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Bruce Springsteen torna a cantare in Italia, ma evita Milano. D’altronde, i “residenti” – questa categoria barocca e rompicoglioni che ha a cuore solo il suo benessere stantio e muffoso, che aborre ogni forma di vita e di manifestazione di vitalità, tanto ha detto tanto ha fatto che sono quasi riusciti a incriminare il Boss per il “casino” fatto col suo concerto a San Siro. Bene, il Boss non tornerà più a Milano. Mondo 1 – Milano 0.

Link |  http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_gennaio_22/bruce_springsteen_salta_concerto_proteste_san_siro_decibel-150920673474.shtml

Dal Blog collettivo “Milano – I milanesi ammazzano alla domenica” (di RadioPopolare), leggo, copio, incollo e diffondo:

milano o del mio perpetuo incanto
da Adolis

To Us, Que.Viva.Siempre.Milano!

Adoro Milano, la mia città e caro luogo natio. E’ qui che ho aperto gli occhi, per la prima volta. E ove ho trascorso la maggior parte della mia vita.

Giro per Milano in bicicletta, quando si gela per il freddo, e quando si “gronda” per il caldo. Vivo dunque, come in un continuo “camerabike”; fatto di volti (senza carpirne le espressioni – ahimè sono tremendamente miope), vie e voci.

Milano è bella perché ha una storia feroce, qui sono nate e morte rivoluzione; è meravigliosa perchè gelida e struggente.

Per me Milano è una passione – una questione d’affezione naturale.

Milano è la mia città, nessun “camerata verde”, potrà metter parola su questo.

Milano sarà la mia città: presto la lascerò! Perché per quanto adoro questo luogo, Odio questo paese. L’italia é un paese di razzisti isterici. Siamo ancora ai tempi di “faccetta neGra”. Qui non c’è nessuna possibilità di fare una vita “normale”, per gli stranieri.

Per i “destrorsi” noi neri siamo sub-umani; per quelli di sinistra (i più ipocriti) siamo delle piccole ‘bestioline’ senza testa-e-senza senno.

Dopo la laurea in Storia, me ne andrò di corsa. IO VOGLIO VIVERE E MORIRE DA ERITREA E NON DA EXTRACOMUNITARIA!!

P.S. Sono nata e cresciuta a Milano, ma vivo con un fottutissimo permesso di soggiorno (attualmente in rinnovo da 8 mesi) a scadenza semestrale!!!!

L’altroieri, lunedì 4 agosto, è stato demolito il centro sociale “Kasotto”, una struttura costruita al bordo della Darsena, sui Navigli. Soddisfazione da parte dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune:

Con l’operazione di oggi -ha detto- possiamo liberare i cittadini dall’illegalita’, dal degrado e dall’abusivismo che regnava indisturbato all’interno di questo prefabbricato. Ci sono purtroppo ancora molti spazi e luoghi resi invivibili da situazioni analoghe. Il compito dell’amministrazione comunale e’ cercare di restituirli ai milanesi nel minor tempo possibile“.

Pardon? Non credo di aver capito bene. Il centro sociale in questione era una specie di baracca a ridosso del muro di cinta della Darsena, stava in basso, proprio vicino all’acqua putrida che si è raccolta in un invaso, in ristrutturazione da anni, oramai un cantiere all’aria paerta, abitato solo da ratti e rifiuti. Dicono che il centro sociale era degrado. Degrado è la Darsena abbandonata a se stessa. Degrado è quell’immenso cartellone pubblciitario (chissà quanti soldi frutta, vero, tenerlo lì il più a lungo possibile…) di fronte ad un’area che potrebbe essere bellissima ma viene lasciata a se’ stessa. In quanto al rumore, chiunque sia mai andato sui Navigli sa benissimo quali sono i locali (privati, e “fighetti”) che “fanno rumore”, e scommetto che solo pochissimi si siano accorti di questo “Kasotto”, un centro sociale praticamente invisibile. Inoltre, nell’idea del Comune, bisogna “cercare di restituirli (questi spazi, ndr) ai milanesi nel minor tempo possibile“: la Darsena non è agibile, ad oggi, e i progetti del Comune prevedono…un parcheggio. Che figata.

Da quanto si legge tra le righe, nelle idee del Comune c’è quella di sgomberare tutti i centri sociali (“ci sono purtroppo ancora molti spazi e luoghi resi invivibili da situazioni analoghe” dice l’Assessore). Quindi a chi toccherà la prossima volta? Alla Stecca degli Artigiani un anno fa hanno sgomberato tutto con gran strombazzare e pubblicità, e  adesso è tutto chiuso ed abbandonato. Svuotano i posti creati dal basso per poi rivendere terreni e caseggiati ad alto prezzo, per la solita “Milano bene”, quella che paga e che quindi può fare casino e degrado, ucciedendo quel poco di spotaneità che ancora sopravvive in una città ingessata che della spontaneità ha paura.

Sul Corriere della Sera Armando Stella fa un parallelo tra la chiusura del kasotto e l’apertura, in settembre, di “Cuore Nero”, un centro sociale di Forza Nuova in zona Torchiera (Cimitero Maggiore). La questione politica rimane a fare da sfondo (inquietante) alle decisioni e alle azioni del Comune di Milano. A me qui interessa soprattutto il modo in cui queste cose vengono raccontate e spiegate ai cittadini, al di là delle attribuzioni politiche.

Se alla Darsena fra un mese riusciranno a costruire il famoso parcheggio, sarò almeno contenta – e penserò che questa demolizione almeno ad una cosa è servita. Temo però che questo non avverrà in tempi brevi, e la gente di Milano penserà che i suoi problemi derivino da quei quattro ragazzi che si riunivano in una baracca invisibile.

Foto | Affari Italiani

Milano, metro linea 1. Leggo il mio libro. SOno tranquilla, né troppo caldo, né troppo freddo. Poi improvvisamente da pochi metri di distanza sento un trillo fastidioso, suoneria vecchio stile tipo telefono della nonna (con volume a prova della sordità della nonna), mi volto ed ecco un classico businessman che osserva catatonico il suo cellulare cercando di capire chi è che sta chiamando, poi risponde e – ovviamente ad alta voce visto il rumore di sottofondo – inizia a parlare degli affari suoi. Io ora vorrei davvero sapere dall’ATM quanti soldi ha ricevuto dalle compagnie telefoniche per implementare questo “fantastico servizio”. Sì perché a Milano da qualche messe i cellulari prendono anche nella metro. Non in tutte le tratte e non in tutte le formate, ma l’obiettivo è quello di coprire tutti i percorsi nei prossimi mesi. Si legge dal sito dell’ATM:

“Secondo i passaggi registrati ai tornelli, sono circa 250 mila le
persone che ogni giorni transitano in queste 5 stazioni e che ora
potranno essere collegate in fonia, sms, mms e dati alla velocità
dello standard UMTS.”

D’ora in poi, in buona sostanza, anche il metro diventerà una caciara di suonerie e “Ciaooo! Come stai?” o “Prontoooo” o “Sentiamoci domani che così facciamo il punto su quel progetto” e l’atmosfera sognante che si poteva gustare in metropolitana (l’unico fattore positivo, peraltro) verrà infranta da questa irruzione della realtà e della reperibilità a tutti i costi.
Ora io dico, avessimo tragitti che durano 2 ore, lo capirei. Ma che cosa cambia se per 10 minuti il tuo cellulare non è raggiungibile? E poi, ci tolgono l’unica scusa inattaccabile quando non si voleva rispondere: “scusa, ero in metro, non prendeva il cellulare…”.

Ieri su un ponte trafficatissimo di Milano, verso mezzogiorno. Io in moto, un caldo soffocante. Vedo da lontano una figura che arranca in bicicletta, sorpassata da camion e furgoni e suv a pazza velocità. Mi avvicino, supero. La figura era una vecchietta coi capelli bianchi, corpo scheletrico. Non ho idea di come abbia potuto resistere e a non a) essere tirata sotto b) avere un infarto.

Mi è arrivata la segnalazione di questo sito, un’ iniziativa congiunta tra Fondazione RCM – Rete Civica di Milano e Fiab Ciclobby onlus. Di cosa si tratta? E’ una sorta di forum in cui chi vuole può segnalare i punti critici delle strade milanesi o partecipare a discussioni già avviate, il tutto con mappa di google interattiva. Sperando che non diventi un ricettacolo di lamentele “individualiste” e che serva poi a qualcuno “che decide” per poter agire sul territorio, mi sembra un buon punto di partenza (tipo sarebbe carino che sul ponte in questione costituissero delle belle piste ciclabili protette….).

Sicurezza Stradale Partecipata – www.sicurezzastradale.partecipami.it

A Milano fino a lunedì c’è il Salone del Mobile. L’anno scorso era stato divertente. Qust’anno, non so perché, ma non ho voglia di andarci.

A Milano nei prossimi giorni ci saranno un sacco di concerti e feste. Non so perché, ma non ho voglia di andarci.

A Milano c’è molta gente che sembra tranquilla e soddisfatta. Forse so perché.

A Milano, riposavano le (mentite) spoglie di Evita Peron. Chissà perché a Milano.

A Milano, la casa costa un occhio della testa.

A Milano, i milanesi ammazzano il sabato.

A Milano, ci sono dei bellissimi manifesti.

Esterni la conoscerete tutti. Io non ho mai capito se li amo o se li odio. Come altri anni però organizzano questa cosa che a me piace parecchio.

Come saprete oramai Milano vive solo in occasione del Salone Internazionale del Mobile (quest’anno dal 16 al 21 aprile, info qui e soprattutto qui), in pratica l’unica cosa interessante e bella che accade in città, dopo il MiAmi a giugno. Per una settimana sembra davvero di essere in una capitale europea e la città sembra bella. Solo una settimana, mi raccomando. Ma vabbè. Quelli di Esterni organizzano un sacco di cose in concomitanza, tra queste c’è l’iniziativa del bedsharing.

Se siete “giovani volonterosi simpatici e aperti” e volete ospitare un designer, potete farlo. La cosa è per qualche giorno e c’è la ossibilità di chiedere un piccolo rimborso (fino a 30 euro). Per partecipare bisogna iscriversi sul sito www.bedsharing.org.

Uhm…
Design – Ikea,Ikea – Design,Ikea – Svezia,Svezia – Design…Svezia….Design…Designer…dite che…ne vale la pena? :)

Dalle “Lettere al Direttore” di Repubblica.it
Risponde Vittorio Zucconi.

MALAPENSA
Caro Direttore
Alitalia perde fantastiliardi di euro e a mezza bocca i vertici hanno detto che la maggior parte delle perdite è di Malpensa. Saranno i continui furti , sarà che ogni volta raggiungere Malpensa è un viaggio messa cosi fra Torino e Milano , sarà che l’aeroporto è brutto e offre poco ( non dico London Heatrow ma almeno Stansead ! ) Non so perché so , solo che li noi ci si perde pozzi di soldi. In un mondo adulto la SEA si sarebbe gettata a cercare altri possibili aviolinee , abbassando i loro prezzi , giurando per la fine dei furti e di rendere Malpensa l’aeroporto più attraente d’Europa. Possibile che da noi si pensi solo a dividere la striminsita torta che abbiamo per le mani , sempre più piccola , sempre più secca e cattiva e mai a farla lievitare e far si che diventando più grande ci sia una fetta per tutti. Non mi capacito. Questione settentrionale si , ma solo perché i comportamenti clientalari e assistiti sono gli stessi della questione meridionale . Ho paura che stavolta nun ja famo , no, nun ja potemo fa. Lo stellone famoso è diventato un buco nero.
Fabio Rubeo

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