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(e siccome noi arriviamo sempre con 30 anni di ritardo, magari le faremo anche queste benedette centrali, per poi renderci conto che non aveva alcun senso e che sarà stata una spesa – immensa e inutile – e verranno fuori sicuramente casini. Siamo nel 2008, ma noi ragioniamo come se fossimo un paese nel pieno del boom economico degli anni ’80…)
E’ bello sapere che nel giorno in cui l’Italia (a Tokyo) ribadisce la sua volontà di fare tanto, tantissimo nucleare (la vera green idea del futuro, eh…) in Francia una centrale fa uscire acqua contaminata nel fiume (in provincia di Avignone) e le autorità consigliano alla popolazione di non bere, di non usare l’acqua, di non fare il bagno.
Ma da noi, che coi controlli e i rifiuti ci sappiamo proprio fare, sarebbe tutto diverso. Bien sur.
E’ stato molto buffo – ma molto poco divertente – leggere ieri sera della notizia dell’allarme, ora rientrato, per un incidente nella centrale di Krsko, in Slovenia. Buffo, perché proprio la sera prima stavamo parlando del nucleare in Italia e nel mondo (anche con lui) e – puffete! – il giorno dopo succede qualcosa, tra l’altro in Slovenia, a un centinaio di chilometri da Trieste, dove sono stata la scorsa settimana (ma questo non c’entra niente, in effetti). Insomma, un coacervo di coincidenze. Adesso dicono che si è trattato di “una fuoriuscita di liquido nel circuito di raffreddamento primario dell’impianto, ma non è stata riscontrata alcuna fuga radioattiva nell’ambiente circostante“. La centrale rimane chiusa fino a contrordine. Di fatto, l’impianto è stato costruito nel 1975 (è più vecchio di me) e ha iniziato a funzionare commercialmente nel 1983. Ho recuperato dal sito dei Friends of the Earth Europe un dossier* sulle centrali europee a “sicurezza limitata” realizzato nel febbraio 2001 da Laura Radiconcini, presidente di Amici della Terra-Italia. Duemilauno, sottolineo. Si legge:
In Slovenia è in funzione un reattore Westinghouse da 632 MW situato a Krsko, sulle rive del fiume Sava, a 75 Km da Lubiana e a 140 Km da Trieste. (…) Questo rapporto viene presentato da Amici della Terra, CEE Bankwatch e WISE. Esso riguarda i problemi di sicurezza nucleare derivanti da reattori di progettazione sovietica in funzione nei paesi candidati ad entrare nell’Unione Europea. La trattazione della sicurezza nucleare in Russia, problema complesso e determinato non solo dal settore civile ma anche da quello militare, è stata deliberatamente limitata alle questioni di pertinenza del G8. Vengono trattati i casi specifici dei reattori K2/R4 in Ucraina perché il loro finanziamento è questione rilevante tanto per l’UE che per il G8, e della centrale di Krsko in Slovenia, che si trova a solo 140 chilometri da Trieste. Krsko non è un reattore di modello sovietico, ma ha presentato e presenta svariati problemi di sicurezza.
Giusto per dare un po’ di ansia gratuita ai lettori con tendenze ipocondriache e catastrofo-ambientaliste.
*L’asterisco accanto alla parola dossier deriva dal fatto che – purtroppo – Berlusconi continua ad usurpare il linguaggio comune di noi mortali importandolo nella sua sfera aurea (come fece a suo tempo con “forza italia” “scendere in campo” “azzurri” “consentire” etc.) ed ultimamente il suo nefasto volo si è posato sull’innocua parola francese “dossier”: adesso ogni questione governativa viene affronatata “in un dossier”, parola che ha una semantica complessa, e conferisce serietà e competenza a chi la utilizza. Di fatto, ancora e sempre marketing “retorico” – e i giornalisti/pecoroni tutti lì ad assecondarlo e a fare da megafono inconsapevole, riportando paro paro i comunicati stampa e il suo vocabolario. Aprirò un dossier sull’argomento, prima o poi.

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