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A chi me dà da magnà
Caro direttore,
non che lo faccia spesso ma ieri sera ho guardato qualche minuto del tg2. Primo servizio dedicato al centro destra: il solito bel discorso autocelebrativo di berlusconi, un minutino dedicato al pacatissimo fini, qualcosa in meno al simpatico autore della porcellum. Tutto pulito, perfetto, bandiere, primi piani, immagini ferme, parole scandite. Si passa al PD e subito un accorato attacco della bonino preannunciato due volte, dal conduttore e nello stesso servizio, si arriva poi alla questione liste e si vede un cupo ufficio con vetri opacizzati, poi Veltroni da Vespa, immagini di sbieco, addirittura Vespa che controbatte alle affermazioni dell’ex sindaco di Roma, la risposta di Veltroni sfuma con la fine del servizio. Le accuse di Casini sono riferite dal giornalista, quelle della destra restano sullo sfondo. Si passa al servizio sui simboli elettorali presentati e li succede un fatto inspiegabile: il video mostra una mano intenta a sfogliare delle schede con i simboli, la mano si interrompe sul simbolo del pdl e non riesce ad andare oltre, prova e riprova ma il simbolo resta li in primo piano. Sappiamo tutti chi è il direttopre del tg2* e non c’è da aspettarsi imparzialità da gente come lui ma se il primo servizio usa la vecchia tecnica del “tutto tranquillo dalle parti di berlusconi, tutto un casino dall’altra parte”, nel secondo servizio arriviamo al subliminale. Cos’altro dobbiamo aspettarci?
Alberto Simone – Roma

Che il direttore di quel TG conservi il posto anche con il prossimo governo Berlusconi. Semplice.

(sempre Zuc)

* ndr L’attuale direttore del TG2 è Mauro Mazza, ex giornalista de “Il Secolo d’Italia“, nominato nel 2002, celebre nei meandri della rete e non solo per un criticatissimo editoriale contro Beppe Grillo.

«Polemico (..) Ciriaco De Mita: “Nell’applicazione dello statuto sono vittima dell’età e per questo mi ribello e vi lascio”». Dall’Unione sarda: ” Pd: Visco e De Mita, fuori dalle liste “.
Motivo del contendere, l’approvazione del nuovo Regolamento per le candidature del Partito Democratico, che prevede «un 50% di composizione femminile, alternanza uomo donna e non ricandidabilità oltre i tre mandati pieni e consecutivi in Parlamento». Robe mai viste. Qui il pdf.

Quanto mi fa ridere.

Dimmi chi sei
Gent. mo Direttore
Ho letto ieri che Veltroni intende inserire nelle proprie liste rappresentanti del mondo lavorativo e della media e piccola imprenditoria; io ho scritto allo stesso Veltroni, tramite il sito del PD, che sarebbe utile inserire anche coloro che fanno parte di altre categorie lavorative dipendenti, quali insegnanti, militari ecc.., che potrebbero, essendo presi dalla base, dare contributi importanti per risolvere tanti problemi. Suggerirei anche, e lo faccio tramite Lei, che le suddette liste vengano, con largo anticipo, pubblicate e pubblicizzate con brevi curriculum vitae dei candidati, in maniera tale da aggirare, almeno in parte, l’assurdità della attuale legge (legge?) elettorale. Che ne pensa? Cordiali saluti
Francesco Pillai

Che è un’ottima idea, dunque probabilmente non sarà realizzata.

(dalle Lettere al Direttore di Repubblica.it)