anglo/americane, ma con corpose digressioni continentali se ne vale la pena (come nel caso del padre-padrone-violentatore austriaco o dell’omicidio di Meredith in Italia). Io vado lì solo per leggere i gossip e vedere foto rubate dai paparazzi. Alle volte ci vanno giu pesanti, e davvero ci rimango male. Ma perché non riesco a smettere?  C’è il tormentone Amy Winehouse (da quello che vedo non la lasciano in pace MAI, nemmeno quando esce a buttare la spazzatura) e la povera Britney Spears (che non so come non si sia ancora suicidata per scappare da questa attenzione spasmodica e morbosa che la circonda - a questo proposito imperdibile una recente puntata di South Park), i pancioni di tutte le attrici, la Posh Spice anoressica, le figlie di Geldof che vanno ai Party e si ubriacano, insomma il trash. Si può definire un “guilty pleasure”? Siamo tutti voyeur? Un po’ come nella sala d’attesa del medico o del parrucchiere: chi non resiste a dare una sbriciatina a Novella 2000 o Chi? Voglio smettere*.

*E non mi consola constatare che la metà delle “notizie” del Dailymail finiscano paro paro (fotografie incluse) su Repubblica e il Corriere online.

Ronde a tappeto
Guido Viale
«Da qui ve ne dovete andare!», l’urlo delle ronde è risuonato ancora sabato scorso, a Milano. All’urlo si è accompagnata l’aggressione ai danni di un ragazzo e di Piero Rattazzo, titolare di un bar di porta Ticinese: un bar «storico», legato alle vicende del ‘68 e alla storia successiva di accoglienza e ospitalità del quartiere, tanto da essere insignito del premio Ambrogino. Lunedì 19 riportano la notizia nelle pagine milanesi sia «Repubblica» che il «Corriere della sera». «Repubblica» la riferisce in forma dubitativa, potrebbe trattarsi di un episodio di «ordinaria sbornia», si legge. Il «Corriere», per avvalorare questa versione, ha addirittura alterato la versione dei fatti fornita dallo stesso Rattazzo. Ma non di rissa tra ubriachi si è trattato, piuttosto di un’aggressione che una «ronda spontanea» di una decina di ventenni, mai visti prima nei bar della via - notorio ritrovo di giovani non inquadrati, e anche di spaccio - ha compiuto nei confronti di un ragazzo che stava orinando contro un muro (un gesto certamente poco encomiabile, ma che andrebbe scoraggiato con ben altri metodi). Dopo aver cercato di massacrarlo per strada, la ronda ha poi inseguito il ragazzo all’interno del bar, ha spaccato bottiglie e bicchieri per usarle come armi e completato l’aggressione colpendo anche Rattazzo e un cliente del bar. L’episodio è analogo a quello che a Verona ha portato alla morte di Nicola Tommasoli. Nemmeno là c’era l’intento di uccidere, ma «solo» di dare una lezione, come al bar Rattazzo. Qui il bollettino registra «solo» sfigurati (35 punti sulla guancia, più altre ferite e il viso tumefatto), questo sì, un caso fortuito. La notizia è di poco anteriore alle immagini compiacenti del Tg1 di lunedì sera che inquadrano a Roma un’altra ronda che tira per i capelli, maltratta e aggredisce tra gli sghignazzi un travestito. Per spingerlo poi in un’auto della polizia, che ha assistito inerte, mentre si sentono le sue grida: «non sono un animale!». Orrori della cronaca di questi tempi, errori di chi questa cronaca dovrebbe raccontarla.

Oddio, oggi ci sono troppe cose di cui parlare.

  • Dresda. Dresda è una città bellissima. La gente non va a dormire con le galline come qui a Friburgo (qui l’unica eccezione sono gli studenti ventenni brufolati) e sembra di stare in una città seria, con le strade grandi, i musei, le mostre e i locali bellissimi. Dresda mi è piaciuta, nonostante il fatto che sembra ci siano neonazi (personalmente ho solo visto una sera sulla Strassenbahn un gruppo di teste rasate ubriache che, una volta giù dal tram, hanno festeggiato l’impresa urlando “Sig, heil!“). Ma, neonazi a parte, i dresdiani (?) sono molto cortesi, niente a che vedere con Friburgo. Ah, e uno scoop. Sapete quei semafori, quelli che tutti dicono che sono un simbolo di Berlino Est? Ebbene, non ci sono solo lì, ma anche a Dresda. Gli Ampelmännchen (lett. omini del semaforo) erano sui semafori di tutta la DDR e oggi son uno dei simboli maggiori del fenomeno della Ostalgie - la nostalgia per la vita ai tempi della Germania dell’Est.
  • Zombie(s). «Il solo [oltre a Berlusconi, ndr] che ha avuto il coraggio o la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen». Parola di Goffredo Bettini, coordinatore del PD.
  • Diossina ‘ncoppa. La storia delle mozzarelle avvelenate è incredibile. Ma possibile che il problema lo debbano porre i coreani e i giapponesi? Ho capito che si parla di un giro d’affari enorme, ma cazzo, alla salute nostra chi ci pensa? Ma in Campania, all’idea che la storia dei rifiuti abbandonati poteva avere anche queste ripercussioni non ci avevano pensato? Oddio, io non lo so se ce la faccio a tornare in Italia, ho già mal di stomaco…
  • Chissenefrega. Da Repubblica.it, tra le notizie in Primo piano: “I cugini vip di Hillary e Obama. La Jolie per lei, Brad Pitt per lui“. A parte che la notizia è davvero irrilevante, ma perché i giornalisti da noi si permettono di dare del tu a tutti?
  • Razionalità. Ne parlerò con più calma, per ora solo un nome: Mancur Olson.
  • A buon rendere. Se qualcuno di voi ha mai avuto problemi con la Volkswagen Polo 1.4 - problemi di malfunzionamento, ai dischi, ai freni, di assistenza - insomma qualsiasi dubbio sull’affidabilità della Volskwagen Polo 1.4 provate a vedere cosa ne pensa giaq.
  • Dimenticavo. C’è qualcuno là fuori che vince concorsi di fotografia e nessuno si commuove. Crudeli.

Nella foto, la Semperoperplatz, una delle piazze più famose di Dresda fotografata da Stuck in Custom.

Mi sono addentrata in un buco nero spazio temporale, un tunnel durato due giorni da cui sono riemersa, viva, per raccontarvelo. Tutto nasce da un commento al blog di giaq, in cui si insinua che la nota soubrette Gabriella Carlucci si stia iniziando ad occupare di Fisica. Ma sto già correndo troppo. La storia è complicata, e richiede chiarezza.

Personaggi:

gabriella_carlucci_2.jpgGabriella, la showgirl

zichichi.jpgAntonio, lo scienziato 1

boschi3.jpgEnzo, lo scienziato 2

maiani.jpgLuciano, lo scienziato 3

glashow4.jpgSheldon, il premio Nobel

galileo_galilei_portrait.jpg Galileo, lo scienziato 5

ratzinger.jpgJoseph, il Papa

egli1.jpgDio, Dio.

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Lo so, è terribile, eppure ciò è accaduto davvero. Prendiamone atto.

(Sigla del Festival di Sanremo, Anno 1982).
Grazie a L. per il fantastico link.

Una fotografia di Hillary Clinton mentre si avvia verso il suo aereo in Texas, vista sul Washington Post (By Jahi Chikwendiu):

Hillary

..in un secondo mi ha fatto ricordare un celeberrimo quadro - già regalo di noi amici bolognesi per il buon f. - di Jack Vettriano, questo:

Singing Butler

Buffo come lavora la memoria visiva, nnevvero? Ma so che ciò non vi basterà, che volete dei gossip (almeno, io li vorrei). Eccoli. Read the rest of this entry »


vale.jpg

“Ma, se invece prestassero una parte dei loro (ancora) formidabili apparati per aiutare, su fronti opposti, Giuliano Ferrara e Marco Pannella a raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle loro liste solitarie, non renderebbero la prossima contesa più ricca, più colta, meno asfittica? I grandi partiti che finalmente si aggregano sui programmi secondo un ferreo schema bipolare con accanto due drappelli autonomi, uno radicale e un altro impegnato in una combattiva «lista per la vita », che tengono acceso il libero conflitto delle idee, che si battono sui valori e sui princìpi, fuori dalla prigione degli schieramenti: è così bizzarro immaginare che la politica italiana potrebbe ricavare qualche vantaggio da una campagna elettorale così nuova e sorprendente?”

Se volete farvi del male più a lungo potete leggere il resto dell’editoriale di Pierluigi Battista - uno dei quattro vicedirettori del Corriere della Sera. Per chi non lo sapesse, Battista è lui. (Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right, Lombroso wasn’t right…)

Incredibile. Sembra che in Indonesia uno dei problemi più diffusi sia quello dei viaggiatori abusivi sul treno. Sì, direte voi, anche in Italia. Sì, ma con la piccola differenza che lì i viaggiatori abusivi viaggiano sul tetto. Il pericolo di prendersi una scossa da 1500 volt o di cadere dal treno in velocità non li ferma. Loro salgono. Un po’ per non pagare il biglietto, un po’ perché i treni sono troppo pieni. Le campagne di sensibilizzazione contro la riprovevole usanza non sono servite a nulla, e adesso il governo passa al contrattacco. D’ora in poi i “roof riders” verranno spruzzati con la vernice, di modo che la polizia possa identificarli, ritirare loro la carta d’identità e multarli. Non solo. Una copia della multa verrà spedita anche alla famiglia, alla circoscrizione comunale di provenienza, al datore di lavoro o - se studenti - al preside.

Io ho una proposta. Perché non facciamo lo stesso in Italia con gli evasori fiscali? O con tutti quei reati che all’estero (e anche per chi ha un po’ di buon senso) sono considerati gravissimi e che in Italia finiscono sempre a tarallucci e vino?

Per me la più bella è questa.

( Giudizi personali sul World Press Photo Contest 2008 )

Schifani (Fi): “Noi da soli? Non abbocchiamo”

“Non mi risulta che sia all’ordine del giorno perchè non intendiamo abboccare alla provocazione di Veltroni. Il Pd è costretto ad adottare questa strategia dopo il fallimento del governo Prodi, noi invece stiamo lavorando per semplificare la coalizione del centrodestra” dice il capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani. (via Repubblica.it)

Ahahhhaha ah ahahhahhaah ahhah!

Oggi Kommuniska partita. Oggi Martowskaja molto triste.

Video estratto dal documentario “The Unchained Goddess“, prodotto da Frank Capra per i Bell Labs e il loro programma televisivo “The Bell Telephone Hour”. Il famoso “global warming” era stato ipotizzato ben cinquant’anni prima di Kyoto.

(via desmogblog)

Leggo sul Internation Herald Tribune che in Irlanda le buste della spesa di plastica sono praticamente scomparse . Nel senso che non vengono più utilizzate. Come hanno fatto gli irlandesi a compiere questo miracolo? Una semplice legge che impone il 22% di tasse sui sacchetti di plastica - facendoli costare 22 centesimi di Euro - e il gioco è fatto. Gli irlandesi non li utilizzano più.

La domanda è: come mai in Italia non funziona? Non ho sottomano la borsa valori dei sacchetti di plastica, ma mi sembra di ricordare che anche da noi i prezzi non siano proprio bassi. Eppure, ciò non sembra demoralizzarci. Alcuni punti dell’eserienza irlandese sono interessanti: Read the rest of this entry »

Lo so che è imbarazzante da ammettere, ma credo di essere riuscita solo ieri a capire il significato della celeberrima canzone di Phil Collins “Another day in paradise“. Come nel caso dell’altrettanto famosa “Every Breath You Take“, non una canzone d’amore, ma una canzone politica. È interessante capire queste cose dopo tipo 17 anni che ascolti lo stesso pezzo, vero?
Vorrei non vorrei vorrei parlare di Casini, ma cerco di resistere, di non dire nulla, in fondo perché rovinarsi il fegato lo stomaco e i nervi con loro? E poi - subitaneo - un pensiero successivo. Loro vogliono andare a votare subito perché sanno che così ci sarà un forte astensionismo a sinistra. Ma poi penso. Nulla, no, mi devo fermare. La salute prima di tutto.

Ingresso

Con questa insegna trovata su Facebook, che niente dice della Germania, ma molto dell’Italia ecco che inizio un breve aggiornamento sulla mia situazione. Sembra si sia trovato finalmente il posto dove fare la festa e magno cum gaudio è un posto molto carino (anche se adesso subentrano tutta una serie di paranoie del tipo, ma che impianto sonoro avremo, ma dobbiamo portare le luci ma la sala basterà etc. etc.). La voce della festa sta girando tra amici e colleghi e amici di amici e amici di colleghi. Nonché a sconosciuti, grazie ai flyer di mia produzione che - stampati e fotocopiati in un super cheap bianco e nero - si stanno diffondendo nella piccola città di Friburgo. Party

La notte si va a letto sempre tardi, tanto che la mia nuova (e temporanea) abitazione è stata soprannominata La Casa Dell’Insonnia. E si va a letto tardi non perchissàqualemotivo, ma solo perché letteralmente non si riesce ad andare a dormire prima. Venerdì scorso c’erano gli Enon in concerto in un posto stranissimo che si chiama Mensa Bar, mernsa.jpgpraticamente il bar della mensa universitaria che però organizza anche concerti e serate a tema. Li ho persi. Ho appena scoperto che il 15 marzo, sempre al Mensa Bar, suoneranno niente popò di meno che i Giardini di Mirò. Ma chi l’avrebbe mai detto! In generale, comunque, ci sono molti più concerti interessanti nella vicina Svizzera (tra Zurigo e Basilea) e nella vicina Francia (Strasburgo e Mouhlosue). I tedeschi hanno gusti particolari in quanto a musica. Molto particolari. Ad esempio ho scoperto che per loro l’accezione “rock” ha tutto un significato diverso che da noi. Mi è capitato di sentirmi dire “Hey, fai attenzione, quello è un posto rock” , detto in un modo che implicava timore, o soggezione. Non so se ho veramente voglia di capire che cosa è rock per i tedeschi.

Sabato sono stata a Basilea, per la prima volta, e - a parte il freddo assolutamente fastidioso - è stato interessante. Pur avendo meno abitanti di Friburgo sembra una città più grande e cosmopolita. Gente in skateboard, in rollerblade, meno biciclette, pazzi, gente vestita strana, molti bar belli (ho fatto alcune foto, le metterò qui su prima o poi). E al Kunstmuseum Basel c’era la mostra di Andreas Gursky (fino al 24 Febbraio). Eccezionale.

Ultima nota, un mistero e un avvertimento insieme. Sappiate che fuori dall’Italia nessuno, dico nessuno, fa la cioccolata calda come da noi. Qui e in Svizzera se chiedi la cioccolata ti portano una specie di latte&nesquik, e fa abbastanza schifo. Da dove arrivi la nostra fantastica cioccolata densa, è un mistero.

Un grazie a Giacomo da cui ho preso ispirazione grazie al suo blasfemissimo video (e solo adesso mi rendo conto di aver usato la stessa musica)

Musica: Henry Purcell, The Queen’s Funeral March for Four Trumpets

Munny

Che pensavate, che solo in Italia ci stava la munnezza? Oggi andando in cerca della sala da affittare in una zona periferica di Friburgo, mi sono trovata davanti lo spettacolo della munnezza tedesca per strada. Come resistere a qualche scatto!

Munny2Munny3

E sempre sulla stessa strada un cartello del tipico e consueto Mercatino delle Pulci (Flohmarkt) che solitamente ti fa pensare “che bello, andiamo a dare un’occhio” mentre a me in questo momento mi fa solo venire il prurito alle braccia…

Flohe

E per finire, visto che non si può pensare e scrivere sempre del e sul basso, ecco un’immagine che allieterà i trepidanti spiriti. Qui a Friburgo, Germania, a due passi dalla Svizzera verde, a due passi dalle Alpi innevate, ecco qui c’è gente che ha già l’allergia dai pollini (discorso sentito in un negozio tra un uomo e una donna). E al mercato vendono già le primule.

Ehi, siamo a GENNAIO.

Primule

Lying in the secluded wine-rich south western corner of Germany, Freiburg is a very laid back, beautiful university city. Known throughout Germany for its university, good weather (snow in Winter and seemingly endless sunny days in Summer), vineyards and soccer club, Freiburg is a desired town among Germans to live in. Due to its secluded location in the “Dreiländereck” (Three countries corner) and fairly removed from any other larger German cities, the mentality in Freiburg has often more in common with Alsace in France and Switzerland. Locals often go shopping to France and Switzerland for their respective native products and go to museums and theaters in Basel or Zurich. Everything above Frankfurt is “North Germany” and very far away. Hence, there is a strong local patriotism, which shows in the anthem of Baden (the former independent state) being sung more often than the national anthem and there being a semi-serious despising of the neighbours to the east, the Swabians. Freiburg also sees itself as the California of Germany. (grassetto mio).

Il resto delle informazioni su Freiburg sono su Wikitravel (che neanche sapevo esistesse).

In Germania all’1.30 di mattina alla radio dicono “buon giorno” e non “buona notte/serata”. Tutto ciò deve avere un significato che non riesco a cogliere.

Il prossimo passo è la festa che stiamo cercando di organizzare per il week end di Carnevale, per salutare alcune stagiste che presto se ne andranno. L’impresa appare ardua, ma non impossibile. Ci sono diverse sale che si possono affittare - tipo sale di studentati o cose del genere - . Il posto migliore e più carino sarebbe una sala nel seminterrato del bellissimo Café Atlantik (nella foto). La quota DJ è già a 3: un collega canadese - che tende a mettere camicioni quadrettati come se fossimo in pieni anni ‘90 e la cui selezione musicale si intona ai camicioni -, me - che non metto musica da secoli, non ho collegamenti a luoghi di condivisione astrale e quindi non sono assolutamente aggiornata (oltre ad avere il simpatico problema che Windows Vista non legge il mio vecchio disco esterno contenente circa 50 GB di musica) e un ragazzo tedesco che ogni tanto fa il DJ a feste di amici, locali, etc e che a giudicare dalle 4 (quattro) colonnine porta CD uguali a quelle di due miei amici bolognesi (from IKEA, of course) e di 2 (due) librerie completamente piene di CD, potrebbe rivelarsi una splendida sorpresa. Sabato sera eravamo da lui a cena e ha tirato fuori chicche del calibro di Albano & Romina con Felicità (scontata), “I like Chopin” di (dei?) Gazebo (vedi sotto) e “Catch the Fox” di Stefano Zandri, in arte Dan Harrow. Che, a guisa e misura di tutto il nostro splendore italico, scelse questo nome per l’assonanza con la parola “denaro”.

Devo assolutamente trovare altre chicche musicali per non sfigurare, altrimenti finirà con il successo del dj tedesco grazie alla divertente italo disco e io fallirò mettendo gli Einzurstende Neubauten. E il canadese, dimenticavo, suonerà Smells Like Teen Spirit verso le 4 di mattina a pista ormai vuote.

I like Chopin (Gazebo, 1983)

Fuori dall’Italia, in Francia o Germania, Spagna o Inghilterra, esiste certo una nuova consapevolezza dell’importanza delle religioni (le parole e le esperienze personali di Sarkozy e Blair lo testimoniano), ma i mutamenti avvengono in contesti radicalmente diversi: in nessuno di questi Paesi la Chiesa ha il peso, il tempo di parola che ha in Italia. Venerdì, su questo giornale, Giacomo Galeazzi ha spiegato bene lo spazio abnorme che le viene dato: da quando è Papa, Benedetto XVI ha avuto un tempo d’antenna superiore a quello del premier e del Capo dello Stato, e appena inferiore a quello di tutti i ministri messi insieme. Non solo: la Chiesa cattolica ha il 99,8% dello spazio dell’informazione religiosa, lasciando briciole a altre fedi. Il vittimismo è storia senza sostanza. La Chiesa italiana non è imbavagliata ma piuttosto sovraesposta. L’idea che esistano comportamenti etici su cui lo Stato non può autonomamente legiferare perché appartenenti alla legge naturale, dunque iscritti dalla mano creatrice di Dio nella stessa natura umana, dunque interpretabili e tutelabili solo dalla Chiesa, è idea diffusa. Chi contesta il diritto della Chiesa a imporre i suoi veti su famiglia, unioni di fatto, aborto, testamento biologico, ricerca biologica, è una minoranza.

È questa situazione che ha finito col generare rabbia gridata, e stupida perché perdente. Ma rabbia che comunque non nasce dal nulla. Ogni evento ha una storia, un tempo lungo in cui è iscritto ed è maturato: ha cause che dispiegano effetti, non è istante che fluttua nell’etere come piuma ed è infilabile in ogni tipo di racconto.

da “L’adunata di Roma”, di Barbara Spinelli.
L’imprudenza politica della Chiesa” è il sottotitolo di questa lucida analisi della principessa del giornalismo italiano. Da la Stampa, 20 gennaio 2008

In questi giorni sto seriamente pensando di cercare una bella chiesa nel fitto della foresta nera per andare a farmi un esorcismo, che magari contestualemnte tolga pure il malocchio. In questi giorni, se pure lontana dall’Italia, mi ero appassionata alla vicenda del Papa alla Sapienza. Oggi ho trovato questa chicca che non si può tacere oltre. Buon Ascolto.

csi-petersen481.jpgIeri sera con la mia collega-supporter-ospitante di questi giorni, siamo tornate nella mia nuova e già vecchia casa per fare un sopralluogo scientifico sul luogo del misfatto. Guanti bianchi monouso, spray igienizzante e pila duracel (che avevo comprato quando volevo fare la DJ…no comment). Risultato: ho visto qualcosa di molto piccolo saltare sul pavimento, ho recuperato briciole e pallini bianchi di ogni tipo che nel delirio ossessivo erano tutti uova, escrementi, e altre schifezze. Me ne sono andata con brividi fortissimi alla schiena e un senso di nausea. Il panico si è già un po’ diffuso in casa e ho finito per essere io a tranquillizzare i vecchi coinquilini. Cose dell’altro mondo.

Domani sera a Basilea (70 Km da Friburgo) ci sarà la Museumsnacht (info in inglese), praticamente il corrispettivo delle nostre notti bianche. Non è ancora chiaro se ci andrò - viste le recenti tribolazioni - ma il programma è allettante. 32 musei e 8 centri di cultura rimarranno aperti dalle 6 del pomeriggio alle 2 di notte. Dalle 5 del pomeriggio tutti i mezzi pubblici saranno gratuiti e dalle 2 di notte inizia l’ “afterhour” e si entra gratuitamente in alcuni locali. Ad ogni modo, tra i vari musei basilieri (!?!?!) interessanti sono il museo Tinguely (che era il marito di Niki de Saint Phalle), uno spazio di 3mila mq progettato dal ticinese Mario Botta, e soprattutto la Foundation Bayeler, progettata nientepopo’dimenoche da Renzo Piano

Il famoso gallerista Ernst Beyeler per oltre quarant’anni ha alimentato le collezioni di molti grandi musei e ha stupito i visitatori della sua galleria con mostre mozzafiato. Quasi tutti i grandi dell’arte dell’ultimo secolo sono andati in scena nelle sale della Galerie Beyeler in Bäumleingasse. Un occhio di riguardo è stato rivolto a Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger, Paul Klee, Wassily Kandinsky, Piet Mondrian, Jean Arp, Max Ernst, Joan Miró, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet, Francis Bacon, Mark Rothko e Roy Lichtenstein. Di tutti questi autori, e di molti loro colleghi, è riuscito a trattenere o ad acquistare per sè varie opere fondamentali. Renzo Piano ha disegnato per lui una autentica “perla”! Basso, discreto, ben armonizzato con il luogo, l’edificio mira a stabilire un perfetto equilibrio tra le opere collocate all’interno e l’ambiente esterno, dove la luce gioca il ruolo fondamentale. Gli spazi interni guardano a tratti verso l’esterno, consentendo suggestive relazioni tra opere e natura. (da Artdreamguide)

Il video che ho postato è apparso sulle televisioni svizzere. È in tedesco. O meglio, quella specie appartenente alla famiglia del tedesco, sottospecie svizzera. Caratteristiche: incomprensibile.

Qui con le colleghe ci stiamo informando su dove andare per Carnevale. Abbandonata l’idea di Colonia, per distanza e complicazione, stiamo pensando di rimanere in zona Friburgo. Il capo di una mia collega, 100% tetesco, e pure indigeno, le ha consigliato una cittadina nel cuore della Foresta Nera. Sembra che lì le persone si travestino da diavoli e streghe con maschere intagliate nel legno e colorate a mano, che a vederle - persino in foto - fanno davvero impressione.

“A metà febbraio 2007, il Fasnet, considerato in tutto il Baden-Württemberg la Quinta Stagione, le città e cittadine della Foresta Nera, lungo le rive del Lago di Costanza e nel Giura Svevo si trasformano nel regno di diavoli e demoni, streghe e buffoni.
Infatti, a differenza delle celebrazioni in altre parti della Germania, come in Renania o in Baviera, il Carnevale Svevo-Alemanno viene festeggiato secondo antiche usanze e si presenta più rituale e legato alle figure della tradizione popolare. Le strade e piazze si riempiono di stravaganti personaggi, spesso spaventosi, pronti a scacciare gli spiriti maligni dell’inverno con i loro volti coperti da ricche maschere in legno dipinte a mano, di modello e foggia diversi da città a città.

Non so se è solo una mia impressione ma nel video sembra che questi diavoli battano allegramente le persone che stanno intorno. Il capo della mia collega ha anche detto che le “pretty woman” non dovrebbero andare a questo Carnevale da sole, la sera. Che cosa accadrà mai? (to be continued)

Ma a voi piace Amy Winehouse? Continuo a chiedermelo e a chiederlo da qualche giorno. Nel senso. A parte il cognome. Come se mi chiamassi “Casa del vino” o “Viticoltore” di cognome. Vabbè. No, la musica, dico. A me piace. O no? Chissà perché, non riesco a decidermi.

Mi sono fatta una cultura, nelle ultime 24 ore, che neanche fossi andata a Micropolis, la città degli insetti. Le cimici da letto durante la guerra erano diffusissime. Per avere un’informazione completa e colorita si puà guardare qui. Ma il punto non è questo. Il fatto è che. Uno va dall’altra parte del mondo. Dove poca igiene. Dove chissà cosa c’è nelle paludi. E non ti sedere per terra. E non mangiare frutta e verdura freschi. E, e, e. E non segui raccomandazioni. E va tutto bene. E torni dove tutto funziona, zivile paese di Cermania. E trovi le cimici da letto. E scopri come basti poco, pochissimo, per rivoluzionare qualsiasi priorità, qualsiasi necessità. La casa, signori miei, la casa è importante!