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Gentile diettore
le scrivo sui molti indecisi che ancora ci sono. purtroppo sono tutti elettori storici della sinistra italiana. bisogna che le dica la verità. più delusi da bertinotti che da weltroni. forse perché la loro vicenda
esistenziale si innerva di più dentro nella storia o l’immaginario del movimento operaio. è molto difficile
riuscire a convincerli a votare. io che ho fatto. ormai da qualche anno, una scelta per l’ulivo, ed oggi, per il partito democratico, pur avendo un pensiero molto radicale, faccio molto fatica a convincerli. Eppure sono loro, e sono tanti, a dover essere convinti da qui al 13. perché aprile non sia il più crudele dei mesi. io credo che walter weltroni dovrebbe rivolgersi direttamente a loro. e proporgli, non so, un voto d’onore (nel senso ovviamente più sano e più bello della parola) magari da giurare sulle ceneri di gramsci.
domenico scalzo

Per carità, lasciamo il culto dei salmoni ai sogni della Mussolini. Che votino come vogliono o che non votino, purché naturalmente si rendano conto che l’astensionismo, il delusionismo, il vaffanculismo sono oggi sentimenti che colpiscono soprattuto il potenziale elettorato veltroniano. Se a loro va bene un governo controllato alla Lega, che sarà la vera vincintrice delle elezioni e terrà il cosiddetto PdL per il guinzaglio dopo avere concesso a Silviolo la sola residenza che non può comperarsi, cioè il Quirinale, lo facciano pure. Basta saperlo prima e poi non fare le verginelle sorprese.

Non mi scappa da ridere
Buongiorno Zucconi.
Voteremo Veltroni per evitare Berlusconi, ma avanza il dubbio che il primo esista in funzione del secondo, e la cosa è stancante. Come sono stati questi ultimi due anni per Berlusconi, con la sinistra al governo? I suoi fatturati? I suoi problemi con la giustizia? Dobbiamo credere (ancora) che quella sinistra sarà la garante di un’equa legge sul conflitto di interessi? A me spaventano i bi-poteri, che tutto amalgamano verso il centro. Lei è spaventato dagli arcobaleni che piacciono (?) alle destre estreme: a me sembra che , mentre Walter e Silvio fanno il duetto sulle troppe tasse, altri abbiano almeno il coraggio di parlare della mafia che ha raggiunto la stanza dei bottoni. Siamo tutti contenti che l’alternativa a Berlusconi sia un partito sempre più berlusconizzato? Inutile dire che mi farà piacere la sua risposta ironica. La apprezzerò. Ma probabilmente c’è molto poco da ridere e, probabilmente, continuerò a votare a sinistra.
Arialdo Martini

E a essere governato dalla destra.

(V.Zucconi, Chi vota sperando, Repubblica.it)

  • Ho dimenticato la macchina fotografica in Italia, ma fidatevi: qui nevica.
  • Venerdì abbiamo la session II del Party che abbiamo organizzato a Febbraio. La sottoscritta ancora una volta giocherà a fare la DJ con mezzi impropri e quasi ridicoli. Speriamo solo passi l’influenza.
  • Ma la Bonino e l’accordo dei 9 eletti tanto al chilo? Su, via, per cortesia, non fatemi passare quella specie di sottile entusiasmo che avevo… E poi, dico io, ma che è? Siamo al mercato?
  • Zuc credo sia in vacanza, ma continua a rispondere alle letterine. Anche se – sarà colpevole la molle indolenza tipica di ogni momento di relax – non è grintoso come al solito.
  • Ho trovato la mia ultima droga televisiva, con mio enorme stupore, gradimento e preoccupazione. “Damages“, la serie TV con Glenn Close, tramsessa dal 24 luglio 2007 su FX negli USA e dall’inizio del 2008 anche nel Regno Unito, in Francia e in altri paesi. Glenn Close è Patty Hewes, un avvocato potente e senza scrupoli appassionata di cause collettive contro le cattive mega corporation (qualcosa sulla scia del caso Enron…o Parmalat). Il ritmo è forsennato, capisco la metà delle cose in inglese (un inglese velocissimo e pieno di termini oscuri), ma il plot è super avvincente, pieno di intrighi, manipolazioni, strategie e misteri. La storia e i personaggi richiamano da vicino quelli di “Il diavolo veste Prada”, ma in versione più acida e cattiva. Glenn Close (nella serie, Patty Hewes) è bellissima, mentre Rose Byrne, che interpreta la sua giovane (e naif) associata Ellen Parsons, non è all’altezza della sua più anziana – e brava – collega. Ah!, voglio sposare uno screenwriter di serie TV americane…

Ho letto solo adesso l’ultimo numero di Giap – la newsletter di Wu Ming. Interessante l’editoriale: “Liberarsi della mentalità del ghetto“. Ho scritto a Giap alcune mie annotazioni che magari possono interessare anche qui.

Ciao a tutti,
ho molto apprezzato la vostra analisi del “ghetto” con riferimento alla situazione italiana. Mi trovo sostanzialmente d’accordo, e vorrei condividere con voi solo alcune note/pensieri: Leggi il seguito di questo post »

Dalle “Lettere al Direttore” di Repubblica.it
Risponde Vittorio Zucconi.

MALAPENSA
Caro Direttore
Alitalia perde fantastiliardi di euro e a mezza bocca i vertici hanno detto che la maggior parte delle perdite è di Malpensa. Saranno i continui furti , sarà che ogni volta raggiungere Malpensa è un viaggio messa cosi fra Torino e Milano , sarà che l’aeroporto è brutto e offre poco ( non dico London Heatrow ma almeno Stansead ! ) Non so perché so , solo che li noi ci si perde pozzi di soldi. In un mondo adulto la SEA si sarebbe gettata a cercare altri possibili aviolinee , abbassando i loro prezzi , giurando per la fine dei furti e di rendere Malpensa l’aeroporto più attraente d’Europa. Possibile che da noi si pensi solo a dividere la striminsita torta che abbiamo per le mani , sempre più piccola , sempre più secca e cattiva e mai a farla lievitare e far si che diventando più grande ci sia una fetta per tutti. Non mi capacito. Questione settentrionale si , ma solo perché i comportamenti clientalari e assistiti sono gli stessi della questione meridionale . Ho paura che stavolta nun ja famo , no, nun ja potemo fa. Lo stellone famoso è diventato un buco nero.
Fabio Rubeo

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