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Genova, tarda ora serale, fermata dell’autobus. Io – a donna che aspetta l’autobus lì vicino -: ” Mi scusi, sa se si possono comprare i biglietti sull’autobus?” Lei: “sì, a quest’ora sì! Costano due euro, però..(anziché 1,20 euro)…Ma vi conviene farli…la sera passano spesso i controllori!”. Bene, fiduciose, aspettiamo il bus. Arriva, il bus, saliamo: “Salve, vorremmo fare tre biglietti”. “Ah no, mi dispiace, li ho finiti”. “Ah”, “Ah”, “Ah” – facciamo noi tre. V.:”Beh, se arriva il controllore glielo dice lei che noi eravamo in buona fede?”. Autista: ” Sì, glielo dico, glielo dico…”, borbotta. Non capisco il malumore. Ma poi spiega (in accento genovese che non so ripetere): “E’ che non si capisce niente. Quando ne compro tanti poi è capace che mi rimangano per due mesi, e insomma, son soldi…”. Burp. Cosa? Io: “Ma scusi, in che senso? Li dovete commprare voi con i vostri soldi? Autista: “Eh sì, li compriamo noi e li rivendiamo”. E io: “Ma non ha senso!”. A quel punto interviene la signora di prima, che con fare di chi la sa lunga mi spiega: “Sì che ha senso…è che loro non potrebbero vendere i biglietti, ma visto che c’è sempre questo problema (un piccolo problema da niente, ovvero che è impossibile comrpare un biglietto dopo le 20 – ndr) per fare un servizio gli autisti si sono messi a vendere i biglietti”. Scendo dall’autobus confusa chiedendomi perché da noi anche una semplice azione abbastanza prevedibile, del tipo “comprare i biglietti del bus alla sera“, debba diventare una tragicommedia dai toni grotteschi. Ma, purtroppo, non riesco più a sorriderne pensando a quanto siamo buffi.
Questo è il video promozionale di una interessante iniziativa del partito socialista scozzese: rendere i mezzi pubblici scozzesi gratuiti. L’esempio citato è quello della città di Hasselt, in Belgio, dove il traffico è stato eliminato verso la fine degli anni ‘90 con l’introduzione di un sistema di trasporti pubblici completamente gratuito. Secondo i socialisti scozzesi, il traporto pubblico gratuito sarebbe una delle più forti azioni “ecologiche” che si possano mettere in atto, portando ad una riduzione sostanziale dell’uso delle automobili e dell’emissione di CO2 in ambiente urbano.
Prima di introdurre il servizio gratuito, ad Hasselt (70,000 residenti, più 300,000 pendolari) c’erano pochi mezzi pubblici e poco utilizzati. Poche linee, con una frequenza bassissima. Il Comune, in collaborazione con l’azienda dei trasporti De Lijn, si pose l’obiettivo di moltiplicare di 4 volte il numero di passeggeri in tre anni. Era il 1996. Da quando è stato introdotto, il numero di passeggeri è 10 volte superiore (da 331,551 a 3,200,000). Il 37% degli utilizzatori è un “nuovo utente”, di cui un 16% er un vecchio automobilista. Il numero delle linee è passato da quattro a nove e i mezzi hanno iniziato a passare con un ritmo di 15 minuti nei momenti di picco e di 30′ in situazione normale. Ma quanto sarà costato, vi chiederee voi. Beh, ad Hasselt avevano fatto i conti: per migliorare gli spostamenti urbani avrebbero dovuto costruire una nuova tangenziale: rendere i mezzi pubblcii gratuiti era semplicemente più economico. Nel 1998, il servizio costava 22,63 euro per nucleo familiare (all’anno). Da allora, il servizio gratuito ha migliorato ed aumentato il commercio in città, e il Comune è riuscito persino a diminiure le tasse.
L’esempio di Hasselt in Belgio non è l’unico. Nella regione di Bruxelles e in tutti i Paesi Bassi i mezzi pubblici sono gratuiti per gli studenti. In Belgio i trasporti locali e regionali (bus, tram, metro) (dalle 9 del mattino in poi) sono gratis anche per gli anziani, i disabili e i bambini.
Ora, non che io immagini una cosa simile a Milano o in Italia, no certo, sarebbe una follia…..o no?
Per chi volesse approfondire (in pdf):
“Subsidies in public transport”, European Transport (2006)
[...] è arrivato finalmente il decreto attuativo che rende possibile il cossiddetto “incentivo totale”, ossia rottamare la propria vecchia auto e avere in cambio l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici. Ci sono però pochissimi giorni per presentare la domanda: fino al 3 luglio…Sembra uno scherzo, ma non lo è: la proposta era del Governo Prodi che l’aveva inserita nella Finanziaria 2007 ma per essere attuata necessitava di un ulteriore decreto che è rimasto nel limbo per un periodo lunghissimo. Così ora chi volesse usufruire di questo incentivo deve presentare domanda al volo.[...]
via | Repubblica.it

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