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E’ stato molto buffo – ma molto poco divertente – leggere ieri sera della notizia dell’allarme, ora rientrato, per un incidente nella centrale di Krsko, in Slovenia. Buffo, perché proprio la sera prima stavamo parlando del nucleare in Italia e nel mondo (anche con lui) e – puffete! – il giorno dopo succede qualcosa, tra l’altro in Slovenia, a un centinaio di chilometri da Trieste, dove sono stata la scorsa settimana (ma questo non c’entra niente, in effetti). Insomma, un coacervo di coincidenze. Adesso dicono che si è trattato di “una fuoriuscita di liquido nel circuito di raffreddamento primario dell’impianto, ma non è stata riscontrata alcuna fuga radioattiva nell’ambiente circostante“. La centrale rimane chiusa fino a contrordine. Di fatto, l’impianto è stato costruito nel 1975 (è più vecchio di me) e ha iniziato a funzionare commercialmente nel 1983. Ho recuperato dal sito dei Friends of the Earth Europe un dossier* sulle centrali europee a “sicurezza limitata” realizzato nel febbraio 2001 da Laura Radiconcini, presidente di Amici della Terra-Italia. Duemilauno, sottolineo. Si legge:

In Slovenia è in funzione un reattore Westinghouse da 632 MW situato a Krsko, sulle rive del fiume Sava, a 75 Km da Lubiana e a 140 Km da Trieste. (…) Questo rapporto viene presentato da Amici della Terra, CEE Bankwatch e WISE. Esso riguarda i problemi di sicurezza nucleare derivanti da reattori di progettazione sovietica in funzione nei paesi candidati ad entrare nell’Unione Europea. La trattazione della sicurezza nucleare in Russia, problema complesso e determinato non solo dal settore civile ma anche da quello militare, è stata deliberatamente limitata alle questioni di pertinenza del G8. Vengono trattati i casi specifici dei reattori K2/R4 in Ucraina perché il loro finanziamento è questione rilevante tanto per l’UE che per il G8, e della centrale di Krsko in Slovenia, che si trova a solo 140 chilometri da Trieste. Krsko non è un reattore di modello sovietico, ma ha presentato e presenta svariati problemi di sicurezza.

Giusto per dare un po’ di ansia gratuita ai lettori con tendenze ipocondriache e catastrofo-ambientaliste.

*L’asterisco accanto alla parola dossier deriva dal fatto che – purtroppo – Berlusconi continua ad usurpare il linguaggio comune di noi mortali importandolo nella sua sfera aurea (come fece a suo tempo con “forza italia” “scendere in campo” “azzurri” “consentire” etc.) ed ultimamente il suo nefasto volo si è posato sull’innocua parola francese “dossier”: adesso ogni questione governativa viene affronatata “in un dossier”, parola che ha una semantica complessa, e conferisce serietà e competenza a chi la utilizza. Di fatto, ancora e sempre marketing “retorico” – e i giornalisti/pecoroni tutti lì ad assecondarlo e a fare da megafono inconsapevole, riportando paro paro i comunicati stampa e il suo vocabolario. Aprirò un dossier sull’argomento, prima o poi.

L’ente forestale degli Stati Uniti ha comprato un paio di droni volanti per sgamare i coltivatori di marijuana in California. In pratica questi droni volanti senza pilota ma dotati di telecamera sorvoleranno chilometri di terreno alla ricerca di campi illegali coltivati con la verde allucinogena pianta e serviranno anche a fare sopralluoghi prima che gli agenti facciano irruzione per arrestare i delinquenti.

Questi aggeggini si chiamano SkySeer e sono prodotti dalla Octatron (Canada) e fino ad un po’ di tempo fa venivano utilizzati solo per scopi militari. Appena letta la notizia mi sono improvvisamente cagata sotto e per un attimo ho temuto che le profezie catastrofiche di cassandra-giaq fossero tutte vere. Ma poi ho visto gli SkySeer.

Allora, presa dall’entusiasmo o poi pensato che se Google comprasse migliaia e migliaia di SkySeer – cosa che potrebbe permettersi – li potrebbe usare per ottenere una più completa e dettagliata mappatura su Google Earth, così da non avere più quelle fastidiose zone non mappate e tutte a quadrettoni che non si vedono bene. Ma poi Google potrebbe inviarli in giro per il mondo per spiarci tutti. E Orwell alla fine avrebbe avuto ragione.