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Anche se le mie posizioni politiche sono palesi ai più, e anche se non mi ritengo eccessivamente “moderata”, e pur avendo più volte segnalato e notato la serie di leggeri slittamenti prima linguistici, poi di azione e poi di leggi, verso una sorta di “dittatura della maggioranza”, sono stata fino ad oggi tuttosommato fiduciosa negli anticorpi democratici del nostro Paese.
Questa sera, mentre tornavo in metrò, sono stata incuriosita da un grande articolo in un quotidiano che un passeggero stava leggendo a pochi centimetri da me. Era “Il Giornale”. L’articolo titolava: “Carlo Rossella: ”La sinistra pensi agli amorazzi suoi’‘ . L’articolo riportava tre foto, di cui ricordo ora soltanto due: quella di Monica Lewinski, e quella di Nilde Iotti. La storia di Monica la ricordiamo tutti, ci si chiede soltanto che cosa c’entri con la sinistra italiana. Nilde Iotti invece ebbe una relazione duratura con Palmiro Togliatti – fino alla morte di quest’ultimo avvenuta nel 1964 – relazione considerata allora scandalosa perché Togliatti era già sposato. Questa storia risale al 1948. Ci si chiede dell’attualità di questa storia. Dopo pochi secondi che guardavo questo articolo e vedevo le foto mi sono resa conto del senso di quello che stavo leggendo, della campagna di travisamento e capovolgimento della realtà cui milioni di italiani si sottopongono volontariamente ogni giorno.
E’ stato in quel momento che per la prima volta ho avuto veramente paura. Paura che la situazione che stiamo vivendo non abbia una fine e che si sia già passata la linea. Paura delle menti (e delle azioni) dei miei stessi concittadini, della foga e dell’adesione collettiva verso quella che considero una follia pubblica verso una progressiva – e oramai sostanziale – limitazione della libertà (libertà di parola, libertà di critica, libertà di fare domande, libertà di indignarsi, libertà di manifestare, libertà di contestare) e lavaggio delle coscienze (attraverso i media di massa – che non sono Repubblica o il Corriere, ma “Chi” o “Studio Aperto”, lo stadio, i parrucchieri, le chiese, “Uomini e Donne”, “Il Giornale”, etc.). Paura effettivamente che non riesco a togliermi di dosso, quando vedo con prospettiva tutto quello che sta succedendo, e non soltanto le elezioni, le candidature, le veline, le televisioni, i divorzi, ma anche l’operato del Governo, le modalità di gestione della cosa pubblica, il potere dilagante della Lega, la scomparsa dell’opposizione.
Ecco, ho pensato: ho paura. E adesso, che cosa si fa?
Bisognerebbe avere una lente di ingradimento al contrario, per poter vedere quello che sta accadendo in Italia con il filtro del tempo. Non so dare esempi concreti (ce ne sono troppi) dati o misure, ma è una sensazione pervasiva che mi rende sospettosa, mi fa spaventare e mi preoccupa.
E’ l’indifferenza e l’ignoranza della maggiorparte delle persone rispetto a quello che accade intorno. E’ la composizione del Parlamento e il blocco politico e di rappresentanza che conosciamo bene. E’ l’assenza della sinistra – non solo nel Palazzo – ma anche tra la gente, nella reatà. E’ l’assenza, ancora prima di una sinistra, di una alternativa politica praticabile, di un desiderio di rappresentanza, della fiducia. E’ il continuo logorio a cui è sottoposta la nostra democrazia, che ora per la prima volta faccio davvero fatica a chiamare tale con convinzione. Ieri ho visto calpestate la dignità e il rispetto, e ne sono tuttora schifata.
Ieri sera su canale 5 hanno trasmesso il Grande Fratello. Mentana oggi, in segno di protesta, si è dimesso: non era d’accordo con le scelte della rete. Eppure il Grande Fratello ha vinto, stravinto per ascolti. Questa cosa del Grande Fratello, è davvero spettacolare. Forse, in un Paese Normale, in un qualsiasi altro paese occidentale, tutta questa storia avrebbe avuto una storia differente, una storia dimessa fatta di discussioni – anche aspre -, dibattiti parlamentari, leggi, sentenze etc. Questa storia, in un altro paese, non sarebbe durata 17 anni. In un altro paese, non sarebbe divenuto argomento di dibattito nazinoale, non avrebbero permesso che chiunque dicesse la sua ed ognuno applicasse o cercasse di applicare il suo piccolo potere, la sua piccola potestà per imporre la sua parziale e individuale visione del mondo, fottendosene del vivere comune, del concetto di civiltà e di stato di diritto, di legge e di libero arbitrio sulle questioni private. In questo altro paese, quindi, non sarebbe stato necessario interrompere una trasmissione idiota in segno di rispetto. Ma nel nostro Paese, nel paese dove la televisione è strumento militante e di milizia, che forma e deforma le opinioni e crea movimenti e stimola consensi o riprovazione colletiva, la televisione che è proprietà del presidente del consiglio, lo stesso che ha dato dell’assassino al capo dello stato, lo stesso che voleva impedire per legge quello che la stess legge aveva stabilito, in questo paese, trasmettere il Grande Fratello nella sera in cui Eluana è morta è stata l’ultime e grandissima provocazione e insulto che si potesse ricevere. E di questo dovrebbero rispondere tutti coloro i quali nei giorni passati, e tuttora, accusano quanti di noi sostenevano il Presidente Napolitano e la famiglia Englaro (nonché il diritto e la Costituzione) di essere dei portatori di morte illiberali.
Che poi, questi sedicenti moralizzatori liberali attuano il magnifico miracolo di realizzare l’ossimoro perfetto. Proclamano la libertà e l’assenza dello Stato – che non impicci i commerci, gli smerci, i mercanteggi – ma proclamano la presenza asfissiante dello stesso in tutte quelle questioni che dovrebbero essere puramente private – la vita, la morte, la procreazione, l’asilo, la cura del corpo – . Io non ho altre parole per definire questo che fascismo.
(Pierpaolo Pasolini intervistato da Enzo Biagi, 1971)

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