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A Milano fino a lunedì c’è il Salone del Mobile. L’anno scorso era stato divertente. Qust’anno, non so perché, ma non ho voglia di andarci.
A Milano nei prossimi giorni ci saranno un sacco di concerti e feste. Non so perché, ma non ho voglia di andarci.
A Milano c’è molta gente che sembra tranquilla e soddisfatta. Forse so perché.
A Milano, riposavano le (mentite) spoglie di Evita Peron. Chissà perché a Milano.
A Milano, la casa costa un occhio della testa.
A Milano, i milanesi ammazzano il sabato.
A Milano, ci sono dei bellissimi manifesti.
Lo so, è terribile, eppure ciò è accaduto davvero. Prendiamone atto.
(Sigla del Festival di Sanremo, Anno 1982).
Grazie a L. per il fantastico link.
Promo del documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero. La scheda del film qui.
Ci siamo chiesti come sia possibile che nel 2007, in Italia, si possa vivere così…
Il problema dei rifiuti investe meccanismi ampi e complessi che riguardano la politica, l’economia, la criminalità, la salute pubblica e che interessano non solo la Campania, ma l’intero Paese .
Noi in qualche modo abbiamo cercato di raccontarlo, partendo da Acerra, Qualiano, Giugliano, Villaricca, comuni a 25 km da Napoli…
Una cosa bella che c’è qui sono i prezzi. La vita costa mediamente meno che in Italia. Ci sono un sacco di modi per risparmiare. Ieri sera, ad esempio, eravamo qui . Ogni sera ci sono tre piatti (di cui uno vegetariano) che costano meno di 5 euro. Ma cose del tipo bistecca galattica con patate e insalata. In più c’è l’happy hour. Per cui puoi mangiare un secondo + una birra media per 7 euro. E non è un’eccezione, è pieno di posti così. Insomma, qui i posti che sono poco costosi sono un vantaggio, e c’è come una concorrenza tra i locali per offrire cose buone (perché sono davvero buone) ad un prezzo abbordabile. Quando penso a Milano e ai suoi cocktail a 9 euro, ai ristoranti con il coperto (qui non esiste, ovviamente) a 2,50 euro, ai pranzi di lavoro al bar dove con meno di 8 euro non mangi neanche un panino, mi chiedo: perché?
Ho letto solo adesso l’ultimo numero di Giap - la newsletter di Wu Ming. Interessante l’editoriale: “Liberarsi della mentalità del ghetto“. Ho scritto a Giap alcune mie annotazioni che magari possono interessare anche qui.
Ciao a tutti,
ho molto apprezzato la vostra analisi del “ghetto” con riferimento alla situazione italiana. Mi trovo sostanzialmente d’accordo, e vorrei condividere con voi solo alcune note/pensieri: Read the rest of this entry »
Sia Repubblica.it (che come al solito si occupa di cose serie) che altri siti stanno promuovendo questo nuovo costume da bagno, tanto orribile quanto il suo nome: il quadranga. Ma davvero spopolerà quest’estate? Cos’è, siamo arrivati all’ingegneria genetica del costume da bagno? O è una delle solite bufale che Repubblica spaccia per notizie?
Quanto mi fa ridere.
Dimmi chi sei
Gent. mo Direttore
Ho letto ieri che Veltroni intende inserire nelle proprie liste rappresentanti del mondo lavorativo e della media e piccola imprenditoria; io ho scritto allo stesso Veltroni, tramite il sito del PD, che sarebbe utile inserire anche coloro che fanno parte di altre categorie lavorative dipendenti, quali insegnanti, militari ecc.., che potrebbero, essendo presi dalla base, dare contributi importanti per risolvere tanti problemi. Suggerirei anche, e lo faccio tramite Lei, che le suddette liste vengano, con largo anticipo, pubblicate e pubblicizzate con brevi curriculum vitae dei candidati, in maniera tale da aggirare, almeno in parte, l’assurdità della attuale legge (legge?) elettorale. Che ne pensa? Cordiali saluti
Francesco Pillai
Che è un’ottima idea, dunque probabilmente non sarà realizzata.
(dalle Lettere al Direttore di Repubblica.it)

Leggo sul Internation Herald Tribune che in Irlanda le buste della spesa di plastica sono praticamente scomparse . Nel senso che non vengono più utilizzate. Come hanno fatto gli irlandesi a compiere questo miracolo? Una semplice legge che impone il 22% di tasse sui sacchetti di plastica - facendoli costare 22 centesimi di Euro - e il gioco è fatto. Gli irlandesi non li utilizzano più.
La domanda è: come mai in Italia non funziona? Non ho sottomano la borsa valori dei sacchetti di plastica, ma mi sembra di ricordare che anche da noi i prezzi non siano proprio bassi. Eppure, ciò non sembra demoralizzarci. Alcuni punti dell’eserienza irlandese sono interessanti: Read the rest of this entry »

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